In ogni scaletta di progetto c’è sempre un paragrafo teorico e un paragrafo pratico.  

Il paragrafo teorico

Il paragrafo teorico è chiamato in mille modi: premessa teorica, modello teorico, cornice teorica, riferimento teorico, ecc. Una volta è stato chiamato anche “descrivi le dimensioni psicologiche del comportamento in oggetto”. Si tratta sempre del paragrafo teorico.

Lo psicologo, infatti, come impone il Codice Deontologico, qualunque cosa faccia, deve farla in base a una teoria scientifica e validata. Non può farla improvvisandosi o in base a sue opinioni o convinzioni personali.

Può agire solo in base a teorie che modellizzano la realtà, cioè formulano una descrizione/spiegazione scientifica di un problema, di un fenomeno, di un comportamento.

Quindi in ogni progetto c’è sempre un paragrafo teorico, che serve a dimostrare che conosci teorie psicologiche sul problema indicato nella traccia, che hai una conoscenza teorica specialistica o almeno che sai leggere la realtà attraverso categorie psicologiche.

Ad esempio, se si tratta di un progetto di prevenzione delle tossicodipendenze, il paragrafo teorico potrà essere dedicato alle teorie sulla tossicodipendenza. Se è un progetto sui disturbi dell’apprendimento, il paragrafo teorico sarà dedicato alla descrizione di questi disturbi.

Se non esistono teorie (perché non non esiste una teoria per ogni problema) o non te le ricordi, puoi comunque dedicare il paragrafo teorico a una descrizione del problema in termini psicologici, cioè riflettendo su pensieri, emozioni e comportamenti.

Ad esempio, se non ricordi o non conosci teorie sulla tossicodipendenza oppure se non ci fossero, puoi comunque dare una descrizione psicologica della tossicodipendenza: quali possono essere le motivazioni che spingono a drogarsi, quali le emozioni provate prima e dopo l’assunzione di droghe, quali effetti possono avere le droghe sui comportamenti e sulla vita di chi le assume.

Non serve reperire queste informazioni già pronte su testi e riassunti: puoi ricavarle riflettendoci.

Stai per diventare uno psicologo e riflettere su pensieri, emozioni, motivazioni e comportamenti è alla base di tutto. Non occorre neanche scrivere un trattato, ma solo evidenziare in sintesi che hai dato una lettura psicologica del problema.

Il paragrafo metodologico 

Poi c’è sempre anche un paragrafo pratico. E’ quello generalmente definito metodologia, oppure Metodologia e attività, oppure Cornice metodologica, oppure Fai e procedure, ecc. oppure con mille altri nomi.

Si tratta sempre del paragrafo pratico, quello in cui scrivi cosa farai concretamente come psicologo. In questo paragrafo elenchi e descrivi le attività previste, specificando chi le fa, come si svolgono, quanto durano. Spesso si richiede anche di specificare gli strumenti che si usano.

Tutte le attività devono essere coerenti tra loro. Per garantire questa coerenza, vengono inscritte entro una comune cornice pratica, che è appunto la metodologia. Quindi il paragrafo della metodologia è quello in cui puoi prima descrivere una metodologia specifica (ne esistono migliaia) che fornisce allo psicologo una serie di attività da organizzare, e poi passi ad elencare e descrivere, nello specifico, le attività.

 

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Aiuto i laureati in Psicologia a preparare l'Esame di Stato. Scrivimi a tutor@110elode.net

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