Le prove dell’Esame di Stato di Psicologia sono tutte pratiche, poiché è un esame di abilitazione professionale e non un esame universitario.

Anche la prima prova dell’Esame di Stato di Psicologia è pratica, nonostante sia spesso percepita come un “tema di psicologia generale” (percezione riduttiva e pericolosa).

Inoltre, non esiste una struttura fissa, per nessuna delle prove. Non ci sono mai punti fissi e prestabiliti da sviluppare, così come nella professione. Ogni commissione struttura le prove come vuole, fornisce una scaletta di punti da sviluppare che non è mai totalmente prevedibile.

Nessuna commissione è vincolata a quello che hanno fatto le commissioni precedenti o che faranno quelle future. I criteri di valutazione cambiano da commissione a commissione e anche da commissario a commissario, trattandosi di persone, non di robot.

Ciò che occorre per tutte le prove di tutti gli indirizzi è quello che serve anche a svolgere la professione di psicologo secondo la legge 56/89 e il codice deontologico, cioè:
– teorie validate da esperimento
– strumenti di valutazione
– modalità di intervento

La sostanza da studiare è la stessa, ma la forma in cui ti verranno richieste le conoscenze teoriche e pratiche, in tutte le prove, non è rigida, fissa, né totalmente prevedibile.

Dovrai adattare flessibilmente le tue conoscenze alla struttura che richiederà la commissione, sviluppando tutti i punti che ti richiede.

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Aiuto i laureati in Psicologia a preparare l'Esame di Stato. Scrivimi a tutor@110elode.net

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