All’orale dell’Esame di Stato di Psicologia, spesso viene chiesto di raccontare del proprio tirocinio. Ci sono cose che è preferibile non dire, perché potrebbero infastidire qualche commissario?

Ad esempio, se durante il tirocinio ti sei trovato a somministrare da solo un test, uno strumento di valutazione o a svolgere da solo un’attività, e lo riferisci all’orale, questo può infastidire alcuni commissari come può gratificare altri. I commissari non sono tutti uguali, sono esseri umani, non sono robot, quindi ognuno di loro reagisce a modo suo.

Neanche la legge è chiara riguardo a quello che un tirocinante possa o non possa fare. E poi le leggi non sono matematica: possono avere varie interpretazioni. Ogni tutor e ogni professore la pensa diversamente e interpeta a modo suo la legge.

Quindi, come regolarsi all’orale? Puoi dire che hai somministrato questo o quell’altro strumento? Che hai fatto questa o quell’altra attività, che è un po’ in una “zona grigia” o hai dubbi che possa essere svolta dal tirocinante?

Purtroppo, nessuno potrà dare una risposta a queste domande. La risposta può cambiare in base al prof che ti fa l’orale: alcuni sono più integralisti e per loro il tirocinante può fare solo osservazione, non può fare null’altro, neanche respirare, se non sotto supervisione.

Secondo altri prof, il tirocinante, per poter imparare, deve fare tutto da solo, dal colloquio clinico con il paziente al test di Rorschach, e la supervisione deve riceverla solo dopo aver fatto da solo e aver avuto un contatto diretto e autonomo con quell’attività, altrimenti non avrebbe senso e non si dovrebbe chiamare “tirocinio”.

Poi ci sono mille sfumature intermedie.

Nessuno potrà mai sapere cosa ne pensa prof che ti fa l’orale e in quale categoria si collochi. Quindi nessuno potrà dire se quel test quell’altro o quello strumento o quella tecnica (anche se è semplice, anche se la fanno anche gli educatori, anche se….ecc.), durante tirocinio possa essere fatta o meno. Conta l’opinione conta del prof che ti interroga e di come interpreta la legge, perché solo lui ha il potere di abilitarti o meno.

Visto che non c’è una risposta assoluta, secondo me, è meglio optare sempre per comportamenti prudenti. Non è il caso di rischiare.

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Aiuto i laureati in Psicologia a preparare l'Esame di Stato. Scrivimi a tutor@110elode.net

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