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Discorso di laurea: suggerimenti dalla mia esperienza ultradecennale come tutor per tesi in psicologia


Discorso di laurea – quanto dura

Il discorso di laurea per una tesi triennale dura mediamente 5 minuti. Il discorso di laurea per una tesi magistrale dura mediamente 10 minuti. Ovviamente, possono esserci variazioni: in alcune università private religiose, il discorso di laurea dura un’ora, in cui laureando viene interrogato, come se fosse un esame. Quindi, non ci sono regole fisse, ma mediamente, il discorso di laurea dura pochissimo.

Discorso di laurea – come funziona

Il relatore presenta l’argomento della tesi, poi passa la parola al laureando, che inizia il suo discorso di laurea. A proposito: come iniziare? Generalmente, in modo personalizzato, dicendo: “nel mio lavoro di tesi, ho approfondito….” oppure “per il mio lavoro di tesi, ho svolto una ricerca su…”. Sottolineare “il mio lavoro”, evoca l’impegno e il sacrificio richiesti. Non ci sono comunque formule standard per iniziare il discorso di laurea. 

Discorso di laurea – cosa dire

Ecco cosa dire 😉

1) discorso per una tesi compilativa

Se hai svolto una tesi compilativa, hai esposto teorie e passato in rassegna le ricerche scientifiche su un argomento. In questo caso, puoi concentrarti sui risultati più originali delle ricerche che hai analizzato. Conviene, invece, non dare molto spazio a teorie storiche che tutti conoscono, perché annoierebbero i commissari, che già mediamente non sono molto attenti ai discorsi di laurea.

2) esempio di discorso per una tesi compilativa

Ad esempio, se hai svolto una tesi in psicologia sugli attaccamenti multipli, conviene accennare solo brevemente alla teoria dell’attaccamento, perché è un argomento banale che tutti i commissari conoscono: non è un contributo originale del tuo lavoro di tesi. Meglio, invece, concentrarti sulle attuali ricerche sugli attaccamenti multipli, che possono essere un aspetto più originale, innovativo e attuale della tua tesi. Comunque, tutto dipende anche dalle preferenze del tuo relatore.

3) discorso per una tesi sperimentale

Se hai svolto una tesi compilativa, prima avrai scritto capitoli compilativi, illustrando le ricerche scientifiche su un argomento, e poi avrai documentato la tua ricerca. Allora, nel tuo discorso di laurea, conviene concentrarti sulla ricerca che hai fatto. Infatti, per il tuo discorso di laurea, avrai poco tempo, quindi non conviene sprecarlo, parlando della “pappa” teorica preliminare. Conviene valorizzare il tuo lavoro, riassumendo molto brevemente i riferimenti teorici, per approfondire, invece, ciò che riguarda la tua ricerca (obiettivi, metodologia, strumenti, fasi, ecc.). E’ opportuno, inoltre, soffermarti sui dai che hai ottenuto. In ogni caso, occorre attenerti alle indicazioni del tuo relatore, che può avere specifiche preferenze.

Discorso di laurea – il punteggio della tesi

Generalmente, il voto di laurea e i punteggi da assegnare alla tesi, sono stati decisi prima del discorso. Tuttavia, se fai una bella esposizione convinta, questo potrà influire sul voto. Ad esempio, se il tuo relatore propone un punteggio e tu farai una bella scena, gli atri commissari accetteranno più facilmente quel punteggio. Se, invece, fai un’esposizione piatta, poco convincente o caotica, è possibile che i commissari possano mettere in discussione la proposta del relatore.

Discorso di laurea – l’importanza della comunicazione non verbale

E’ importante dare il massimo in seduta, esponendo il tuo discorso di laurea con enfasi, come Cicerone nel foro romano ;). I commissari non sanno quanto hai lavorato alla tua tesi. L’unico elemento che hanno per giudicarti è il discorso di laurea. Quindi, occorre  “stupirli” con effetti speciali. Puoi sottolineare alcune parole-chiave importanti, variare il tono di voce, per enfatizzare alcuni contenuti, aiutarti con la comunicazione non verbale e fare un’esposizione convincente, decisa ed entusiasta. Non è la recita della poesia di Natale delle elementari ;).

Discorso di laurea – le domande

Non temere le domande, anzi 😉

1) le domande del relatore e del correlatore

Generalmente, il relatore “anticipa” al laureando la domanda che gli farà in seduta. Lo stesso fa il correlatore. Non sempre, ma spesso le domande sono, appunto, “concordate” precedentemente. Così hai modo di prepararti la risposta.

2) le domande di altri commissari

Può succedere che relatore, correlatore o altri commissari facciano una domanda, senza “preavviso”. Non agitarti, anzi, dovrai compiacerti di questo: vuol dire che li hai incuriositi, che ti hanno ascoltato attentamente, che vogliono saperne di più. Insomma, hai fatto bingo, perché generalmente, molti commissari, invece di ascoltare il laureando, pensano un po’ ai fatti loro. E’ raro che siano tutti attenti e interessati a tutti i laureandi. A volte, dormono proprio!

3) il discorso di laurea non è un esame 😉

Quindi, se altri commissari ti chiedono qualcosa, non è per interrogarti o metterti in difficoltà, ma per darti l’opportunità di aggiungere altre informazioni, stimolati dal tuo discorso di laurea e dal tuo argomento. Potrai costruire la tua risposta, senza ansia, anche perché sulla tua tesi, ne saprai più tu di loro. Poi certo, il prof cattivello esiste.

Discorso di laurea – le slide

Alcune università o alcuni professori, vogliono che prepari le slide, altri non le vogliono, altri ancora vogliono una brochure, altri uno schema da distribuire ai commissari, per consentire loro di seguire meglio la tua esposizione orale. Non ci sono regole fisse. Dipende anche dalle attrezzature della facoltà: in alcune strutture, non c’è il videoproiettore, né si possono proiettare slide, quindi il discorso di laurea viene esposto senza altri supporti.

Discorso di laurea – ingenuità nella realizzazione delle slide

Se, comunque, ti chiederanno di portare le slide, non riempirle di testo. Nelle sedute di laurea, si vedono spesso slide ingenue, fitte di testo, che costringono i commissari a leggere, invece di ascoltare. Questo è un errore di stile e di comunicazione, che può penalizzare la tua esposizione. Le slide sono solo un supporto, contengono brevi concetti o parole chiave, ma non devono essere la sbobinatura del tuo discorso.

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Ho realizzato il 1° Kit di Preparazione per l'Esame di Stato, con cui ho aiutato ormai 10 generazioni di psicologi ad abilitarsi. Se serve aiuto, scrivimi a tutor@110elode.net