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Tema Esame di Stato Psicologia: la prima cosa da fare

Cosa fare di fronte alla traccia? Lasciar andare la paura e ricavare la scaletta.

Esame di Stato Psicologia: il Tema

Per prepararsi al tema dell’Esame di Stato di Psicologia, spesso si studiano un certo numero di temi “precotti” e si spera che esca un tema che corrisponde esattamente a uno dei precotti studiati…ma il tema non è un compito associazionista!

Spesso la traccia usa termini diversi, occorre quindi tradurli e ricondurli a uno degli argomenti studiati.

Ad esempio, una volta a Padova è uscito il tema “le relazioni interpersonali”: non occorre aver preparato un tema precotto che si intitoli esattamente così. Se hai preparato il tema sul gruppo, oppure sul gruppo dei pari, oppure sulla famiglia, oppure sulla teoria dell’attaccamento… anche questi argomenti coprono la traccia “relazioni interpersonali”!

Spesso si pensa di non sapere un argomento, oppure che un manuale sia incompleto perché non contiene un certo argomento, in realtà è questione di etichette. Lo stesso argomento puoi utilizzarlo sotto diverse etichette.

Per il tema dell’Esame di Stato di Psicologia non occorre dunque prepararti 10000 temi precotti, ma pochi, focalizzati e ricicilabili sotto diverse etichette.  In questa prova non si apprende in modo meccanicista e pavloviano, e non conta molto la memoria, ma la flessibilità. In bocca al lupo!!

Come scrivere il tema?

Attenzione! Non esiste una scaletta fissa per il tema, occorre ricavarla di volta in volta. Esistono varie scalette, utili per strutturare in modo logico il materiale, studiarlo, spesso utile anche per esporlo…ma occorre sempre attenersi alla traccia e ai punti che chiede di sviluppare. Soprattutto, occorre evitare l’errore frequente in chi studia da materiali raffazzonati da internet, copiati e  smerciati tra i gruppi, l’errore che spesso costa la bocciatura, che è questo qui.

Quante teorie memorizzare?

Non serve memorizzare 5000 teorie su ogni costrutto, magari raffazzonandole qua e là da internet, lirbi o riassunti di fortuna. Ne bastano poche, selezionate tra quelle più versatili e che consentono di coprire più tracce, strutturate in modo completo e ordinato. Negli anni, ne ho individuate 75, appartenenti a diversi settori che possono uscire (psico dello sviluppo, sociale, generale, ecc) e che, adattate flessibilmente, consentono di coprirsi anche le tracce più assurde e impreviste. Per affrontare la prima prova dell’Eds, non è opportuno, infatti, caricarsi di troppi contenuti eterogenei e spezzettati, ma soprattutto sviluppare la flessibilità che consente di adattare una rosa di teorie jolly alle richieste della traccia. Lo so, non è facile.

Bisogna conoscere i test alla prima prova?

Nella prima prova, ovvero il tema, è utile, ma non obbligatorio, né sempre esplicitamente richiesto, conoscere almeno un test per ciascun costrutto. Ad esempio un test sulla memoria nel caso uscisse un tema sulla memoria, un test sulla motivazione, ecc. Questo per dimostrare che non conosci solo il costrutto in astratto, ma come psicologo conosci anche uno strumento per misurarlo. I test sono infatti gli strumenti del mestiere dello psicologo. Spesso basta anche solo citare il nome e una riga di descrizione. Non è richiesto di conoscere un test nei dettagli, saperlo somministrare, siglare, fare il calcolo dei punteggi e interpretare i risultati.

Argomenti Prima Prova Eds

Sui forum gira ancora questa leggenda metropolitana: “la prima prova dell’esame di stato di psicologia è un tema di psicologia generale”. Quindi, gli studenti si preparano i soliti 20 temini su apprendimento, memoria, ecc. e si stupiscono se poi esce una traccia che esula da questa ristrettissima rosa. Innanzitutto, i temi su apprendimento,  memoria e amenità varie, ormai sono davvero usurati, sono usciti così tante volte che…è probabile che escano ancora, ma anche no. Inoltre il Ministero parla chiaro: la prima prova può spaziare tra psicologia generale, sociale, sviluppo, metodologia, professione, ricerca. E addirittura può essere richiesto un progetto, come è successo qualche anno fa a Trieste.

Lunghezza tema Esame di Stato Psicologia

Mediamente, il tema viene svolto dai candidati in 2 pagine, non perché sia un obbligo, ma perché 2 pagine sono lo spazio generalmente necessario per sviluppare i punti essenziali di un argomento, in modo equilibrato, né troppo stringato, né troppo prolisso. Questo però non significa che uno non possa scrivere di più! Non c’è un limite fisso e obbligatorio sempre e dovunque, non è vero che “non bisogna scrivere più di 2 pagine”, a meno che la tua specifica commissione non lo stabilisca. Ciascuna commissione può stabilire un limite e comunicarlo il giorno della prima prova.
Ma generalmente riceverai un foglio protocollo e puoi riempirlo per intero, cioè 4 pagine, altrimenti dette 4 facciate intere (non divise in 2 colonne come nei compiti delle scuole medie).Certo, è sconsigliabile fare più di 4 facciate e chiedere il secondo foglio protocollo. E’ permesso, ma può essere indice di prolissità. Allo stesso modo, scendere sotto le 2 pagine è un po’ troppo poco, l’argomento rischia di essere trattato superficialmente.
Quindi 2, ma anche 3 pagine (in caso di tracce complesse e con molte richieste), fatte bene, succose, senza divagazioni, con linguaggio scientifico e corretto, rispettando le richieste della traccia punto per punto, possono essere una misura di riferimento ragionevole. Attenzione però, quando fai il tema, a non commettere questo errore.

Temi Esame di Stato Psicologia

Per prepararsi al tema dell’Esame di Stato di Psicologia, occorre saper strutturare le conoscenze, piuttosto che estenderle all’infinito. Cioè dare organicità alla trattazione. Molti studenti mi hanno contattata per “overload” di teorie memorizzate: a forza di allungare la lista di autori e approcci, approfondendo in modo ossessivo ogni costrutto, avevano un senso di “. annegamento” e di dispersione.

E’ utile invece predisporre, per ogni costrutto, una scaletta classica, formata da definizione, breve panoramica degli autori, due teorie approfondite con un esperimento ciascuna, test e ambiti applicativi. E poi imparare a riutilizzare flessibilmente quelle teorie. Stop. Se hai poco tempo per fare tutto ciò e non sai quale teoria è preferibile scegliere per poterla poi ricicilare e coprirti così altre tracce, puoi dare uno sguardo al kit di preparazione per l’esame di stato di Psicologia, dove questo lavoro è stato già fatto, selezionando strategi e contenuti altamente riutilizzabili, senza dover riempire il volume della tua memoria fino all’ultimo millimetro cubo. Chiedi qui le pagine gratuite in visione.