Un importante avvertimento: inutile cercare di “azzeccare” la diagnosi, perché si tratta di casi didattici, predisposti per stimolare il ragionamento clinico.

Non devi scervellarti a capire in che categoria rientri esattamente il paziente, come si vede spesso fare nei forum. Piuttosto occorre fare commenti e osservazioni che denotano conoscenze cliniche.

Anzi, se “spari” con presunzione un’etichetta diagnostica, rischi la bocciatura.

Dovrai invece mostrare prudenza, far vedere che ragioni sugli elementi in tuo possesso, che evidenzi la loro incompletezza e la necessità di ottenere ulteriori informazioni.

Per questo, non sentenziare che “il paziente ha un disturbo borderline”, ma adotta un linguaggio ipotetico, scrivendo “si potrebbe pensare”, “si potrebbe ipotizzare”, “potrebbe essere riconducibile a”, con tanti se e tanti ma! Mi raccomando 😉

Se vuoi sapere come svolgere il caso, guarda questo schema.

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Aiuto i laureati in Psicologia a preparare l'Esame di Stato. Scrivimi a tutor@110elode.net

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