Mediamente, il tema viene svolto dai candidati in 2 pagine, non perché sia un obbligo, ma perché 2 pagine sono lo spazio generalmente necessario per sviluppare i punti essenziali di un argomento, in modo equilibrato, né troppo stringato, né troppo prolisso. Questo però non significa che uno non possa scrivere di più! Non c’è un limite fisso e obbligatorio sempre e dovunque, non è vero che “non bisogna scrivere più di 2 pagine”, a meno che la tua specifica commissione non lo stabilisca. Ciascuna commissione può stabilire un limite e comunicarlo il giorno della prima prova.
Ma generalmente riceverai un foglio protocollo e puoi riempirlo per intero, cioè 4 pagine, altrimenti dette 4 facciate intere (non divise in 2 colonne come nei compiti delle scuole medie).Certo, è sconsigliabile fare più di 4 facciate e chiedere il secondo foglio protocollo. E’ permesso, ma può essere indice di prolissità. Allo stesso modo, scendere sotto le 2 pagine è un po’ troppo poco, l’argomento rischia di essere trattato superficialmente.
Quindi 2, ma anche 3 pagine (in caso di tracce complesse e con molte richieste), fatte bene, succose, senza divagazioni, con linguaggio scientifico e corretto, rispettando le richieste della traccia punto per punto, possono essere una misura di riferimento ragionevole. Attenzione però, quando fai il tema, a non commettere questo errore.
Lunghezza tema Esame di Stato Psicologia
agosto 23rd, 2012 — Prima prova: Tema
Temi Esame di Stato Psicologia
agosto 21st, 2012 — Prima prova: Tema
Per prepararsi al tema dell’Esame di Stato di Psicologia, occorre saper strutturare le conoscenze, piuttosto che estenderle all’infinito. Cioè dare organicità alla trattazione. Molti studenti mi hanno contattata per “overload” di teorie memorizzate: a forza di allungare la lista di autori e approcci, approfondendo in modo ossessivo ogni costrutto, avevano un senso di “. annegamento” e di dispersione. E’ utile invece predisporre, per ogni costrutto, una scaletta classica, formata da definizione, breve panoramica degli autori, due teorie approfondite con un esperimento ciascuna, test e ambiti applicativi. E poi imparare a riutilizzare flessibilmente quelle teorie. Stop. Se hai poco tempo per fare tutto ciò e non sai quale teoria è preferibile scegliere per poterla poi ricicilare e coprirti così altre tracce, puoi dare uno sguardo al kit di preparazione per l’esame di stato di Psicologia, dove questo lavoro è stato già fatto, selezionando strategi e contenuti altamente riutilizzabili, senza dover riempire il volume della tua memoria fino all’ultimo millimetro cubo. Chiedi qui le pagine gratuite in visione.
Relazione tirocinio psicologia
agosto 4th, 2012 — Quarta prova: Orale
Ormai la relazione di tirocinio non la chiedono più all’orale dell’Esame di Stato di Psicologia, ma per prudenza è meglio scriverla…non si sa mai, qualche commissario potrebbe pretenderla lo stesso! Se ti serve uno schema di relazione di tirocinio, ho quello della Sapienza, valido in tutta Italia. Scrivimi a tutor@110elode.net e te lo invierò
.
Legge Bersani ed Eds Psicologia
agosto 3rd, 2012 — Quarta prova: Orale
Per chi ha l’orale dell’Esame di Stato di Psicologia, ecco 2 delle novità importanti introdotte dalla Legge Bersani, che potrebbero essere chieste all’esame:
- questa legge abolisce i minimi tariffari, che oggi sono quindi non un obbligo ma solo un punto di riferimento condiviso orientativo
- rende meno restrittive le normative sulla pubblicità, che cmq continuano a dover rispettare il decoro, l’etica e la deontologia, perché deve essere “vera e trapsarente”. Gli Ordini si riservano comunque di controllarla.
Ecco invece le domande frequenti all’orale.
Errore di metodo di studio
agosto 2nd, 2012 — Errori frequenti
In questo post ho parlato di un errore frequente commesso alla prima prova e responsabile di molte bocciature. A sua volta questo errore deriva da un altro, cioè da una mancata selezione delle teorie da memorizzare per il tema. Infatti, si tende spesso a memorizzare più teorie possibili, quando invece un’accurata selezione in base a specifici criteri consente di ridurre il carico mnemonico e di riutilizzare le stesse teorie per coprire più tracce. fare il tema non significa leggere la traccia e cercare nel proprio repertorio di temi precotti quello da utilizzare per coprirla. Altrimenti, se poi esce una traccia per la quale non hai predisposto un tema “precotto”, ti troverai a raffazzonare pezzi qua e là, rischiando la bocciatura. Ciò che conta è invece padroneggiare una rosa di teorie ben selezionate per la loro “ricicilabilità” e saperle adattare flessibilmente. Nel kit per la prima prova dell’esame di stato ho inserito le teorie che si sono rivelate altamente ricicilabili e capaci di coprire praticamente anche tracce impossibili. Le ho selezionate in base ad un’esperienza didattica di 12 anni, spero ti siano utili.
Dove fare l’Esame di Stato
luglio 23rd, 2012 — Info Esame di Stato
Puoi fare l’esame di stato di psicologia dove vuoi, non sei vincolato alla sede dove ti sei laureato. Attenzione però alle leggende metropolitane secondo cui alcune sedi sono facili, altre difficili, in alcune promuovono di più, in altre bocciano di più, perché rischi brutte sorprese, come riportato in questo post.
Percentuali di bocciati all’Eds
luglio 20th, 2012 — Info Esame di Stato
Non esiste una statistica ufficiale sul numero di promossi e bocciati in ogni sede di esame di stato. La percentuale varia sempre in ogni sede, perché ogni anno variano le commissioni e ogni commissione può comportarsi in modo diverso da quelle precedenti.
Nella stessa sede, un anno possono essere promossi tutti, perché si insedia una commissione generosa, l’anno dopo possono essere bocciati tutti, poiché la nuova commissione è severa. Dunque è inopportuno dire: “vado lì perché ci sono meno bocciati”.
Fino a qualche tempo fa circolava anche la leggenda per cui nelle sedi piccole e nuove, come L’Aquila o Chieti, si promuovesse di più e l’esame fosse più facile. C’è stata dunque una migrazione di massa, con il risultato che la comissione di quest’anno…è stata severissima, con percentuali altissime di bocciati. Roma invece, sede grande e storica, per molti anni si è tenuta equilibrata, nele ultime sessioni si sono registrati invece tassi di bocciature record, vere e proprie stragi. Tanto che molti studenti romani sono fuggiti in altre sedi. E invece la commissione di quest’anno…è stata generosissima.
Padova tradizionalmente era una sede complessa e severa, eppure negli ultimi tempi, i bocciati sono stati meno rispetto a Firenze, sede più piccola e più tranquilla, dove invece ultimamente si sono raggiunte punte di bocciati dell’80%, tanto che quest’anno si sono iscritti solo in 20! Meglio quindi non farsi strani calcoli, per non rischiare brutte sorprese. Riguardo a bocciati e promossi, ecco un altro spunto.
Il caso clinico non è un quiz!
luglio 18th, 2012 — Terza prova: Caso clinico
Il caso clinico non è un quiz che richiede di “indovinare una diagnosi”, per molti motivi: da poche righe, non è possibile essere certi di una diagnosi, sarebbe imprudente da parte di uno psicologo etichettare subito un paziente. In più, nei casi clinici dell’esame di stato, spesso non si descrivono pazienti con disturbi, ma con disagi non ancora strutturati, anzi non sempre si descrivono pazienti, ma anche ad esempio genitori in difficoltà, coppie che vogliono adottare un bambino, soggetti con difficoltà di relazione che però non compromettono gravemente il loro funzionamento. Inoltre, non è richiesto di memorizzare i criteri diagnostici del DSM, perché non è neanche una prova di memoria, ma valuta il ragionamento clinico, cioè la tua capacità di leggere clinicamente i dati, attraverso significati psicologici. Ad esempio, uno dei dati che vengono forniti è l’età del soggetto: per un non psicologo è un semplice dato anagrafico, e invece per te che stai per abilitarti come psicologo, che significato può avere? Nel kit di preparazione all’esame di stato di psicologia ci sono indicazioni per sviluppare il ragionamento clinico, che è l’abilità più importante per la prova del caso clinico.
