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Terza prova Esame di Stato Psicologia: inutile cercare di “azzeccare” la diagnosi, perché si tratta di casi didattici, predisposti per stimolare il ragionamento clinico.


Nel caso clinico, non serve impazzire a capire in che categoria rientri esattamente il paziente, come si vede spesso fare nei forum. Piuttosto occorre fare commenti e osservazioni che denotano conoscenze cliniche.

Anzi, se “spari” con presunzione un’etichetta diagnostica, rischi la bocciatura.

Dovrai invece mostrare prudenza. Far vedere che ragioni sugli elementi in tuo possesso, che evidenzi la loro incompletezza e la necessità di ottenere ulteriori informazioni.

Per questo, non sentenziare che “il paziente ha un disturbo borderline”.

Meglio adottare un linguaggio ipotetico, scrivendo “si potrebbe pensare”, “si potrebbe ipotizzare”, “potrebbe essere riconducibile a”, con tanti se e tanti ma.

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Ho realizzato il 1° Kit di Preparazione per l'Esame di Stato, con cui ho aiutato ormai 10 generazioni di psicologi ad abilitarsi. Se serve aiuto, scrivimi a tutor@110elode.net