Quali sono i criteri di valutazione dell’Esame di Stato?

Ecco i criteri di valutazione dell’Esame di Stato di Psicologia:
Se hai scritto poco, dovevi approfondire
Se hai scritto tanto, dovevi essere sintetico
Se hai scritto “medio”, dovevi scrivere di più (o di meno)
Se hai scritto semplice, dovevi scrivere tecnico
Se hai scritto tecnico, dovevi essere comprensibile a tutti!
Se hai trattato l’autore X, è troppo vecchio
Se hai trattato Y, è troppo recente
Ma come, è di 10 anni fa?!
A seconda del prof:
- sono troppi, la teoria non vale più
- sono pochi, ancora non è stata validata
- se è stata validata a sufficienza: allora è vecchia, ricomincia dal punto 1

E al progetto?
La premessa teorica è troppo lunga, mica è un tema!
Se l’hai fatta sintetica, sei stato incompleto, dovevi approfondirla
Se hai fatto il progetto troppo discorsivo, dovevi schematizzare
Se hai schematizzato…è un progetto, mica sono appunti!
Se lo hai fatto medio, dovevi farlo più schematico
(o più discorsivo, dipende se siamo in luna calante o crescente)

Ma sicuramente le cose saranno più chiare al caso clinico
Sì, infatti: se hai fatto diagnosi, non sei stato prudente
Se sei stato prudente…dovevi osare!
Se non hai fatto l’ipotesi diagnostica, dovevi farla
Se l’hai fatta, è azzardata, ricomincia dal punto 1 e salta un turno
Se hai usato un modello teorico, non va bene: non sei uno psicoterapeuta!
Se non lo hai usato: e come fai a inquadrare il problema?
Vabbè, ho usato il DSM, che è ateorico
Non va bene: non sei mica uno psichiatra!
Se non hai usato un manuale diagnostico: hai basato l’ipotesi sul nulla
Se hai inviato allo psicoterapeuta: è uno scandalo! Stai svalutando lo psicologo
Se hai fatto fare allo psicologo, hai violato la legge 56/89
Se hai indicato un intervento, lo trovano generico
Se lo hai tenuto generico, male: dovevi specificarlo

Ok, verrà l’orale i criteri di valutazione saranno uniformi, visto che è basato su leggi, codici e codicilli.
Eh già
Se dici che hai fatto solo osservazione, dovevi fare di più
Se hai fatto di più, hai violato il ruolo di tirocinante!
Hai fatto i test? Te se magnano
Non li hai fatti? Guarda che potevi farli, sotto supervisione
Ah no, non potevi farli, neanche sotto supervisione!
O forse sì, ma solo se conti fino a 30, fai una capriola e hai il tatuaggio di uno scorpione sulla caviglia

E dopo l’Eds quali sono i tuoi progetti?
Almeno su quelli nessuno potrà sindacare!
E infatti: se dici che vuoi iscriverti a una scuola di psicoterapia, te se magnano: mica è obbligatorio, lo psicologo può fare molto anche senza essere psicoterapeuta.
Se non vuoi iscriverti a una scuola: te se magnano! Che vuoi fare, solo come psicologo?
In ogni caso: te se magnano.

Insomma, possibile che tutto sia così arbitrario?
Ma no, un criterio uniforme c’è ed è questo.
Calcola la congiuntura astrale tra Plutone in Sagittario e Nettuno in Ariete.
Moltiplica per quello che hai mangiato il 22 febbraio 2013 sera (se macrobiotico, aggiungi 10 punti).

Dividi per la parallasse della gittata dell’acqua della Fontana di Trevi misurata dalla punta del naso del tritone alla prima monetina da un centesimo lanciata dalla un turista giapponese nell’angolo destro della vaschetta sinistra.
Applica al tutto il principio del Rehearsal di Atkinson e Shiffrin e del problem-solving model di Upon e Schever…
…and the cat in on the table.

E in bocca al lupo a tutti.

 

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Come strutturare il tema dell’Eds di Psicologia?

Non c’è un modo fisso di strutturare il tema o una struttura “giusta” in assoluto.
Il tema deve essere strutturato come lo richiede la traccia, sviluppando tutti i punti richiesti dalla traccia, nell’ordine in cui sono richiesti.

La struttura “giusta” è quindi quella che risponde esattamente alla traccia.

Poi c’è un modo per organizzare i contenuti in modo logico, quindi una struttura adatta per prepararsi efficacemente e mettere ordine nel caos di contenuti, che sovrabbondano e quindi devono essere selezionati, integati ed esposti con chiarezza e completezza.

Occorre anche evitare l’accozzaglia, che è un errore frequente. Ecco come evitarlo.  

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Esame di Stato di Psicologia: prepararsi con la “Tecnica del David”

Se farai l’Esame di Stato a Giugno, c’è una tecnica per il mese di Maggio, che può aiutarti a migliorare la tua preparazione. E’ la “Tecnica del David” di Michelangelo.

Cosa c’entra il David con l’Eds di Psicologia?

david

Il David è una splendida scultura esposta nella Galleria dell’Accademia a Firenze. Vasari la annovera tra le più belle mai realizzate dall’umanità.

Michelangelo la realizzò nel 1500 da un unico blocco di marmo, che si trovava nel cortile dell’Opera del Duomo. Egli procedette in modo controintuitivo, “sbozzando” il blocco, come se vedesse già nel marmo la figura di David e togliesse la materia “in eccesso”.

David era imprigionato nel marmo e Michelangelo lo liberò, estraendo la statua dal blocco, la forma dalla materia, piuttosto che “creandola” con la materia. Egli definì questa tecnica “”per forza di tolle”.

Ecco come trasporre questa tecnica all’Eds di Psicologia.

Sicuramente sei arrivato a maggio con tante teorie e tante nozioni, integrate da diverse fonti, da libri, da gruppi, da siti. Forse senti la tua memoria sovraccarica e hai difficoltà a ricordare tutto.

Forse la quantità di conoscenze accumulate è persino eccessiva rispetto a quella che effettivamente ti serve.

E’ il momento di sfoltirla, di fare spazio nel tuo archivio personale, di fare un de-cluttering dei contenuti in eccesso, per far brillare quelli importanti.

Può sembrare contointuitivo, perché spesso dopo una prima memorizzazione, si tende a dedicarsi all’approfondimento, ad aggiungere ulteriori dettagli e teorie. Invece ora può essere opportuo alleggerire la memoria, “togliendo” piuttosto che aggiungendo.

Cosa avrebbe ottenuto Michelangelo se avesse proceduto aggiungendo e aggiungendo ancora? Il lavoro utile per l’eds ora può essere, paradossalmente, quello del togliere. Del ridurre il numero di argomenti, di teorie, di dati, perché più la memoria è leggera e più aumenta la flessibilità nell’utilizzare ciò che sai per adattarlo alla traccia.

Per il tema, puoi selezionare, tra le tante teorie che hai memorizzato, 2 corpose e scientifiche, con tanto di esperimento. Togliendo tutti gli altri nomi.

La panoramica che spesso precede la teoria approfondita, si può eliminare o ridurre a 2/3 nomi da accompagnare a una breve descrizione. La tendenza delle ultime sessioni è infatti di eliminare la breve panoramica (non è quasi più richiesta dalle tracce, non è più gradita a molti commissari, non ha più il senso che aveva qualche sessione fa, ecc.).

Puoi ridurre anche gli argomenti, togliendo i possibili doppioni oppure togliere gli argomenti che in realtà possono essere sostituiti da equivalenti.

Ad esempio, se hai studiato sia la teoria dell’attaccamento, sia una teoria sullo sviluppo affettivo, sia una teoria sulla relazione madre-bambino, la teoria dell’attaccamento può coprire anche un tema sullo sviluppo affettivo e sulla relazione madre-bambino o sulle relazioni affettive o oppure su una risorsa (la relazione di attaccamento è una risorsa per lo sviluppo sano del bambino) o su una metodologia (l’osservazione applicata nella psicologia dello sviluppo), senza aggiungere altre teorie per ciascuno di questi argomenti (è solo un semplice esempio).

Ora che hai fatto de-cluttering, potranno succedere 3 fatti positivi:
- paradossalmente, sforzandoti di togliere dalla memoria alcune teorie, potenzierai il ricordo, sia di quelle che elimini che delle teorie “sopravvissue”
- selezionando tra teorie, inizierai ad assumere un punto di vista critico sulle teorie stesse, che prima magari erano state assimilate più passivamente
- i punti di riferimento diventano più solidi più e  chiari, essendo di meno, quindi hai meno l’ansia di dover ricordare e controllare tante teorie. Un po’ come il bambino che riceve regole: se sono poche, ma chiare e ferme, riesce a regolare il suo comportamento, se sono troppe, rischia di andare in confusione e reagire più impulsivamente.

Oltre a questi 3 possibili benefici, avendo meno teorie, ma selezionate, focalizzate e complete, puoi iniziare a sviluppare la flessibilità, cioè ad adattare le teorie chei salvato alle varie richieste della traccia.

Infatti capita sempre più spesso che nelle tracce escano nuovi argomenti, ci siano nuovi termini magari arzigogolati e puoi pensare di non saperli. In realtà li sai, ma sotto un’altra etichetta. Puoi allenarti quindi a tradurre le varie “etichette” usate nelle tracce e rincondurle ad argomenti che sai.

Ad esempio, se dovesse uscire un tema sulle relazioni interpersonali, non serve aver preparato un tema precotto che si intitoli esattamente così. Se hai memorizzato una teoria sul gruppo oppure sulla famiglia oppure sulla teoria dell’attaccamento, questi argomenti possono coprire anche una traccia sulle relazioni interpersonali.

Se dovesse uscire un tema sui processi di categorizzazione, non serve aver preparato un tema esattamente con questo titolo. Se hai preparato un tema sul pensiero oppure sul problem solving o sulla memoria, questi sono tutti processi di categorizzazione quindi puoi usarne uno per coprire questo argomento oppure accorparli.

Se hai preparato mille temi, ma la traccia dovesse contenere un termine non incluso nella tua lista, senza aver sviluppato la flessibilità nell’adattare le tue conscenze alla traccia, quando i termini della traccia son odiversi da quelli che hai usato come “etichette” in fase di preparazione, potresti pensare di non essere preparato o di non aver “fatto quell’argomento”. In realtà lo hai fatto, ma sotto un’altra etichetta.

Tu hai molte più conoscenze di quelle che pensi e sapresti svolgere molte più tracce di quelle che pensi. Se ti alleni a sviluppare la flessibilità, anche sapendo meno cose, puoi giostrartele bene, poiché il tema non è compito associazionista, né nozionistico, ma una prova pratica di utilizzo della teoria per applicarla in uno o più ambiti, come dice anche il codice deontologico.

Avendo poche teorie in memoria, ma ben chiare e compelte, la flessibilità si sviluppa più facilmente. Avendo molte teorie per ogni argomento, si rischia di più di percepire il tema come compito associazionista e quindi di ragionare per “etichette”, andando in panico se l’etichetta usata nella traccia non corrisponde precisamente ad un’etichetta che si possiede in memoria.

In bocca al lupo!

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Maggio: il mese perfetto per preparare l’Eds

Maggio è un mese importante per chi si prepara all’Esame di Stato, per 2 motivi:
1) è finita da un mese la scorsa sessione in tutte le sedi. In alcune, infatti, si è prolungata fino ad Aprile. Adesso, a bocce ferme, si traggono le conclusioni, si valutano le novità e si riorganizza la preparazione in base alle nuove “tendenze” delle commissioni e delle ultime tracce.

2) non sono ancora uscite le nuove commissioni (non in tutte le sedi), quindi ancora non si è scatenato il “criminal profiling” dei professori: la caccia alle loro preferenze per indovinare i possibili temi, lo studio dettagliato del loro curriculum, dell’approccio psicoterapeutico,  o del segno zodiacale (qualcuno fa anche questo!) per prevedere gli argomenti più papabili…che poi non sempre sono connessi agli interessi, agli insegnamenti e ai settori di lavoro dei commissari ;) .

3) manca un mesetto all’Eds, che è un periodo perfetto: né troppo breve né troppo lungo. A volte può persino bastare per iniziare da zero la preparazione. E’ utile per chi ha già acquisito una base, per fare i ripassi e i ritocchi. E’ utile per chi ha già fatto anche i ripassi e vuole esercitarsi. Insomma, il periodo perfetto per tutti, per valutare a che punto si è con la preparazione, perché in un mese ancora si può tarare e ritarare tutto.

A che punto sei? In bocca al lupo ;)

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