Dsm-5: il nuovo Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi mentali

Il Dsm-5 è stato pubblicato nel 2013 in America e nel 2014 in Italia, a cura della casa editrice Cortina di Milano. E’ un mattone di più di 1000 pagine, con circa 300 patologie.

E’ disponibile con copertina rigida, che costa di più, o con copertina flessibile, che costa di meno. E poi ci sono una serie di versioni brevi, di guide di contorno, scritte da vari autori, curate da studiosi italiani, con approfondimenti sui criteri diagnostici, con commenti di casi clinici, ecc.

Ai fini dell’Esame di Stato di Psicologia, cosa serve sapere del DSM-5? Quale versione acquistare? Cosa studiare? Vediamo come conviene regolarsi rispetto a questi dilemmi 🙂

Dsm-5: non è suddiviso in assi, ma in sezioni

Il Dsm-5 non è più diviso in assi e non prevede più una parte distinta per i disturbi dell’infanzia e dell’adolescenza. Ora è diviso in Sezioni:
Sezione I: Principi fondamentali
Sezione II: Criteri diagnostici e codici
Sezione III: Proposte di nuovi modelli e strumenti di valutazione
Appendice: questa sezione contiene il glossario dei termini tecnici, i concetti culturali di sofferenza, gli elenchi di codici numerici, gli elenchi dei consulenti e collaboratori.

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Collezione dei Dsm-5 in lingua inglese


La sezione più importante per preparare l’Esame di Stato di Psicologia è la Sezione II, con i criteri diagnostici delle patologie.

Questi criteri, però, non sono da imparare a memoria, in modo pappagallesco, come le poesie alle scuole elementari. Ormai sei arrivata/o all’Esame di Stato, quindi l’approccio allo studio è diverso ;).

Il caso clinico dell’Esame di Stato di Psicologia non è una gara di memoria.

Non è nemmeno un quiz, dove occorre azzeccare una diagnosi. Non si basa su una preparazione puramente nozionistica. perché il lavoro dello psicologo e dello psicodiagnosta non è mai meccanico e rigido.

I criteri diagnostici del Dsm-5 servono come base per ragionare sui sintomi riportati nella traccia, facendo commenti, per comprendere il caso, piuttosto che ricondurlo a tutti i costi ad una precisa categoria nosologica. Procedere in modo così categorico sarebbe contrario alla professione di psicologo!

In più, se al caso clinico farai soltanto commenti di tipo psichiatrico, potrebbero contestarti che hai dato un taglio troppo psichiatrico allo svolgimento e che questo non è un Esame di Stato di Psichiatria, ma un Esame di Stato di Psicologia.

Quindi, occorre conoscere le caratteristiche sintomatologiche generali delle principali patologie, ma non limitarsi a commenti psichiatrici, bensì affiancarli a commenti psicologici. Qui puoi trovare altre indicazioni su come fare i commenti al caso clinico dell’Esame di Stato di Psicologia, sia quelli psichiatrici che psicologici.

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Prima pagina dell’indice del Dsm-5 sotto lo sguardo indagatore di Freud

DSM-5: all’Esame di Stato di psicologia bisogna portare il Dsm-5 oppure si può portare ancora il Dsm-IV-TR?

Non c’è una regola valida sempre e dovunque. Ogni commissione si regola a modo suo. Generalmente, quasi tutte le commissioni lasciano agli studenti la libertà di scegliere se portare il Dsm-IV-TR o il Dsm-5 o qualsiasi altro manuale diagnostico, perché ne esistono tantissimi. Non esiste solo il Dsm. Esiste anche l’Icd, il Pdm e tanti altri.

Tra le varie edizioni del Dsm, ogni commissione ne può prediligere una, anche lasciando agli studenti la libertà di scegliere. Ad esempio, alcuni commissari preferiscono il Dsm-5 o lo richiedono espressamente, perché vogliono che gli studenti (futuri professionisti!) si preparino su strumenti aggiornati. Altri commissari preferiscono il Dsm-IV-TR, perché magari non hanno avuto modo di aggiornarsi oppure, nel loro lavoro quotidiano, ancora utilizzano il Dsm-IV-TR.

Quindi, come in tutte le cose dell’Esame di Stato di Psicologia, non ci sono regole fisse e universali, ma tutto dipende dalla singola commissione in carica in quella sessione in quella sede, che può avere preferenze diverse dalle altre commissioni delle altre sedi oppure che sono state in quella stessa sede, ma in precedenti sessioni.

Non si può mai generalizzare, altrimenti sarebbe un esame di ingegneria, invece che di psicologia. All’Esame di Stato di Psicologia non ci sono algoritmi da applicare meccanicamente e regole fisse e assolute, e neanche nella pratica professionale.

Tra l’altro, alcune commissioni non vogliono neanche riferimenti a manuali diagnostici: a volte forniscono loro la diagnosi, già nella traccia, per evitare che gli studenti finiscano per approcciarsi al caso come se fosse un quiz o rischiano di dare un taglio mnemonico e psichiatrico proprio nella prova clinica. Immagina se uno psicologo facesse lo stesso con un paziente :-O!

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Potendo scegliere se portare il Dsm-IV-TR o il Dsm-5, quale è preferibile per l’Esame di Stato di Psicologia?

Il codice deontologico degli psicologi, all’articolo 5, sottolinea l’importanza, per lo psicologo, di fare riferimento a teorie e strumenti aggiornati, quindi, coerentemente con questo articolo, quando le commissioni lasciano libertà di scelta, è preferibile optare per il Dsm-5, perché è quello più aggiornato.

Se porti il Dsm-IV-TR, potrebbero contestarti una “violazione” del codice deontologico, perché fai riferimento a un’edizione obsoleta, quando invece l’articolo 5 ti obbliga ad aggiornarti.

Quindi, portare il Dsm-5 è una scelta più coerente con il codice deontologico e con lo spirito della professione di psicologo, che è basata su un costante aggiornamento. Anche se, appunto, tante commissioni ancora tollerano il Dsm-Iv-Tr.

Dsm-5: perché si scrive Dsm-5 e non Dsm-V?

L’APA – American Psychiatric Association, che ha redatto il Dsm-5, per questa edizione ha sostituito il classico numero romano (DSM-IV-Tr), con quello arabo, cioè quello che generalmente utilizziamo in matematica, perché i compilatori prevedono aggiornamenti parziali, relativi solo ad alcune sezioni o patologie.

Infatti, immagina che si facciano delle ricerche su una patologia specifica, che richiedono di aggiornare solo una sezione o alcune categorie diagnostiche.

Non sarà necessario rifare tutto il Dsm, pubblicando una nuova edizione, ma sarà sufficiente una revisione parziale, che quindi potrà chiamarsi Dsm-5.1, Dsm-5.2, Dsm-5.3, ecc. Quindi i numeri arabi si prestano maggiormente a revisioni parziali, che rispecchiano le diverse tempistiche delle ricerche e delle scoperte scientifiche.

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Seconda pagina dell’indice del Dsm-5 sotto lo sguardo indagatore di Freud e gli occhiali della tutor

DSM-5 italiano in pdf download gratis?

Attenzione! Se cerchi su Google “Download DSM 5 italiano”, il “Download DSM 5 Italia” o il “Download DSM 5 PDF” o altre frasi per scaricare gratis il DSM-5, incappi in una serie siti contenenti virus, che promettono di farti scaricare gratis il file in pdf, ma in realtà infettano il tuo pc.

Il Dsm-5 non può essere scaricato gratis in italiano: la casa editrice Cortina ci ha lavorato e ne detiene, giustamente, i diritti di pubblicazione e vendita. Attenzione, quindi, a questi siti-civetta che attirano i visitatori in vena di “furbate”, con frasi come “Download DSM 5 italiano”, il “Download DSM 5 Italia” o il “Download DSM 5 PDF”. Si rischia di pagarle care, più di quanto costi il Dsm-5!

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Dsm-5: ok, quindi non occorre memorizzare tutti i criteri diagnostici di tutte le patologie?

Siccome è davvero diffusa la malpractice di approcciarsi in modo mnemonico al Dsm-5 ed è davvero ricorrente questa domanda, se non hai avuto modo di leggere il paragrafo sopra con i chiarimenti, ecco qui una sintesi 😉 (ma il paragrafo è qui sopra e sempre accessibile ;)).

Il Dsm-5 contiene 300 patologie, per un totale di più di 1000 pagine e più di 1500 criteri diagnostici. Neanche gli psichiatri li sanno a memoria e non avrebbe senso fare questo sforzo, né per la pratica clinica, né per l’Esame di Stato di Psicologia.

La terza prova dell’Esame di Stato di Psicologia, quella generalmente strutturata come un caso clinico (non sempre però!), non è una prova di memoria, per verificare quanti criteri diagnostici ricordi. E’ una prova di ragionamento.

Per farlo, non è necessario memorizzare tutti i criteri diagnostici di tutte le patologie, perché significherebbe prepararsi in modo meccanico, cioè contrario a quello che è richiesto a uno psicologo di fronte a un caso clinico.

Per fare un ragionamento clinico alla terza prova dell’Esame di Stato di Psicologia, occorre conoscere le principali caratteristiche delle principali patologie, così da ricondurre i principali sintomi del caso clinico a eventuali categorie diagnostiche.

Tuttavia, se ti basi soltanto sul Dsm-5 per fare il caso clinico all’Esame di Stato di Psicologia, rischi di essere contestato, perché hai dato un taglio troppo psichiatrico allo svolgimento, quando invece non si tratta dell’Esame di Stato di Psichiatra, ma dell’Esame di Stato di Psicologia.

Quindi occorre fare quello che fa lo psicologo quando lavora in clinica, cioè ragionare, con completezza e prudenza, servendosi delle conoscenze psichiatriche, ma anche e soprattutto psicologiche. Occorre cioè commentare i dati, non soltanto attraverso le categorie psichiatriche, ma anche psicologiche. Il Dsm-5 è tanto, ma non deve essere tutto.

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Aiuto i laureati in Psicologia a preparare l'Esame di Stato. Scrivimi a tutor@110elode.net

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