Per chi ha l’orale dell’Esame di Stato di Psicologia, ecco alcune delle principali novità della Legge Bersani, che potrebbero essere chieste:

1) abolizione dell’obbligatorietà dei minimi tariffari. Attenzione! Questo non equivale a dire che “è stato abolito il tariffario”. Il tariffario esiste, è stato ridenominato “Nomenclatore delle prestazioni dello psicologo”, puoi scaricarlo dal sito di qualsiasi ordine regionale e riporta l’elenco delle attività che può svolgere lo psicologo, insieme alle tariffe minime e massime orientative (NON obbligatorie).

Il Nomenclatore è un importante documento, un punto di riferimento condiviso da tutti gli psicologi, per orientarsi su quanto farsi pagare, soprattutto se sei all’inizio e hai difficoltà a quantificare il tuo servizio.

Dopo la Legge Bersani, è stato aggiornato l’art. 23 del codice deontologico, specificando che il compenso va pattuito con il cliente all’inizio della presa in carico.

Nel 2012, con il Decreto Monti, detto anche “Cresci Italia”, è stata abolita anche l’obbligatorietà dei massimi tariffari. Attenzione! Questo non significa che ciascuno è libero di stabilire la tariffa che vuole, svendendo colloqui a 5 euro.

Le tariffe, anche se liberalizzate, devono cmq rispettare il decoro e la dignità della professione, come indicato dall’art. 2 del codice deontologico degli psicologi. Quindi non si è totalmente liberi di scegliere il compenso che si vuole. I vincoli deontologici continuano a esistere.

2) liberalizzazione della pubblicità. Attenzione! Questo non equivale a dire che ciascuno può farsi pubblicità come vuole, dove vuole e quando vuole. La pubblicità dello psicologo è un servizio di informazione chiara e trasparente. Non è un insieme di tecniche di persuasione all’acquisto.

L’.art. 40 del codice deontologico elenca anche le informazioni che si possono comunicare, secondo i principi di trasparenza e veridicità.

La pubblicità, oltre a rispettare le norme deontologiche, il decoro, la dignità, la veridicità e la trasparenza, deve anche rispettare i regolamenti di ciascun ordine regionale. Infatti,ogni ordine regionale può disciplinare la pubblicità con un apposito regolamento, per, stabilire quando occorre un nulla osta, cosa richieda un’autorizzazione, ecc.

Si tratta di regolamenti specifici e diversi per ciascuna regione. Quindi non si è liberi nel fare pubblicità come si vuole: occorre consultare e rispettare il regolamento del proprio ordine regionale, oltre che rispettare decoro professionale e avere come obiettivo di dare informazioni corrette, non di spingere all’acquisto .

Attenzione quindi alle semplificazioni divulgative!

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Ho realizzato il 1° Kit di Preparazione per l'Esame di Stato, con cui ho aiutato ormai 10 generazioni di psicologi ad abilitarsi. Se serve aiuto, scrivimi a tutor@110elode.net