Come preparare gli esami universitari? Scopri la “Ritualizzazione”

 

Ritualizzare la preparazione di un esame ti consente di ottimizzare il tempo, di organizzarti meglio lo studio e di arrivare preparato alla sessione d’esame. Ma cosa significa “ritualizzare” la preparazione?

Significa dedicarsi ad un esame sempre nello stesso momento della giornata, quello più adatto all’impegno richiesto dall’esame. E’ opportuno innanzitutto valutare preliminarmente la difficoltà e della tipologia dell’esame, poi individuare momenti fissi in una giornata o in un periodo, da “consacrare” esclusivamente a quell’esame, come un appuntamento fisso, quasi “liturgico”. Ad esempio, un esame semplice, più teorico e discorsivo, può essere preparato mediante letture serali, creandosi la nuova abitudine di leggerlo prima di uscire, per il periodo necessario a prepararlo. Un esame impegnativo, che richiede uno sforzo cognitivo maggiore ed esercitazioni, è preferibile studiarlo di mattina, riservando le due ore prima del pranzo per poi ripassarlo velocemente dopo pranzo. Un esame complementare può essere abbinato al week-end. Se in un periodo lavori e impieghi un’ora di autobus per raggiungere  il posto di lavoro, quell’ora può essere “prenotata” per una lettura esplorativa dei testi d’esame, da approfondire regolarmente in un momento successivo. Oppure, il mercoledì è il giorno fisso per una materia, il sabato mattina per un’altra, il martedì pomeriggio per un’altra.

Si tratta quindi di stabilire un appuntamento regolare, di associare un’abitudine ad un esame, individuando uno spazio temporale specifico. In questo modo vengono ottimizzati tutti i momenti a disposizione e puoi conciliare lo studio con altre attività e non ci sono tempi morti e sprecati. Eviti inoltre le sedute troppo intensive, che sfiancano la mente, e distribuisci regolarmente l’apprendimento. Potrai così auto-organizzarti meglio un periodo, dandoti dei punti di riferimento, quanto mai opportuni nella vita universitaria, non più rigidamente scadenzata come al liceo, ma che per questo può indurre a sprechi di tempo, caos e inefficienza.

Ogni specifico momento può essere sfruttato, abbinandolo a una tipologia di operazione: la sera del giovedì per il ripasso di X, la mattina del venerdì per studiare Y, il percorso da casa alla palestra in autobus, per una prima lettura della materia Z. Un’altra tipologia di abitudini associabili a un esame è questa: bere il tuo cocktail preferito- studiare il testo d’esame X-controllare l’email, ripetendo ogni volta il ciclo. Oppure: bere il caffè-fare esercizi della materia Y- leggere la tua rivista preferita. In questo rituale, più articolato, l’attività di studio è un cuscinetto tra altre due attività gratificante, viene aperta e viene conclusa da una specifica azione. Questo tipo di rituali sono utili soprattutto a superare l’indolenza che assale prima di studiare.

Hai presente quando devi studiare, ma non riesci ad iniziare, e inizi a fare “capricci”, rimandando a dopo? Ritualizzare ti consente di accostarti più dolcemente al libro, è un modo di accompagnarti ad iniziare la sessione di studio, evitando il trauma di un approccio troppo netto e diretto. Come vedi, i rituali sono molto personali: tu a quale hai pensato ;)?