Se hai l’ansia da esame, sei più intelligente 😉

Sembra strano, ma provare ansia è utile e “adattivo“, come direbbero gli psicologi evoluzionisti.

Pensa agli uomini del paleolitico, che dovevano difendere la caverna. Senza un minimo di ansia, si sarebbero addormentati, lasciando incustodita la famiglia e rischiando di essere assaliti dagli animali selvaggi.

Abbiamo ereditato da loro questo sistema di segnalazione dei pericoli, che mette in moto l’organismo e lo predispone ad agire.

ansia da esame

L’ansia, quindi, è una forma di intelligenza primordiale: significa che sei consapevole della complessità dell’esame. Questo ti rende più attento e ti motiva ad attivarti per prepararti al meglio.

Quindi sarebbe controproducente estirpare del tutto l’ansia. Ridurre l’ansia invece di eliminarla è un obiettivo più realistico, così sfrutti i vantaggi dell’ansia, senza che comprometta tutto il funzionamento cognitivo (che frase da DSM 😛 ).

E quando l’ansia è troppa, come ridurla?

Troppa ansia rischia invece di avere 2 conseguenze: farti sopravvalutare il pericolo e farti sottovalutare le risorse che hai per affrontarlo.

Questa seconda conseguenza è la più dannosa. E’ giusto non sminuire la difficoltà dell’esame, ma è altrettanto giusto non sminuire te stesso.

E’ vero che il pericolo c’è, perché l’Esame di Stato è imprevedibile, i criteri di valutazione sono soggettivi, gli argomenti da studiare sono tanti.

Però hai tutte le risorse per affrontarlo. Più di quelle che pensi. Sai più cose di quelle che pensi di sapere. Anche di fronte alle tracce più assurde, abbi fiducia: troverai qualcosa da scrivere.

Per approfondire: aiuto, non ho studiato un argomento!

Infatti, hai studiato 5 anni, hai fatto un tirocinio di un anno, hai vissuto più di 23 anni. Hai avuto esperienze, provato emozioni, sperimentato frustrazioni. Hai un patrimonio a cui attingere. Qualcosa tirerai fuori. Anche solo riflettendo, osservando o distillando ciò che hai vissuto, per trarne esempi concreti e generali. Abbi fiducia.

Ma in concreto cosa si può fare per ridurre l’ansia?

Per antagonizzare l’ansia, innanzitutto sarà utile aumentare la fiducia in te: pensa a tutte le volte che hai imparato cose difficili, che hai superato un ostacolo che temevi, che hai affrontato un impegno.

Hai superato tanti esami, hai fatto una tesi (2 se sei del nuovo ordinamento), hai preso una laurea: questo è un risultato, che non tutti raggiungono. Non è da sottovalutare!

Pensa a quanti studenti abbandonano. Psicologia ha un tasso di abbandono al primo anno altissimo! Altro che “facoltà facile”. Invece tu ce l’hai fatta e sei arrivato fino in fondo.

“E a parte avere fiducia in se stessi? Che è ‘sta frase da coach, Ste’? Andiamo sul pratico, dammi una tecnica anti-ansia!”

Per gestire i sintomi d’ansia da esame, puoi fare così: focalizza un episodio della tua vita in cui hai ottenuto un risultato, hai superato un ostacolo o sei riuscito a fare qualcosa che pensavi non ti sarebbe riuscita.

Ricostruisci quell’episodio e diventerà la tua “àncora”, come quella che ormeggia le barche.

ansia da esame

Quando  i sintomi dell’ansia aumentano, gètta la tua àncora, come fa il marinaio per stabilizzare la barca, quando il mare è agitato. Cioè: rievoca il tuo episodio-àncora.

Sarà il tuo tranquillante naturale, il più potente, perché è un episodio realmente vissuto, dove sei tu il protagonista e sai bene quanti sacrifici hai fatto per raggiungere quell’obiettivo. Ravvivare la memoria di di quell’episodio positivo della tua vita può aiutarti a infonderti coraggio e fiducia e può avere un effetto calmante sui sintomi fisiologici (tremori, palpitazioni e respiro affannoso).

Qual è il tuo episodio-àncora?

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Aiuto i laureati in Psicologia a preparare l'Esame di Stato. Scrivimi a tutor@110elode.net

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