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Prima Prova Esame di Stato Psicologia: cosa scrivere quandola traccia chiede un fenomeno, un problema, un contesto?


Come sempre è doveroso premettere che nessuno può avere la risposta assoluta. Le commissioni usano dei termini, spesso vaghi e generici, ma poi ciascun singolo commissario assegna a questi termini significati diversi ed ha aspettative diverse.

In più, spesso le commissioni riciclano tracce e scalette di prima prova elaborate da commissioni precedenti (anche non della stessa sede). Quindi può capitare che i termini sianostati inventati da una commissione con specifici significati. Poi la commissione che li ricicla dà un significato diverso.

Non esiste, quindi, un significato assoluto per nessun termine usato nelle tracce dell’Esame di Stato di Psicologia, né in prima prova che in altre prove.

Nessuno potrà mai permettersi di dire che un termine va inteso in un modo o in un altro. Perché nessuno sta nella testa del prof che corregge un compito.

Allora che fare? Come psicologi, proviamo a interrogarci sul livello metacomunicativo, per trarre info utili ad “agire consapevolmente” (come è scritto sul codice deontologico).

Partiamo dal fatto che uno dei problemi lamentati dai prof riguardo alla prima prova dell’Esame di Stato di Psicologia è l’astrattezza.

Questo perché la prima prova è stata spesso scambiata dagli studenti come “ripetizione di psicologia generale”. Come una prova contenutistica e teorica.

Invece, come le altre prove dell’Esame di Stato di Psicologia, che è un esame di abilitazione, anche la prima prova è pratica.

Quindi, non è finalizzata ad esibire conoscenze teoriche e nozionistiche. Ha già provveduto l’università a questo. Ora occorre dimostrare di applicarle concretamente.

La richiesta di contesti/fenomeni/problemi, ecc, è anche un modo per riportare lo studente dalla teoria alla pratica. Un modo di invitarlo non tanto a esporre le sue dotte conoscenze, ma soprattutto a farne buon uso.

Quindi, ad applicarle per affrontare, ad esempio, una difficoltà, in modo scientifico, basandosi su presupposti e metodi validati empiricamente. Non come la affronterebbe il senso comune.

Quindi, semplificando, il richiamo a contesti o fenomeni o comportamenti o situazioni o esempi o problemi o simili, è anche un sollecito ad evidenziare come alcune conoscenze scientifiche possano essere utilizzate nella pratica.

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Ho realizzato il 1° Kit di Preparazione per l'Esame di Stato, con cui ho aiutato ormai 10 generazioni di psicologi ad abilitarsi. Se serve aiuto, scrivimi a tutor@110elode.net