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Sono andata al Forum dell’Innovazione per la Salute, ho preso appunti, li condivido con te, così puoi aggiornarti gratis in 60 secondi! Questa è la mia rielaborazione dell’intervento sulle Dipendenze da alcool. Utile se sei uno psicologo o stai preparando l’Esame di Stato di Psicologia. Ho aggiunto anche link a risorse esterne. Se vuoi leggere le altre sintesi da 1 minuto dai corsi di aggiornamento che frequento, iscriviti alla newsletter alla fine di questo articolo ;). 

L’Italia ha importato il fenomeno del binge drinking dal Nord Europa. Infatti, oggi anche molti giovani del Belpaese, dagli 11 ai 25 anni sono grandi bevitori e diventano precocemente alcool-dipendenti.

Anche quando  non sviluppano una vera e propria dipendenza, consumano alcool in maniera dannosa ed è importante individuare precocemente queste abitudini, per evitare che la situazione degeneri.

Per questo, il Piano Nazionale della Prevenzione, per l’anno 2014-2018, ha previsto interventi di promozione sugli stili di vita, di prevenzione alcoologica, di distribuzione di materiali presso i giovani e di organizzazione di eventi come la giornata “Alcool Prevention Day” e altre forme di sensibilizzazione nelle scuole, nella sanità, negli eventi sportivi.

Prevenire la dipendenza da alcool significa aiutare i giovani a sviluppare le life skills. L’intervento sugli stili di vita incrementa la consapevolezza dei rischi nelle categorie molto a rischio, come giovani, donne in gravidanza, dipendenti in trattamento o ex alcool-dipendenti che possono avere ricadute.

Affinché la promozione sia efficace, occorre anche fare  formazione ai medici di famiglia che spesso dicono che un bicchiere di vino al giorno fa bene, ma questa esaltazione delle proprietà salutari del vino è rischiosa, oltre che non vera.  Sono sbagliati anche i messaggi come “bevi consapevolmente”, perché “bevi” è pur sempre un imperativo. 

L’alcool, infatti, è nocivo per lo sviluppo cerebrale tra i 10 e i 25 anni, come indicato dalle ricerche. L’alcool interferisce con lo sviluppo del cervello, bloccando il percorso verso lo stato cognitivo adulto, cioè dallo stato impulsivo infantile e adolescenziale e quello razionale e pianificato adulto.

Se si beve a quell’età, la memoria viene spenta e diminuisce il volume cerebrale. Inoltre, l’alcool è cancerogeno, nelle donne aumenta il rischio di cancro al seno anche a basse dosi (meno di un bicchiere al giorno). In presenza di recettori specifici, il rischio aumenta ulteriormente.

L’alcool, infine, è calorico, anti-nutriente e genera voglia di carboidrati. Secondo la Consensus Conference europea gestita dalla Joint Action Rarha, gli effetti negativi dell’alcool dovrebbero essere divulgati, ma non lo sono, perché ci sono troppi interessi in gioco!



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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Ho realizzato il 1° Kit di Preparazione per l'Esame di Stato, con cui ho aiutato ormai 10 generazioni di psicologi ad abilitarsi. Se serve aiuto, scrivimi a tutor@110elode.net