Il caso clinico non è un quiz che richiede di “indovinare una diagnosi”, per molti motivi: da poche righe, non è possibile essere certi di una diagnosi, sarebbe imprudente da parte di uno psicologo etichettare subito un paziente. In più, nei casi clinici dell’esame di stato, spesso non si descrivono pazienti con disturbi, ma con disagi non ancora strutturati, anzi non sempre si descrivono pazienti, ma anche ad esempio genitori in difficoltà, coppie che vogliono adottare un bambino, soggetti con difficoltà di relazione che però non compromettono gravemente il loro funzionamento. Inoltre, non è richiesto di memorizzare i criteri diagnostici del DSM, perché non è neanche una prova di memoria, ma valuta il ragionamento clinico, cioè la tua capacità di leggere clinicamente i dati, attraverso significati psicologici. Ad esempio, uno dei dati che vengono forniti è l’età del soggetto: per un non psicologo è un semplice dato anagrafico, e invece per te che stai per abilitarti come psicologo, che significato può avere? Nel kit di preparazione all’esame di stato di psicologia ci sono indicazioni per sviluppare il ragionamento clinico, che è l’abilità più importante per la prova del caso clinico.

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Aiuto i laureati in Psicologia a preparare l'Esame di Stato. Scrivimi a tutor@110elode.net

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