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Qual è il manuale migliore per preparare il progetto dell’Eds? Quello di ricette! Anna Moroni is the new Moderato-Rovetto. Dalla prova del cuoco alla prova d’esame. Guida dissacrante alla seconda prova dell’Esame di Stato.


Propongo l’adozione del ricettario di Anna Moroni come testo ufficiale per il progetto dell’Esame di Stato di Psicologia, perché preparare un dolce è l’esempio più chiaro di project management.

La struttura di una ricetta è la stessa di un progetto, a parte il dettaglio della “parannanza” (termine romanesco che sta per “grembiule da cucina”. Quello “muccato” della Clerici dà diritto a 3 punti in più).

Quando leggi una ricetta:
– c’è un titolo, creativo, ma non troppo. Insomma, capisci almeno se si tratta di un dolce o di un salato;
– c’è un’introduzione discorsiva su quella ricetta;
– ci sono gli ingredienti, dosati con precisione;
– ci sono i metodi da seguire (di impasto, di cottura, ecc.);
– ci sono le fasi da seguire: prima impasta, poi inforna, ecc.;
– ci sono i tempi da rispettare (mezz’ora in frigo, 10 minuti in forno, ecc);
– ci sono gli strumenti da usare (il mattarello, il frullatore, ecc);
– c’è un budget;
– c’è la valutazione degli ospiti che assaggiano. Se scappano in bagno o diventano blu, qualcosa è andato storto 😛

Quindi, la ricetta è un’insieme di attività consequenziali e coerenti tra loro. Come un progetto!

Ciascuna attività si deve svolgere entro una tempistica precisa, richiede determinati strumenti, per raggiungere un obiettivo (preparare una torta), formulato a partire dall’analisi dei bisogni (stupire gli ospiti con un dolce fatto in casa), preventivando un budget.

Quindi, quale manuale migliore per imparare il project management per l’Esame di Stato, se non un libro di ricette? Applichiamo il tutto alla scaletta-tipo del progetto dell’Esame di Stato di Psicologia.


moroni


Progetto di promozione di un’alimentazione salutare tra donne over-35 (come la sottoscritta :P)

Titolo: La torta di mele is the new buondì motta

Analisi dei bisogni e del contesto

Le donne over-35 si ritrovano spesso a casa di amiche coetanee, per prendere il tè. Questo target ha vissuto la sua infanzia negli anni ’80, ingozzandosi di girelle con dubbie farciture al cacao. Ora deve disintossicarsi dall’olio di palma accumulato. Quindi ci vuole qualcosa di sano e leggero, fatto in casa. Il contesto in cui sarà consumato il dolce è la casa di una delle amiche, lavoratrice con 2 figli. Quindi i tempi per preparare il dolce sono ristretti e anche il budget è limitato, perché lo stipendio è uno e la priorità è pagare affitto, bollette e rette delle tante attività extrascolastiche dei bambini. C’è bisogno di coniugare golosità e leggerezza, ma si è ormai disincantati dalle promesse pubblicitarie, quindi si ricorre al fai-da-te.

Modello teorico

Per preparare in casa un dolce, la procedura non può essere improvvisata, deve rispettare una teoria validata scientificamente: la teoria della pasticceria di Nonna Papera. Secondo questa teoria, la preparazione dei dolci è una scienza, dove è importante rispettare le dosi, pesando tutti gli ingredienti con precisione, perché basta un grammo di zucchero in più, che il sapore finale ne risente. Questa teoria è il presupposto per la riuscita delle ricette di dolci e consente di comprendere perché a volte le torte di mele non riescono bene (cioè perché non vengono rispettati i presupposti basilari della pasticceria, che invece impongono di pesare con precisione ogni ingrediente). E’ stata validata empiricamente da numerose merende da parte degli autorevoli nipotini di nonna papera.

L’obiettivo generale è di allietare un pomeriggio tra amiche, accompagnando il tè con un dolcino handmade che non sia troppo pesante.

Per raggiungere questo obiettivo, occorre scomporlo in sotto-obiettivi specifici:
1) impastare gli ingredienti
2) pre-riscaldare il forno
3) decorare la torta

Destinatari: 4 amiche over-35 che vengono invitate a casa a prendere il tè.

Metodologia: la ricetta sarà svolta secondo il modeling di Bandura, in base al quale, guardando un video della Moroni, analizzando i suoi movimenti e ripetendoli, si ottiene un risultato simile, benché modulato da fattori individuali, quali esperienze precedenti in cucina e percezione di autoefficacia, costruita preparando schiscette per la pausa pranzo.

Attività, strumenti, tempi

1) Fase 0: invito a prendere il tè. L’host invita 4 amiche a casa. Strumenti: messaggio sul gruppo watsapp “le psico-romane”, con funzione “swip” per digitare velocemente. Tempi: 5 secondi.

2) Fase 1: iImpastare gli ingredienti (corrisponde all’obiettivo 1, solo che ha il verbo invece del sostantivo): sbattere le uova, mescolare la farina, aggiungere il latte e lo zucchero, versare in una teglia, insieme a spicchi di mele precedentemente sbucciate.
Strumenti: frustra elettrica, teglia, carta da forno, coltello per sbucciare le mele, tovagliono per pulire il ripiano della cucina. Tempi: mezz’ora.

3) Fase 2: pre-riscaldamento del forno (corrisponde all’obiettivo 2, solo che ha il verbo invece del sostantivo): accendere il forno, aspettare che raggiunga la temperatura di 180°, dopo aver informato la torta, chiudere lo sportello e controllare la cottura.
Strumenti: panno per pulire il forno, pomello per impostare la temperatura, panno per aprire il forno, evitando di bruciarsi.
Tempi: mezz’ora.

4) Fase 3: decorazione della torta (corrisponde all’obiettivo 3, solo che ha il verbo invece del sostantivo): dopo aver sfornato la teglia, occorre capovolgere la torta, spolverarla con lo zucchero a velo.
Strumenti: piatto per capovolgere la torta, carta per maneggiarla senza romperla, colino per spolverare lo zucchero.
Tempi: circa mezz’ora.

5) Fase 4: L’Host serve la torta alle invitate e poi rimette a posto la cucina.
Strumenti: arredo della cucina, piatti per servire un trancio di torta per ciascuno (incluso l’host), cucchiaini, tazze da tè, bollitore.
Tempi: 3 ore (perché le donne chiacchierano…).

Risorse
Umane: una psicocuoca con master in merendinologia
Materiali: (riprendere l’elenco di quelli indicati nelle attività)

Rischi: una delle amiche invitate, finora onnivora, dice che da 2 giorni è diventata vegana. Non può quindi assaggiare la torta. Per prevenire questa evenienza, occorre predisporre in dispensa una merendina vegana da offrire all’uopo.

Budget

1 kilo di farina: € 1,50
1 litro di latte € 1,50
500 gr di zucchero: € 1
1 kilo di mele: € 2
Merendina vegana da offrire in caso di bisogno, comprata da Naturasì: € 10 (dà diritto a un bollino sulla card)
Totale: 16 euro.

Modalità di verifica dell’efficacia

Iniziale: controllare in dispensa che ci siano tutti gli ingredienti e gli attrezzi necessari, atrimenti passare prima al Tuodì.
Intermedia: controllare che la torta si gonfi, senza aprire lo sportello del forno.
Finale: conteggio delle sopravvissute dopo il secondo morso.
Follow-up: 5 minuti dopo che le ospiti avranno assaggiato un trancio di torta ciascuno, potranno fornire un feedback su sapore e consistenza della stessa, se sopravvivono.

Sono gli stessi passaggi del progetto dell’Esame di Stato, dove c’è un altro ingrediente determina la riuscita: il giudizio dei commissari.

Secondo alcuni, sei una cuoca provetta.
Secondo altri, avresti dovuto specificare che tipo di mele usare: golden? Renette? Annurche? Secondo alcuni commissari, questo particolare è fondamentale, non può mancare, quindi: bocciata. Alla mia rimostranza, per cui la traccia non chiedeva di specificarlo, mi viene risposto: era implicito, avresti dovuto pensarci.
Secondo altri ancora, tutto fila, la torta è abbastanza mangiabile, le amiche non sono rimaste avvelenate, l’obiettivo è raggiunto, quindi voto: sufficiente.

Quello dei commissari è un giudizio insindacabile, imprevedibile, in qualche misura sempre soggettivo (meno male! Sono umani, non robot).

Anche se hai fatto tutto seguendo scrupolosamente quello che fa la Moroni, non è detto che la riuscita sia la stessa o che la tua torta, anche se ottima, piacerà a chi la assaggia. La Moroni non si batte. Tu…fai del tuo meglio.

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Ho realizzato il 1° Kit di Preparazione per l'Esame di Stato, con cui ho aiutato ormai 10 generazioni di psicologi ad abilitarsi. Se serve aiuto, scrivimi a tutor@110elode.net