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Il caso clinico dell’Esame di Stato di Psicologia non è un quiz che richiede di “indovinare una diagnosi”, per molti motivi: eccone alcuni


Da poche righe, non è possibile essere certi di una diagnosi

Sarebbe imprudente da parte di uno psicologo, etichettare subito un paziente. In più, nei casi clinici dell’esame di stato di psicologia, spesso non si descrivono pazienti con disturbi, ma con disagi non ancora strutturati.

Non sempre i protagonisti delle tracce sono soggetti clinici gravi

Non sempre le tracce della terza prova dell’esame di stato di psicologia si descrivono pazienti, ma anche, ad esempio, genitori in difficoltà, coppie che vogliono adottare un bambino, soggetti con difficoltà di relazione che però non compromettono gravemente il loro funzionamento.

Quindi, non sempre i protagonisti delle tracce dei casi clinici sono casi psichiatrici “conclamati”e gravi .

Non è richiesto di memorizzare i criteri diagnostici del DSM-5

Il caso clinico del’esame di stato di psicologia non è una prova di memoria, ma valuta il ragionamento clinico, cioè la tua capacità di leggere clinicamente i dati, attraverso significati psicologici.

Ad esempio, uno dei dati che viene fornito spesso nelle tracce di terza prova è l’età del soggetto, per un non-psicologo è un semplice dato anagrafico, e invece per te che stai per abilitarti come psicologo, che significato può avere? Ad esempio, applicando la teoria di Erickson, si potrebbero attribuire dei significati che aiutano a in quadrare il disagio.

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Ho realizzato il 1° Kit di Preparazione per l'Esame di Stato, con cui ho aiutato ormai 10 generazioni di psicologi ad abilitarsi. Se serve aiuto, scrivimi a tutor@110elode.net