Il mercato delle libere professioni è cambiato, la concorrenza è aumentata, spesso è disonesta. Il prestigio va conquistato e non viene più automaticamente attribuito grazie al titolo ottenuto.

Non basta essere avvocati, architetti o commercialisti per godere di immediata ammirazione e vedersi firmare parcelle astronomiche senza esitazione.

Non basta lavorare in studio, con la scrivania in radica, la laurea appesa alla parete, la targa in ottone fuori dalla porta. Anche volendo conservare gli aspetti più tradizionali, e un po’ stereotipati, delle libere professioni, oggi conviene affiancare 3 aspetti.

1) Le nuove tecnologie

Da liberi professionisti iscritti ad albi un tempo prestigiosi, spesso ci si immagina tutto il giorno a ricevere un cliente dopo l’altro in giacca e cravatta. Le nuove tecnologie e internet vengono percepiti con diffidenza, con astio, come diavolerie che non hanno a che fare con il lavoro “a studio”.

Oggi però è lì che si incontrano i clienti che poi vengono “a studio”, è lì che si può costruire una relazione di fiducia ed è lì che i clienti vogliono avere il primo incontro con il professionista, senza i barocchismi del linguaggio tecnico.

Non è una perdita di autorevolezza, ma un cambiamento in atto, denso di opportunità per chi sa accoglierlo senza sentirsi svilito.

2) La creatività

I soliti servizi “a studio”, le classiche consulenze, lo storico “colloquio” con il cliente, sono da affiancare a nuovi servizi più smart. Spesso occorre inventare nuove attività, sperimentare nuovi formati, senza paura di tradire il proprio mandato secolare, anzi insufflandovi nuova linfa, altrimenti rischia di ingiallire.

3) La costruzione di relazioni

Prima del professionista, c’è la persona. Prima di affidarsi a te, a freddo, solo grazie al fatto che sei psicologo, avvocato, architetto o commercialista, il cliente vuole conoscerti come persona.

Il che non significa che dovrai mettere in piazza la tua vita privata, quella non interessa a nessuno, ma che dovrai offrire tonnellate di valore, prima di diventare un nome familiare e prima che una persona, tra tutti i professionisti bravi come te, decida di rivolgersi proprio a te.

Come offrire valore su valore? Le nuove tecnologie e internet sono un canale privilegiato, quindi si torna al punto 1. Non c’è “scampo”, è meglio convertirsi. C’è tutto da guadagnare, molto tempo e molto impegno da mettere in agenda, per dialogare senza tecnicismi, aprirsi al nuovo, progettare servizi sintonizzati con i bisogni dei clienti e poi ri-progettarli periodicamente, perché i bisogni cambiano velocemente.

Con i modi giusti, rispettosi del codice deontologico e del decoro professionale, ma su internet bisogna esserci, andando oltre il il classico sito vetrina su chi sei, cosa fai e dove ricevi, dialogando in modo continuo e offrendo valore.

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Ho realizzato il 1° Kit di Preparazione per l'Esame di Stato, con cui ho aiutato ormai 10 generazioni di psicologi ad abilitarsi. Se serve aiuto, scrivimi a tutor@110elode.net