All’Esame di Stato di Psicologia, spesso non c’è molta differenza tra seconda e terza prova per l’indirizzo Lavoro & organizzazioni. Entrambe le prove spesso hanno la stessa struttura e gli stessi punti da sviluppare.

Sia seconda che terza prova a indirizzo lavoro possono essere progetti oppure casi aziendali, cioè problemi o bisogni che si presentano in un’organizzazione e richiedono l’intervento di uno psicologo. Quindi quello che prepari per il progetto, puoi utilizzarlo anche per il caso e viceversa.

A prescindere dalla struttura specifica della terza prova a indirizzo lavoro, che sia un progetto, un caso oppure un’altra struttura scelta in quel momento da quella specifica commissione, nello svolgimento del tuo compito, può essere sempre utile includere questi 3 elementi:

1) una breve trattazione del costrutto richiesto dalla traccia (selezione, formazione, ecc.) con un riferimento teorico, perché l’art. 5 del codice deontologico impone di far riferimento a teorie aggiornate e validate. Quindi, inserendo una teoria, oltre ad arricchire la trattazione, dimostri di ottemperare a un obbligo deontologico.

Ovviamente non occorre fare un tema su quel costrutto, ma un riferimento teorico può completare lo svolgimento del tuo caso/progetto. Puoi giustificare il riferimento teorico proprio aggiungendo il riferimento all’art. 5 del codice deontologico.

2) è opportuno inserire anche la descrizione di uno strumento (un test, un questionario, ecc.) perché sono i ferri del mestiere dello psicologo, quindi anche se la scaletta non contiene un punto che richieda esplicitamente la descrizione di uno strumento, essendo un esame di abilitazione professionale, è opportuno dimostrare di conoscere gli attrezzi del mestiere.

Se nella traccia non è richiesto un test o uno strumento, puoi inserirlo nelle attività che prevedi nel progetto o nell’intervento. Questo perché uno dei contributi specifici di uno psicologo del lavoro, che lo distingue da altri professionisti che lavorano nelle aziende, può risiedere proprio nell’uso di alcuni test, che sono esclusivi della nostra professione, come indica la sentenza Platè, che puoi citare come coordinata normativa.

Quindi, descrivendo uno strumento, valorizzi la specificità della professione di psicologo, oltre a dimostrare che conosci gli “attrezzi del mestiere”, coerentemente con quanto richiesto da un esame di abilitazione professionale.

3) è opportuno inserire anche una procedura “preliminare” all’intervento vero e proprio richiesto dalla traccia, che può includere analisi della domanda, del clima e della cultura, ecc, (a parte negli interventi di selezione e assessment center).

Questo perché qualunque intervento faccia lo psicologo del lavoro, non può farlo in modo meccanico, standardizzato, applicando procedure rigide e prestabilite, ma solo previa analisi della domanda e del contesto.

Quindi anche se questi 2 aspetti non compaiono come punti della scaletta della traccia, fanno parte dell’agire stesso dello psicologo del lavoro e si possono introdurre e giustificare proprio per la necessità di individualizzare un intervento aziendale.

Quindi, può essere utile prevedere nella tua preparazione della seconda e terza prova a indirizzo Lavoro:

– una teoria su clima, cultura e analisi della domanda

– una teoria sui principali argomenti

– uno strumento o un questionario sui principali argomenti

Si tratta poi degli stessi contenuti utilizzabili sia nella terza che nella seconda prova a indirizzo lavoro, data la larga sovrapposizione che spesso si verifica tra queste due prove per questo indirizzo.
Buono studio!

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Aiuto i laureati in Psicologia a preparare l'Esame di Stato. Scrivimi a tutor@110elode.net

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