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L’orientamento inteso come approccio psicoterapeutico dei commissari dell’Esame di Stato di Psicologia è una preoccupazione ricorrente negli studenti . Quindi ci vuole più di un articolo per questo “scottante” argomento. Ne ho scritti 3. Ecco il secondo.


La commissione non è una setta, dove tutti hanno lo stesso orientamento

In questo post avevamo iniziato a parlare dell’orientamento delle commissioni dell’Esame di Stato di Psicologia.

Oltre al fatto che non tutti i membri delle commissioni debbano seguire per forza un orientamento, un altro aspetto importante è questo: è pressoché impossibile che tutti i membri della commissione abbiano lo stesso orientamento.

Sarebbe una setta satanica, non una commissione di Esame di Stato di Psicologia. E’ vero che questa incredibile combinazione, con tutti i commissari dello stessissimo orientamento, può verificarsi. In fondo, sotto questo cielo, tutto può verificarsi. Ma si tratterebbe davvero di un evento più raro della congiuntura astrale tra tutti i pianeti e i satelliti.

Non esistono commissioni “cognitiviste”, “psicodinamiche”, “sistemiche”, ecc.

Non esistono commissioni “cognitiviste”, “psicodinamiche”, “sistemiche”, ecc.

Ogni singolo commissario avrà il suo orientamento. Non si sa chi correggerà il tuo compito, qual è il suo orientamento e che percezione avrà del lavoro che hai svolto. Né il commissario valuterà in base a quanto sia conforme al suo orientamento.

Esistono più di 500 approcci psicoterapeutici

L’Esame di Stato non è una prova di corrispondenza tra l’orientamento dello studente e quello dei commissari, anche perché non è un esame di psicoterapia.

Tra l’altro sono stati conteggiati, finora, più di 550 approcci terapeutici! Senza contare gli approcci integrati o le suddivisioni interne agli approcci: cognitivisti puri, cognitivo-comportamentali standard, cognitivo-costruttivisti post-razionalisti…

Sarebbe impossibile apprenderli tutti e poi, in sede d’esame, adottare l’approccio che si presume essere quello dello specifico commissario che correggerà il tuo compito.

L’Esame di Stato non è un Esame di Psicoterapia

Anzi, proprio perché questo non è un esame di psicoterapia, inquinare il compito, filtrandolo attraverso un approccio, a meno che non sia richiesto, può essere interpretato dai commissari come indicatore della confusione tra ruoli di psicologo e psicoterapeuta, quindi motivo di bocciatura per alcuni di loro.

Leggi anche il primo articolo e il terzo articolo sull’orientamento dei commissari dell’Esame di Stato di Psicologia

Altri suggerimenti per l'EdS:

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Ho realizzato il 1° Kit di Preparazione per l'Esame di Stato, con cui ho aiutato ormai 10 generazioni di psicologi ad abilitarsi. Se serve aiuto, scrivimi a tutor@110elode.net