Se stai preparando l’Esame di Stato di Psicologia, c’è una tecnica che può aiutarti a migliorare la tua preparazione. E’ la “Tecnica del David” di Michelangelo.

Cosa c’entra il David con l’Eds di Psicologia?

david

Il David è una splendida scultura esposta nella Galleria dell’Accademia a Firenze. Vasari la annovera tra le più belle mai realizzate dall’umanità.

Michelangelo la realizzò nel 1500 da un unico blocco di marmo, che si trovava nel cortile dell’Opera del Duomo. Egli procedette in modo controintuitivo, “sbozzando” il blocco, come se vedesse già nel marmo la figura di David e togliesse la materia “in eccesso”.

David era imprigionato nel marmo e Michelangelo lo liberò, estraendo la statua dal blocco, la forma dalla materia, piuttosto che “creandola” con la materia. Egli definì questa tecnica “”per forza di tolle”.

Ecco come trasporre questa tecnica all’Eds di Psicologia.

Sicuramente sei arrivato a poche settimane prima dell’Esame di Stato con tante teorie e tante nozioni, integrate da diverse fonti, da libri, da gruppi, da siti, da corsi, da dialoghi, da missioni speciali su Marte. Forse senti la tua memoria sovraccarica e hai difficoltà a ricordare tutto.

Forse la quantità di conoscenze accumulate è persino eccessiva rispetto a quella che effettivamente ti serve.

E’ il momento di sfoltirla, di fare spazio nel tuo archivio personale, di fare un de-cluttering dei contenuti in eccesso, per far brillare quelli importanti.

Può sembrare contointuitivo, perché spesso dopo una prima memorizzazione, si tende a dedicarsi all’approfondimento, ad aggiungere ulteriori dettagli e teorie. Invece ora può essere opportuo alleggerire la memoria, “togliendo” piuttosto che aggiungendo.

Cosa avrebbe ottenuto Michelangelo se avesse proceduto aggiungendo e aggiungendo ancora? Il lavoro utile per l’eds ora può essere, paradossalmente, quello del togliere, del ridurre il numero di argomenti, di teorie, di dati, perché più la memoria è leggera e più aumenta la flessibilità nell’utilizzare ciò che sai per adattarlo alla traccia.

Per il tema, puoi selezionare, tra le tante teorie che hai memorizzato, 2 corpose e scientifiche, con tanto di esperimento. Togliendo tutti gli altri nomi.

La panoramica che spesso precede la teoria approfondita, si può eliminare o ridurre a 2/3 nomi da accompagnare a una brevissima descrizione. La tendenza delle ultime sessioni è infatti di eliminare la breve panoramica (non è quasi più richiesta dalle tracce, non è più gradita a molti commissari, non ha più il senso che aveva qualche sessione fa, ecc.).

Puoi ridurre anche gli argomenti, togliendo i possibili doppioni oppure togliere gli argomenti che in realtà possono essere sostituiti da equivalenti.

Ad esempio, se hai studiato sia la teoria dell’attaccamento, sia una teoria sullo sviluppo affettivo, sia una teoria sulla relazione madre-bambino, la teoria dell’attaccamento può coprire anche un tema sullo sviluppo affettivo e sulla relazione madre-bambino o sulle relazioni affettive o oppure su una risorsa (la relazione di attaccamento è una risorsa per lo sviluppo sano del bambino) o su una metodologia (l’osservazione applicata nella psicologia dello sviluppo), senza aggiungere altre teorie per ciascuno di questi argomenti (è solo un semplice esempio).

Ora che hai fatto de-cluttering, potranno succedere 3 fatti positivi:
– paradossalmente, sforzandoti di togliere dalla memoria alcune teorie, potenzierai il ricordo, sia di quelle che elimini che delle teorie “sopravvissue”

– selezionando tra teorie, inizierai ad assumere un punto di vista critico sulle teorie stesse, che prima magari erano state assimilate più passivamente

– i punti di riferimento diventano più solidi più e  chiari, essendo di meno, quindi hai meno l’ansia di dover ricordare e controllare tante teorie. Un po’ come il bambino che riceve regole: se sono poche, ma chiare e ferme, riesce a regolare il suo comportamento, se sono troppe, rischia di andare in confusione e reagire più impulsivamente.

Oltre a questi 3 possibili benefici, avendo meno teorie, ma selezionate, focalizzate e complete, puoi iniziare a sviluppare la flessibilità, cioè ad adattare le teorie chei salvato alle varie richieste della traccia.

Infatti capita sempre più spesso che nelle tracce escano nuovi argomenti, ci siano nuovi termini magari arzigogolati e puoi pensare di non saperli. In realtà li sai, ma sotto un’altra etichetta.

Puoi allenarti quindi a tradurre le varie “etichette” usate nelle tracce e rincondurle ad argomenti che sai.

Ad esempio, se dovesse uscire un tema sulle relazioni interpersonali, non serve aver preparato un tema precotto che si intitoli esattamente così. Se hai memorizzato una teoria sul gruppo oppure sulla famiglia oppure sulla teoria dell’attaccamento, questi argomenti possono coprire anche una traccia sulle relazioni interpersonali.

Se dovesse uscire un tema sui processi di categorizzazione, non serve aver preparato un tema esattamente con questo titolo. Se hai preparato un tema sul pensiero oppure sul problem solving o sulla memoria, questi sono tutti processi di categorizzazione quindi puoi usarne uno per coprire questo argomento oppure accorparli.

Se hai preparato mille temi, ma la traccia dovesse contenere un termine non incluso nella tua lista, senza aver sviluppato la flessibilità nell’adattare le tue conscenze alla traccia, quando i termini della traccia son odiversi da quelli che hai usato come “etichette” in fase di preparazione, potresti pensare di non essere preparato o di non aver “fatto quell’argomento”. In realtà lo hai fatto, ma sotto un’altra etichetta.

Tu hai molte più conoscenze di quelle che pensi e sapresti svolgere molte più tracce di quelle che pensi. Se ti alleni a sviluppare la flessibilità, anche sapendo meno cose, puoi giostrartele bene, poiché il tema non è compito associazionista, né nozionistico, ma una prova pratica di utilizzo della teoria per applicarla in uno o più ambiti, come dice anche il codice deontologico.

Avendo poche teorie in memoria, ma ben chiare e compelte, la flessibilità si sviluppa più facilmente. Avendo molte teorie per ogni argomento, si rischia di più di percepire il tema come compito associazionista e quindi di ragionare per “etichette”, andando in panico se l’etichetta usata nella traccia non corrisponde precisamente ad un’etichetta che si possiede in memoria.

In bocca al lupo!

The following two tabs change content below.
Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Aiuto i laureati in Psicologia a preparare l'Esame di Stato. Scrivimi a tutor@110elode.net

Ultimi post di 110elode (vedi tutti)