Esame di Stato Psicologia 2015: ultimi 5 suggerimenti anti-panico

Ultimi 5 suggerimenti prima del tema del 17 Giugno 2015!

1) Abbi fiducia in te! Hai studiato 5 anni, più uno di tirocinio, qualcosa tirerai fuori. Dopo i primi 10 minuti di panico dopo la lettura della traccia, quando ti sembrerà di non ricordare più niente e di non sapere più niente, respira e lentamente i contenuti riaffiorano. Qualcosa scriverai, anche nella traccia più assurda. Se proprio non ti viene in mente nulla di nulla, descrivi esempi pratici e concreti di situazioni, anche banali e quotidiane, in cui è presente il costrutto richiesto: in fondo è una prova di abilitazione, gli esempi pratici sono sempre utili, possono supplire alle “amnesie” da panico o aiutarti a ricordare i contenuti.

2) Tu sai molto più di quello che pensi di sapere! Sembra un’incitazione vagamente socratica, in pratica vuol dire questo: se dovesse uscire, ad esempio, “i processi di categorizzazione”, non pensare di non saperli, solo perché nel tuo libro non c’era un argomento intitolato “i processi di categorizzazione”. Se hai studiato la memoria, il pensiero o l’apprendimento, anche quelli sono processi di categorizzazione. Non serve aver studiato una teoria che si intitoli esattamente così! Puoi temere di non sapere l’argomento perché la traccia lo chiama in modo diverso dal libro o dall’etichetta sotto cui lo hai studiato, ma puoi ricondurre qualunque termine inconsueto della traccia a un argomento che hai studiato. Non c’è quasi mai una corrispondenza univoca ed esatta tra l’etichetta usata nella traccia e l’etichetta usata sui libri. Non è un compito associazionista. Spesso quando all’eds esce un termine inconsueto, si sente un boato in aula ed è panico generale, tutti pensano di “non aver fatto quell’argomento” o di non saperlo. In realtà lo hanno fatto, ma sotto altre “etichette”. Quindi cerca di ricondurre i termini della traccia agli argomenti che sai.

3) No all’accozzaglia! Molti prof contestano che i temi degli studenti non hanno una struttura organica, affastellano teorie su teorie in modo sconnesso e frammentato, senza avere un focus. Si inizia a parlare di una cosa, poi si interrompe, poi si riprende, poi si inizia un’altra cosa…senza seguire un ordine logico. Quindi meglio sapere meno teorie, ma esporle in modo completo. Non tante nozioni buttate là tante, ma poche teorie focalizzate,a volte ne basta una o due (in base alle richieste della traccia, se è formulata al singolare o al plurale). Anche la tua memoria ti ringrazierà, perché potrai alleggerirla, evitando di ammucchiare troppi pezzi scoordinati. Non è una gara a chi si ricorda più nozioni.

4) Attenersi rigorosamente alla traccia! A volte le tracce contengono una scaletta precisa, con un elenco di punti da sviluppare. A volte sono più discorsive, ma contengono cmq una serie di richieste da sviluppare. Sia nel caso che le richieste siano sotto forma di elenco che diluite nella traccia discorsiva, occorre sempre svilupparle tutte, una per una, nell’ordine in cui sono richieste, perché aderire rigorosamente alla traccia in genere è un importante criterio di valutazione! Se la traccia non contiene richieste e scalette, puoi seguire la scaletta “classica”, quella logica, inserendo definizione, una o 2 teorie approfondite con l’esperimento, test e ambiti applicativi.

5) Speciale per le fanciulle: sususu, non andate al tema con le gonne lunghe e la teoria di Atkinson e Shiffrin “tatuata” sulla gamba, fate le brave a zia!

No panic e in bocca al lupo!

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Quanto dura la prima prova dell’Esame di Stato di Psicologia?

Quanto dura la prima prova dell’Esame di Stato di Psicologia? E La seconda prova? E la terza? Non c’e’ una durata fissa e uguale in tutte le sedi e per tutte le commissioni.

Ogni commissione stabilisce la durata. In alcune sedi, alcune commissioni stabiliscono per la prima prova 1 ora, alcune 2 ore, alcune 3 ore, alcune 4 ore, alcune anche 6 ore. Non c’è una durata fissa e non c’è mai su nulla una regola fissa. Purtroppo non è un esame di ingegneria.

I dati divulgati su forum, gruppi facebook, ecc,  non sono leggi fisse e assolute, ma si riferiscono a quello che può aver fatto una commissione che è stata in carica in una sede in una sessione, il cui comportamento non si può generalizzare, perché ogni commissione ogni anno fa come vuole, senza doversi attenere a quello che hanno fatto quelle precedenti.

Ogni commissione fa quello vuole a livello di tempi, di struttura, di criteri di valutazione, ecc. Mediamente la durata della prima prova è 2 ore, ma è solo una misura media! C’è la commissione che dà un’ora e quella che dà 6 ore. Anche nella stessa sede, siccome le commissioni cambiano ogni anno, ogni anno può variare anche la durata, la distanza tra una prova e ‘altra, e tutto tutto tutto tutto il resto.

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Quali sono i criteri di valutazione dell’Esame di Stato?

Ecco i criteri di valutazione dell’Esame di Stato di Psicologia:
Se hai scritto poco, dovevi approfondire
Se hai scritto tanto, dovevi essere sintetico
Se hai scritto “medio”, dovevi scrivere di più (o di meno)
Se hai scritto semplice, dovevi scrivere tecnico
Se hai scritto tecnico, dovevi essere comprensibile a tutti!
Se hai trattato l’autore X, è troppo vecchio
Se hai trattato Y, è troppo recente
Ma come, è di 10 anni fa?!
A seconda del prof:
- sono troppi, la teoria non vale più
- sono pochi, ancora non è stata validata
- se è stata validata a sufficienza: allora è vecchia, ricomincia dal punto 1

E al progetto?
La premessa teorica è troppo lunga, mica è un tema!
Se l’hai fatta sintetica, sei stato incompleto, dovevi approfondirla
Se hai fatto il progetto troppo discorsivo, dovevi schematizzare
Se hai schematizzato…è un progetto, mica sono appunti!
Se lo hai fatto medio, dovevi farlo più schematico
(o più discorsivo, dipende se siamo in luna calante o crescente)

Ma sicuramente le cose saranno più chiare al caso clinico
Sì, infatti: se hai fatto diagnosi, non sei stato prudente
Se sei stato prudente…dovevi osare!
Se non hai fatto l’ipotesi diagnostica, dovevi farla
Se l’hai fatta, è azzardata, ricomincia dal punto 1 e salta un turno
Se hai usato un modello teorico, non va bene: non sei uno psicoterapeuta!
Se non lo hai usato: e come fai a inquadrare il problema?
Vabbè, ho usato il DSM, che è ateorico
Non va bene: non sei mica uno psichiatra!
Se non hai usato un manuale diagnostico: hai basato l’ipotesi sul nulla
Se hai inviato allo psicoterapeuta: è uno scandalo! Stai svalutando lo psicologo
Se hai fatto fare allo psicologo, hai violato la legge 56/89
Se hai indicato un intervento, lo trovano generico
Se lo hai tenuto generico, male: dovevi specificarlo

Ok, verrà l’orale i criteri di valutazione saranno uniformi, visto che è basato su leggi, codici e codicilli.
Eh già
Se dici che hai fatto solo osservazione, dovevi fare di più
Se hai fatto di più, hai violato il ruolo di tirocinante!
Hai fatto i test? Te se magnano
Non li hai fatti? Guarda che potevi farli, sotto supervisione
Ah no, non potevi farli, neanche sotto supervisione!
O forse sì, ma solo se conti fino a 30, fai una capriola e hai il tatuaggio di uno scorpione sulla caviglia

E dopo l’Eds quali sono i tuoi progetti?
Almeno su quelli nessuno potrà sindacare!
E infatti: se dici che vuoi iscriverti a una scuola di psicoterapia, te se magnano: mica è obbligatorio, lo psicologo può fare molto anche senza essere psicoterapeuta.
Se non vuoi iscriverti a una scuola: te se magnano! Che vuoi fare, solo come psicologo?
In ogni caso: te se magnano.

Insomma, possibile che tutto sia così arbitrario?
Ma no, un criterio uniforme c’è ed è questo.
Calcola la congiuntura astrale tra Plutone in Sagittario e Nettuno in Ariete.
Moltiplica per quello che hai mangiato il 22 febbraio 2013 sera (se macrobiotico, aggiungi 10 punti).

Dividi per la parallasse della gittata dell’acqua della Fontana di Trevi misurata dalla punta del naso del tritone alla prima monetina da un centesimo lanciata dalla un turista giapponese nell’angolo destro della vaschetta sinistra.
Applica al tutto il principio del Rehearsal di Atkinson e Shiffrin e del problem-solving model di Upon e Schever…
…and the cat in on the table.

E in bocca al lupo a tutti.

 

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Come strutturare il tema dell’Eds di Psicologia?

Non c’è un modo fisso di strutturare il tema o una struttura “giusta” in assoluto.
Il tema deve essere strutturato come lo richiede la traccia, sviluppando tutti i punti richiesti dalla traccia, nell’ordine in cui sono richiesti.

La struttura “giusta” è quindi quella che risponde esattamente alla traccia.

Poi c’è un modo per organizzare i contenuti in modo logico, quindi una struttura adatta per prepararsi efficacemente e mettere ordine nel caos di contenuti, che sovrabbondano e quindi devono essere selezionati, integati ed esposti con chiarezza e completezza, evitando l’accozzaglia, ma poi la struttura del tema il giorno della prima prova dovrà essere sempre adattata alle specifiche richieste della specifica traccia.

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