Poiché seguo da anni gli studenti per l’Esame di Stato, posso dirti che gli argomenti da studiare sono tanti, ma se affronti strategicamente lo studio, non servono anni per prepararti, a volte bastano pochi mesi.

Per prepararti, contano soprattutto 2 fattori:

1) flessibilità: significa saper adattare quello che sai alla traccia. Molti studenti studiano in modo meccanico, memorizzando a compartimenti stagni, quindi se esce una traccia che non hanno preparato, vanno in tilt. Invece, riutilizzando quello che sai, puoi coprire un ampio spettro di tracce, incluse quelle di tipo “non convenzionale”.

Come sviluppare questa abilità? Innanzitutto, preferendo alcune teorie. Ad esempio, a Roma è uscito il problem-solving. Non serve aver preparato questo argomento: se hai fatto l’apprendimento, scegliendo la teoria di Kohler, puoi riutilizzarla per il problem-solving, per la creatività, per il pensiero. Una teoria che copre 3 tracce!

2) strategia: se impari alcuni schemi di svolgimento, in particolare del progetto e del caso, non servirà studiare migliaia di contenuti, perché ti troverai già svolto il 60% di qualsiasi traccia. Non basta quindi affastellare nozioni, occorre “ingegnerizzare” lo studio, individuando “procedure” ripetibili.

Ecco alcune indicazioni

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Aiuto i laureati in Psicologia a preparare l'Esame di Stato. Scrivimi a tutor@110elode.net

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