Seleziona una pagina

Sono andata al Forum dell’Innovazione per la Salute, ho preso appunti, li condivido con te, così puoi aggiornarti gratis in 60 secondi! Questa è la mia rielaborazione dell’intervento sul tabagismo. Utile se sei uno psicologo o stai preparando l’Esame di Stato di Psicologia. Ho aggiunto anche link a risorse esterne. Se vuoi leggere le altre sintesi da 1 minuto dai corsi di aggiornamento che frequento, iscriviti alla newsletter alla fine di questo articolo ;). 

In Italia, fumano il 23% degli uomini e il 20% delle donne (dati DOXA-ISS 2017). Nel Nord Italia fumano più le donne degli uomini, al contrario del Sud. Nel 2017 il numero dei fumatori rimane stabile, ma aumentano le fumatrici e diminuiscono i fumatori, quindi il dato complessivo si compensa. In media vengono fumate 13 sigarette al giorno.

Tra i giovani aumentano i fumatori medi e pesanti (dalle 15 sigarette al giorno in su). Si inizia a fumare verso i 15 anni, per tanti motivi, ma soprattutto per influenza degli amici. Si fumano soprattutto sigarette confezionate, ma sul mercato iniziano ad essere presenti anche molte sigarette “fatte a meno”, soprattutto presso i giovani del centro Italia.

La sigaretta elettronica viene generalmente fumata in affiancamento a quella tradizionale, sono quindi pochi quelli che fumano solo la sigaretta elettronica. Chi fuma le sigarette elettroniche, spesso riprende anche a fumare le sigarette tradizionali o inizia a fumarle, invece di smettere.

L’utilizzo delle sigarette elettroniche fa quindi entrare nel mondo del tabacco chi ne era rimasto estraneo ed è come se lo “iniziasse” a fumare sigarette.

Si può smettere di fumare, ci sono anche percorsi oltre che iniziative di dissuasione, come l’inserimento di immagini shock sui pacchetti. I fumatori, tuttavia, hanno dichiarato di non usare sistemi per coprire l’immagine, come astuccci o carta. Vengono inoltre inasprite le pene ai tabaccai che vendono sigarette ai minorenni.

Per smettere di fumare, è importante il ruolo del medico di famiglia. A volte anche semplici raccomandazioni del medico aiutano a smettere. Tuttavia, ancora pochi medici suggeriscono ai loro pazienti di smettere.

Ci sono poi i centri anti-fumo, cioè servizi presenti su tutto il territorio nazionale, appartenenti al servizio sanitario o al privato sociale, con équipe specializzate, che danno consigli pratici o fanno corsi per smettere.

Oggi i centri anti-fumo sono 366, distribuiti soprattutto al Nord. Il Sud arranca: molti centri hanno anche chiuso. Gli interventi offerti sono combinati, sia farmacologici che psicologici.

A volte, invece, il servizio è solo psicologico, perché non ci sono medici, ma solo psicologi volontari. Esiste anche il telefono verde contro il fumo dell’ISS, dal 2001, anonimo e gratuito. Le telefonate vengono soprattutto dal Sud, perché ci sono meno centri anti-fumo.



The following two tabs change content below.
Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Ho realizzato il 1° Kit di Preparazione per l'Esame di Stato, con cui ho aiutato ormai 10 generazioni di psicologi ad abilitarsi. Se serve aiuto, scrivimi a tutor@110elode.net