Quest’anno 110eLode.Net compie 10 anni (precisamente a Luglio!): regali in arrivo per tutti gli studenti :).

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Ti racconto come è nata questa storia d’amore e di apprendimento, cosa farei e non rifarei in questi complessivi 15 anni di didattica e poi corro a comprare una crema antirughe, perché non sono più una “pischella” di 26 anni come allora :P.

1) Il lavoro in didattica: non solo insegnare, ma soprattutto incoraggiare

Tutto ebbe inizio (che incipit :P) con le classiche ripetizioni di latino e greco a 19 anni a casa, nel paese del Basso Lazio dove abitavo, di quelli che d’estate fanno le immancabili rievocazioni medievali, con i duelli finti e le corse dei cavalli con gli stemmi rionali.

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Ho continuato insegnando in 2 istituti privati a Latina e Frosinone, di quelli dove ci sono adolescenti che hanno vissuto una bocciatura, giovani come Marco, Alessandro e Roberta che avevano abbandonato la scuola e la riprendevano a 20/25 anni e qualche adulto lavoratore a cui serviva il diploma per avanzare di carriera, come Raniero e Rita. Quasi tutti più grandi di me e devo avergli fatto parecchia tenerezza se non mi chiamavano professoressa, ma “proffola”.

E’ stato soprattutto un lavoro di rimotivazione, a causa dello scoraggiamento per le loro esperienze scolastiche negative, che avevano abbassato pesantemente l’autostima. Sono contenta oggi quando ricevo i loro messaggi su Linkedin e ascolto la loro meritata rivincita :).

Cosa rifarei: studiare e lavorare a tempo pieno dal 1° anno di università. E’ stata una necessità, ma così ho imparato a studiare in autonomia e ad ottimizzare tempi e metodi dell’apprendimento. Questo si è rivelato importantissimo.
Cosa non rifarei: accettare retribuzioni nulle o stra-basse.

2) Il lavoro nell’informatica: la figura mitologica dell’htmlista

Contemporaneamente alla didattica, ho sconfinato in una landa straniera, quella dell’informatica. Era arrivata internet anche al paesello e mi ero munita di un modem, un coso che sibilava e connetteva il pc alla grande rete. Ormai è roba da museo archeologico.

Ho studiato da sola l’html, che era lo standard di allora per fare i siti, un linguaggio in codice come quello che usava Pitagora con i suoi adepti. Solo che l’html spesso non era capito neanche dagli adepti, infatti ognuno lo scriveva a modo suo, con esiti pasticciosi :P, e ho arrotondato l’insegnamento con un lavoro a Roma come fac-totum informatica e htmlista.

L’htmlista è figura mitologica come gli unicorni, gli androgini e i titani, che oggi che non esiste più, ma nei primi anni del 2000 è davvero esistita e zio Google può testimoniare a mio favore :P.

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Cosa rifarei: studiare una materia che non c’entrava niente con i miei studi: arida, tecnica, da nerd. Anche questo si è rivelato fondamentale.
Cosa non rifarei: accettare retribuzioni nulle o stra-basse.

3) Il lavoro in editoria: tanta informatica e poca poesia

Seconda incursione in un altro ambito, l’editoria, sognando di abbandonare i codici e tornare romanticamente ai libri. Mi sono iscritta al master di Francesca, innovatrice con tanti boccoli ribelli, che oggi ha una sua agenzia letteraria. Poi è seguita una collaborazione con una casa editrice di Napoli e lì ho capito che gli errori di battitura nei manuali sfuggono anche agli editor più ossessivi e che il caffè partenopeo è davvero il più buono del mondo.

Ho capito che spesso in una casa editrice c’è più lavoro informatico e di editing che letterario e creativo. La didattica però rimaneva il lavoro principale e ho iniziato a collaborare con vari centri di preparazione universitaria a Latina e Roma, da quelli più piccoli a quelli con il logo blu scuro, che facevano pubblicità su Mediaset ed erano sponsorizzati da calciatori e pattrinatrici.

Lì ho scritto manuali, aiutato per le tesi di laurea, seguito tanti studenti adulti e lavoratori, con poco tempo per studiare e necessità di conciliare impegni universitari, familiari e lavorativi.

Ho proposto alle direttrici di trattare anche moduli su memoria, apprendimento, motivazione, intelligenza e altri temi trasversali, come scrittura e comunicazione, che poi sono diventati dei seminari extra nell’aula magna dell’istituto.

Vabbè, “aula magna” è un parolone. A Latina eravamo al quarto piano di un edificio di vetrate specchiate pieno di uffici grigi. E ringrazio tutti: Giampiero, Giorgia, Paola, perché mi hanno dato tanta fiducia e autonomia.

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Cosa rifarei: non limitarmi a fare i “compiti”, ma proporre qualcosa in più, inventare qualcosa che non c’era, ma poteva arricchire l’offerta dell’istituto.
Cosa non rifarei: accettare retribuzioni nulle o stra-basse.

4) Apertura dello Studio Didattico con l’incoraggiamento di Stefano

Nel 2006 ho creato un sito in html, che è 110eLode.Net, scrivendo articoli per gli studenti che seguivo, con consigli per preparare gli esami, memorizzare contenuti, incoraggiarli a raggiungere i loro obiettivi di apprendimento.

Gli articoli si sono posizionati bene su Google. Molti studenti da tutta Italia mi contattavano via e-mail per essere aiutati per gli esami, per la tesi o per l’Esame di Stato di Psicologia e si è sviluppato un passaparola oltre le mie aspettative. I Social Network non esistevano ancora. Adesso il sito è in mano a Ljuba e Veronica che lo rinfrescheranno, perché è troppo vintage :P.

Ho seguito anche un corso di Stefano sull’orientamento al lavoro autonomo, ho sentito che forse quella strada era adatta a me. Ricordo ancora il suo sguardo di fiducia che ha dato avvio a tutto.

Ho unito i puntini:
– le esperienza in didattica, editoria e informatica
– la preferenza per lo studio e il lavoro autonomo
– la tendenza a inventare servizi
– l’incoraggiamento di Stefano

Quindi ho deciso di provarci. A 26 anni ho aperto Partita Iva, in un momento di gravi difficoltà familiari e senza coperture. L’ho aperta da sola all’Agenzia delle Entrate di Latina, per risparmiare sul commercialista, studiando procedure e normative fiscali.

Oggi mi affiderei a un commercialista anche per questo atto di nascita. E poi il mio commercialista attuale è davvero paziente e ha i capelli rossi. Quello di prima era strano, ma strano forte.

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110eLode si è evoluto così da sito di articoli di consigli su come studiare a Studio Didattico (l’ho definito così). Non avevo una sede con la scrivania in radica e la targa in oro, ma una stanza in subaffitto in uno studio, pagata a ore. In pratica ho aperto uno studio con 8 euro. 

Ho impacchettato conoscenze e strategie elaborate in anni di lavoro a tempo pieno con gli studenti, ho inventato i kit di preparazione, li ho rinnovati sempre, mi sono inventata mille altre cose, ho aiutato tanti studenti per tesi, riassunti, esami, esame di stato e avvio della professione.

Cosa rifarei: iniziare un’attività autonoma senza una lira e senza coperture. La mancanza di budget ha aguzzato la creatività. Chi è piccolo, come me, non può investire in pubblicità. Deve investire in creatività, inventare e reinventare sempre.
Cosa non rifarei: essere ingenua. Ci sono più squali sul mercato che all’Acquario di Genova. C’è tanta scorrettezza, soprattutto umana, e questo ferisce e delude. C’è pure una copisteria che ha preso i miei manuali, ha tolto il logo 110eLode.Net, ci ha messo il suo e spaccia il tutto come farina del suo sacco. Il commercio può calpestare l’etica fino a questo punto? Meno male che la maggioranza delle persone è onesta.

5) La rete di supporto

In questa avventura di 110eLode.Net, tra impegno immenso, difficoltà, gratificazioni enormi quanto sudatissime, mi hanno affiancato Lucia per i seminari sui DSA, Gioia per i Test di Ammissione, Fabiana per il servizio di sblocco degli studenti in difficoltà emotive, Silvia per esami e tesi, Elisa e Federica per l’Esame di Stato.

In 10 anni poi, tante vicissitudini personali di ogni tipo, come quella degli ultimi mesi, che però mi ha fatto capire che intorno c’è una rete. Tante persone che mi stanno dando sostegno e fiducia, tante amiche, tante colleghe, tanti studenti. Grazie a tutti, grazie a Fabio e Carmen e grazie anche alla mia meravigliosa città “adottiva”, Roma.

E poi c’è Gioia, donna di grande ispirazione e lavoratrice esemplare, e tutta la Rete al Femminile. A proposito, se sei una donna e lavori in proprio, puoi farne parte anche tu, ne ho parlato in questa intervista a Dol’s.

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Questa invece è una foto del Freelance Day di Torino 2015, del Panel sull’imprenditoria femminile, dove ho raccontato di 110eLode.Net e della Rete al Femminile di Roma.

Cosa rifarei: sperimentare e accettare i rischi. Non tutto ciò che ho provato ha avuto successo, ma tutto è servito. Anzi tornando indietro sarei ancora più audace. Non vi fate frenare dalle paure e dalle timidezze.
Cosa non rifarei: trascurare le relazioni affettive e sociali. E’ importante definire confini chiari, perché un’attività in proprio rischia di risucchiarti.

6) E adesso?

i-stella-di-giorgioNon so cosa succederà. Ce la farò a continuare? Non lo so, chissà…ma vorrei dare fiducia a tutti gli studenti, ai laureati, a chi sta affrontando l’Eds e diventerà un professionista. Mi è stata data tanta fiducia da tutti in 15 anni di lavoro e vorrei almeno in minima parte, rilanciarla a ridiffonderla a tutti.

Dedico questa avventura decennale a mia nonna, scomparsa per leucemia pochi giorni dopo la nascita di 110eLode.Net. Mi ha lasciato una grande eredità spirituale: un modello di donna forte, che ha superato la guerra e ha fatto sacrifici immensi. Quando le ho detto grazie per l’ultima volta, non so se mi ha sentita. Lo diffondo nell’etere.

Un grazie davvero a tutti <3

Stella Di Giorgio – Psicologa e Tutor

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Aiuto i laureati in Psicologia a preparare l'Esame di Stato. Scrivimi a tutor@110elode.net

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