Oggi è la Giornata Mondiale della Salute.

Dopo il lavoro di tutor, che impegna il 99% delle energie, ho l’hobby di lavorare come psicologa del benessere e uno degli argomenti che a volte tratto è il sonno.

Quindi oggi unisco questi due campi per capire come il sonno interagisca con la memoria, perché per ricordare tutte le cose necessarie all’Esame di Stato di Psicologia… bisogna anche dormirci su ;)!

Ecco 5 suggerimenti tratti dalle ricerche su sonno e memoria.

1) La memorizzazione peggiora se apprendi nuovi contenuti dopo un periodo di sonno (prior sleep effect). Quindi, meglio non studiare appena svegli.

Oppure, se puoi studiare solo la mattina appena sveglio, prima di andare a lavoro, meglio non iniziare con una sessione di apprendimento, ma con una di ripasso.

Sì, se hai notato che nel tuo caso apprendi meglio appena sveglio, puoi fregartene del prior sleep effect 😀

2) La memorizzazione migliora se l’appendimento è seguito da un periodo di sonno (sleep effect).

Durante il sonno, infatti, si consolidano i nuovi apprendimenti.

Questa funziona è facilitata se tra la fase di codifica e quella di ritenzione, non si presentano interferenze.

No, se guardi una serie tv dopo aver studiato, prima di andare a dormire, l’impegno intellettivo richiesto non è tale da costituire un’interferenza 😉

3) La rievocazione dei contenuti è migliore se la fase di ritenzione avviene nel sonno notturno, quando la temperatura corporea è più bassa.

No, dormire col gatto sopra non alza la temperatura corporea a tal punto da compromettere la funzione di consolidamento del sonno notturno 😉

4) La privazione di sonno riduce la capacità di memorizzazione di apprendimenti complessi.

Quindi, se prima dell’esame vai a dormire presto, è meglio che rimanere a ripassare per l’ennesima volta Pavlov oltre mezzanotte :-O

Le ricerche dicono che ripassare Pavlov più di 5 volte peggiori drammaticamente le prestazioni mnestiche e la relazione con il proprio chihuaua (ah no, questa non è vera 😛 )!

5) La memoria dichiarativa trae beneficio dal sonno rem, quella procedurale dal sonno non-rem.

All’Esame di Stato di Psicologia, sono coinvolti tutti e 2 questi magazzini della memoria a lungo termine, quindi servono sia fasi di sonno profondo che leggero.

In pratica, a chi è impegnato nella preparazione dell’Esame di Stato di Psicologia, non conviene più augurare “in bocca al lupo”, ma…sogni d’oro” ;)!

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Ho realizzato il 1° Kit di Preparazione per l'Esame di Stato, con cui ho aiutato ormai 10 generazioni di psicologi ad abilitarsi. Se serve aiuto, scrivimi a tutor@110elode.net