Scrivo questo articolo per tutti i neoabilitati che mi chiedono info su dove acquisire una base di branding, marketing e di tutte quelle conoscenze “trasversali” che oggi sono determinanti per lavorare come psicologo. Condividerò le risorse che mi hanno aiutato in questi 10 anni durissimi di libera professione. Spero ti siano altrettanto utili 🙂

Si può lavorare come psicologo senza dover fare la scuola di psicoterapia

Ho avviato la mia attività nel 2006, grazie all’incoraggiamento di Stefano Sirri di Humantrainer, che mi ha aiutata a superare i timori dovuti all’apertura di una partita iva, quando ero una “pischella” di 26 anni, cercavo il lavoro “da dipendente” inviando continuamente curriculum e trovavo solo sfruttamenti.

Cliccando sul suo nome puoi scaricare diversi materiali utili ad avviare la professione di psicologo: sono ormai “storici”, ma tutt’ora validissimi.

Stefano ha applicato per primo in Italia il concetto di imprenditorialità per la professione di psicologo, ha iniziato a valorizzare la figura dello psicologo, senza appiattirla su quella dello psicoterapeuta e ha aiutato un’intera generazione di psicologi, quella cresciuta sullo storico portale Opsonline, dove ero moderatrice del Forum degli Studenti di Psicologia della Sapienza.

Con lui ho davvero capito che il lavoro dello psicologo non è soltanto quello clinico, da far chiudendosi in uno studio e “macinando” un paziente dopo l’altro. Quello è uno dei tantissimi settori di attività, tra l’altro il più saturo e con meno prospettive, a causa dell’offerta che ormai sovrabbonda la domanda.

E’ difficile sopravvivere oggi come psicologi dedicandosi soltanto ai colloqui di “sostegno e psicoterapia”. Anche se si è bravissimi, è preferibile diversificare il lavoro, sia per avere una maggiore stabilità economica, sia per evitare il burnout.

Individuare settori alternativi a quello clinico e reinventarsi continuamente

Oltre a individuare o integrare i servizi clinici più classici con altri servizi, può essere utile anche inventare qualcosa di nuovo, anche se è difficile. Questo perché difficilmente lo psicologo lavora come dipendente a tempo indeterminato alla Asl.

Nel 99% dei casi, lavora come libero professionista,con tutto ciò che ne deriva, ad esempio doversi continuamente reinventare ed essere creativi.

Lavorando sia in una piccola provincia  che in una grande città (Roma), ho potuto notare che in entrambi i casi, è difficile che uno stesso servizio possa sopravvivere per 2/3 anni. Poi occorre rinnovarlo o inventarne uno nuovo, perché tutto cambia rapidamente, anche i bisogni delle persone.

Non è facile, anche considerando che, insieme alle attività psicologiche vere e proprie, occorre gestirne tante altre  di contorno (amministrative, di marketing, ecc), in un contesto privo di certezze, ipecompetitivo e altamente stressante.

Per questo, penso che sia necessario un contesto supportivo, di colleghi e amici che capiscono le difficoltà, che non criticano se di sabato sera ti trovi a completare una relazione psicodiagnostica, ma che nello stesso tempo ti aiutano ogni tanto a staccare dal lavoro, a non esserne fagocitati, e che ti incoraggiano.

A proposito di incoraggiamento, ho conosciuto Stefano quando è venuto a Roma e ricordo con il cuore in gola la fiducia che mi ha trasmesso. Se ci ripenso, piango. Penso che sia importante, per iniziare a lavorare come psicologo e poi continuare, circondarsi di persone che ti diano fiducia.

Creare un brand e non presentarsi solo come psicologi generici e tuttologi

Grazie a Stefano sono entrata in una prospettiva di lavoro autonomo e con il suo lavoro di “ostetrico”, è nato questo bimbo, 110eLode.net, che a Luglio 2016 ha compiuto 10 anni. Qui ho scritto, su suggerimento di Gioia Gottini, cosa farei e non rifarei di questa avventura.

E’ stato un anno di grandi difficoltà personali, ho pensato di mollare tutto, ma ho ricevuto un affetto e un sostegno da parte degli studenti che non avrei mai immaginato e ho deciso, per ora, di continuare con lo stesso amore.

Sicuramente, è stato importante non immettermi sul mercato solo come “Dott.ssa Nome Cognome – Psicologa”, ma inventare un marchio che rappresentasse l’attività, in questo caso didattica. All’epoca non sapevo cosa fosse un brand, forse ho evitato il nome e cognome solo…per timidezza, non ero ancora consapevole dell’importanza del naming.

Il brand in sintesi è questo: individuare un’attività specifica, darle un nome, possibilmente anche un logo (che io feci semplicemente con i font di Word) e un colore distintivo, un’identità. Creare un brand è ciò che faccio oggi quando aiuto i giovani neoabilitati ad avviare la professione. Non è così facile, ma oggi ci sono molte risorse per addentrarsi nel branding :).

La più grande risorsa è Gioia Gottini. Se Stefano è il padre virtuale del mio “bambino”, Gioia è la mamma, imprenditrice creativa, delicata e nello stesso tempo vulcanica nelle sue idee.

Per crearti una base di concetti di branding e di marketing, non aggressivo, ma dolce e perfetto per una donna in proprio, puoi leggere il suo blog da qui. Ogni articolo ti fornirà ispirazione e idee pratiche. Il suo blog è un vero e proprio master a costo zero! E’ fantastica, di grande ispirazione, non ho parole per descriverla :D.
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Se invece preferisci fare un percorso più strutturato, step-by-step, per creare il tuo brand e avviare la tua attività, suggerisco il suo e-book, che puoi acquistare da Amazon.

Ho conosciuto Gioia di persona dopo 2 anni di collaborazione alla Rete al Femminile, al Freelance Day di Torino 2015. Ecco una foto del panel sull’imprenditoria femminile.

Gioia è la prima a sinistra, coi capelli ricci, poi c’è Elena Augelli, attuale coordinatrice della Rete al Femminile di Torino, poi ci sono io che ho parlato della Rete al Femminile di Roma, poi vicino alla tenda arancione c’è Carlotta Cabiati, attuale vice Presidente dell’Associazione Nazionale Rete al Femminile.

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Panel sull’imprenditoria femminile al Freelance Day 2015 di Torino, dove ho parlato della Rete al Femminile e di 110elode.Net

Fare Rete con altri professionisti

Cos’è la Rete al Femminile? Per lavorare come libera professionista, è importante crearsi una rete di relazioni, per attivare collaborazioni che possano diversificare le entrate e per sostenersi a vicenda, date le continue difficoltà che tutte le libere professioniste si trovano ad affrontare.

Gioia Gottini ha fondato la Rete al Femminile, oggi diventata associazione nazionale, presente in diverse città, che riunisce appunto le donne che lavorano in proprio. Ogni città ha il suo gruppo Facebook, con una coordinatrice che in più organizza l’incontro mensile dal vivo. Qui trovi l’elenco delle città in cui è presente la Rete al Femminile. 

Io coordino la Rete al Femminile di Roma e in questa intervista ho raccontato a Dol’s come funziona. Ogni rete ha una sua identità, legata al suo territorio, cerca la rete nella tua città :).

Gestire sito, blog e social network

Un altro sito di grande aiuto per chi lavora in proprio è C+Bla Casa + Bottega delle imprenditrici creative italiane. Nella colonna sinistra, c’è il menù degli articoli, tutti molto pratici e pinky, cioè scritti in uno stile femminile, che mescola serietà e glitter.

E’ nato da un’idea di Francesca Marano, che ha un blog con altri consigli utili per donne che lavorano in proprio. Gli articoli sul brand e sul marketing di C+B aiutano a creare una base e familiarizzare con termini-chiave come appunto “brand” e “blog”. Per la gestione dei social network, sempre con l’inconfondibilie stile pinky, suggerisco la social media manager Enrica Crivello.

Podcast gratuiti per aggiornarsi

Visto che, per una serie di motivi, mi trovo spesso su treno, metro o ad aspettare tempi biblici alla fermata dell’autobus, sto cercando di ottimizzare questi tempi, ascoltando podcast di formazione. Ho scaricato un’app gratuita sul cellulare, da Google Play, si chiama PodcastAddict.

All’interno, puoi ascoltare i podcast di Italianindie, che ha anche un sito, con risorse gratuite preziosissime per avviare un’attività e gestire la presenza online, che oggi è importante anche se vuoi lavorare solo in studio nella tua città (perché i tuoi clienti cmq prima ti cercheranno online). Altri podcast sono quelli di Strategia Digitale e di Business Tribe.

Formazione online per psicologi con webinar e guide gratuite

Inoltre, c’è un portale di formazione per psicologi, con cui collaboro come docente e per cui scrivo guide gratuite online. Qui trovi il mio profilo con le guide che ho scritto (purtroppo non ho il dono della sintesi :P). A ottobre terrò due webinar intensivi a un costo minimo per chi vuole lavorare nei Disturbi Specifici dell’Apprendimento. 

Breve riepilogo

  1. Basi per il marketing dello psicologo: i file storici di HumanTrainer
  2. Basi per il brand: il blog di Gioia Gottini o il suo ebook.
  3. Basi per presenza online e gestione attività: C+B
  4. Podcast e strategie: Italianindie, Strategia Digitale, Business Tribe
  5. Guide per psicologi su Psicologi @ Lavoro

Se hai domande, scrivi qui sotto oppure attraverso il modulo di contatto del sito.

Buon lavoro! Stella – Psicologa e tutor 110eLode.Net

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Aiuto i laureati in Psicologia a preparare l'Esame di Stato. Scrivimi a tutor@110elode.net

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