Mi ricordo i primi anni in cui ho seguito gli studenti per l’Eds: il problema era reperire contenuti, che scarseggiavano alquanto.

Non c’erano libri appositi, se non i classici manuali di psicologia generale, che in fondo erano uguali al manuale di Psicologia Generale del 1° anno di università, quello mitico della Del Miglio (per chi è transitato alla Sapienza).

Non c’erano gruppi facebook in cui scambiarsi materiali o almeno strategie anti-ansia, come la foto del gelato nei rari momenti di relax prima del caso clinico, puntualmente fissato a ridosso di…ferragosto.

Non c’era quasi nulla. Google ancora non esplodeva di contenuti. Non c’erano millemila guru dell’Eds che vendevano riassunti fritti e rifritti e dettavano regole puntualmente disattese dal commissario di turno.

Preparare l’esame di stato significava riassumere più teorie possibili su più argomenti possibili da più testi possibili di psicologia generale, sperando che uscisse un argomento che corrispondeva a quelli preparati…altrimenti era il panico.

Qualche studente più “sgamato” si dava solo una letta a pochi argomenti e poi si affidava alla sorte. E magari veniva promosso, a differenza dell’amico che aveva trascorso un anno nella sala lettura di via degli Apuli, tra un prestito dalla Biblioteca Valentini e una “cannetta” in piazza a San Lorenzo.

Dopo questa cartolina vintage dai primi anni 2000 a Roma (non è passato un secolo, ma pochi anni, eppure quanti cambiamenti! Sto invecchiando)… come prepararsi oggi, quando Google restituisce ben 5 milioni di risultati solo per il tema “memoria”, ci sono migliaia di gruppi facebook anche dedicati a “come indovinare il tema della sede di Roccacannuccia in base alle congiunture astrali del segno zodiacale del cuggggggino della moglia del presidente di commissione”, di testi e corsi per l’eds ne piovono uno al minuto, ciascuno dice la sua sua su come si debbano fare le prove e ci sono tante di quelle informazioni che non si sa più cosa fare, a chi dare retta, ecc.?

Si parla “Information Overload“, cioè sovraccarico di informazioni e rumori che invece di aumentare la preparazione, la penalizzano.

Oppure infobesity, cioè indigestione di informazioni, che poi provocano i sintomi dell’abbuffata: nausea, pesantezza e stordimento.

O ancora Infototoxity, cioè informazioni che intossicano.

Lasciado da parte l’inglese che fa cool, parlando in italiano: c’è sovrabbondanza di informazioni, materiali, fonti, corsi sull’Eds, che da un lato è una grande risorsa, ma può diventare fonte di ansia, confusione, frustrazione e stress.

Oggi il problema non è più la creazione di contenuti, ce ne sono pure troppi. Il problema è selezionarli, evitare l’accozzaglia e non impazzire dietro all’ultima domanda, all’ultima novità, all’ultima trovata stramba che esce fuori dal gruppo, dal corso, dal docente che “è stato tanti anni commissario nella sede X” o dal racconto terrorizzante del cugino che ha fatto l’eds in una certa sede in una certa sessione. Come regolarsi?

Per prepararsi oggi, è utile seguire l’approccio di alcuni designer: “less is more”.

Ecco 3 suggerimenti brevi e poi 3 articoli per semplificare:

1) affidati solo alle fonti dirette, come il sito istituzionale dell’università. Meglio comunicazioni ufficiali e di prima mano, per evitare l’effetto “gioco del telefono”, perché quando l’informazione passa di persona in persona, già al terzo passaggio è stata ormai totalmente stravolta.

2) evita le affermazioni perentorie: quello che vale per un commissario, non vale per un altro. Ogni commissario ha i suoi criteri di valutazione. Anche quando i criteri sono concordati con gli altri commissari, ogni commissario inevitabilmente li interpeta a modo suo. Quello che vuole una commissione, viene considerato errore da un’altra.

3) quando hai dubbi su come scrivere qualcosa, non chiederti: “devo scrivere così o cosà?” perché non ci sono purtroppo regole fisse e assolute, altrimenti sarebbe un esame di matematica. Chiediti: “se scrivo questa cosa, mi possono contestare? Come evitare di farmi contestare?” Cerca di motivare tutto quello che scrivi, gioca d’anticipo, formula già prima le spiegazioni a possibili obiezioni.

Ecco invece 3 articoli per semplificare la preparazione:

– Evitare l’effetto “accozzaglia”

1) Come evitare l’effetto “accozzaglia”
2) Come applicare la “Tecnica del David”
3) Suggerimenti anti-panico di fronte alle tracce

Buono studio!

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Aiuto i laureati in Psicologia a preparare l'Esame di Stato. Scrivimi a tutor@110elode.net

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