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Esame di Stato di Psicologia: strategia low-cost in 4 passi


No, non serve acquistare nessun libro

E’ vero che ormai si sono scatenati tutti a scrivere manuali per l’Esame di Stato di Psicologia, a tenere corsi di preparazione, a realizzare materiali, scimmiottando la denominazione kit che ho inventato nel 2008 (Google ne è testimone!) e che è stata poi rilanciata ovunque, da giovani che si immettevano su mercato come tutor dopo l’abilitazione e da case editrici.

Nessun materiale è necessario. No, neanche il mio kit, quello originale. Lo dico pensando soprattutto a chi, come me, ha sempre avuto difficoltà economiche. Magari pensa che senza quel kit, senza quel libro che tutti consigliano, non riuscirà a superare l’esame di stato. E magari cerca di procurarselo illegalmente.

Ma tutto il materiale del mondo, è qualcosa in più. Non è un bene didattico primario. 

Già le tasse d’esame, in alcune sedi, sono salatissime. Almeno le altre spese si possono tagliare. Oggi, con tutte le possibilità che ci sono, ben superiori rispetto a quelle disponibili per chi, come me, preparava l’Esame di Stato di Psicologia più di 10 anni fa, ci si può preparare a costo zero.

Preparazione low-cost in 4 passi

1) Recupera dal tuo scaffale i tuoi libri universitari

Recupera i tuoi libri universitari di Psicologia generale, sociale e dello sviluppo. Recupera anche a un libro specifico per il tuo indirizzo, ad esempio il libro di Psicologia Clinica, di Psicopatologia dell’Età evolutiva o di Psicologia del Lavoro.

Questi libri saranno la tua base, una base che tu conosci, perché l’hai già studiata. Quindi ti sarà familiare lo stile. Ti ricorderai delle sottolineature che hai fatto. Riaffioreranno le tue conoscenze. In fondo ri-apprendere è più facile e veloce che apprendere.

“Stella, non posso farlo! Ho buttato i miei libri universitari/li ho rivenduti/li ho persi/li sto usando come gamba per il tavolo traballante!”

Ok, puoi andare in biblioteca e cercare quei manuali.

“Stella, non posso! Abito sul pianeta Pirupiru-42 (questo è un omaggio a Monty, ndr) e qui non ci sono biblioteche nel raggio di 2000 anni luce!”

Ok, puoi andare su Google Book, cercare un qualsiasi manuale di quelli indicati. No, non preoccuparti, non serve memorizzarli da cima a fondo come per un esame universitario. Ecco come studiarli. 

2) Selezionare alcuni contenuti

Puoi utilizzare quei libri iniziando dall’indice, poi selezioni una o due teorie per ogni capitolo e le arricchisci, cercando l’argomento su stateofmind.it, un sito affidabile dove vengono riassunte in italiano teorie, congressi o ricerche scientifiche pubblicate in inglese.

Se te la cavicchi con l’inglese, puoi studiare direttamente dalle fonti, cercando gli argomenti su Medline o Researchgate. Sennò amen, ormai ci sono tantissimi siti anche affidabili in italiano per approfondire qualunque argomento.

Il lavoro di ricerca, confronto e integrazione, renderà attivo l’apprendimento. Infatti, è vero che ormai sono disponibili anche temi pronti. Ma non puoi memorizzarli e riproporli all’Esame di Stato di Psicologia. Sennò ti trovi il compito uguale a quello di qualcun altro. Il prof non sarà contento di questo.

In più, senza il lavoro attivo, sarebbe faticoso memorizzare. Ne ottieni un apprendimento acritico e passivo, deleterio per l’Esame di Stato.

3) Focalizza massimo 20 teorie

Non servono milion di teorie, ma 20, collegate con strumenti di valutazione e interventi, che poi ti saranno utili anche per seconda e terza prova. Non caricarti di nozioni, nomi e dettagli. Nel 99% dei casi, neanche i commissari li conoscono. Non sono tuttologi. 

Attenzione alla deriva nozionistico-ossessiva, che rende la preparazione lunga, pedante (sì, non pesante, ma proprio pedante!) e folle.

Non serve sapere milioni di cose. Anzi, più vai ad affastellare roba, più la mente si irrigidisce. Una volta creata la tua rosa di teorie, strumenti e interventi, snella e significativa per te, fatta di teorie che hai scelto e che ti risuonano, che non fai fatica a ricordare perché le trovi significative per te, allora passa al punto 4.

4) Sviluppa la flessibilità

Scarica le tracce passate, ma non solo quelle della tua sede! Poi allenati ad adattare quella rosa di 20 teorie, a tutte le richieste delle tracce, allenandoti a scalette diverse, denominazioni diverse, richieste specifiche. Continua così.

E basta, non ti serve altro.

Altri suggerimenti per l'EdS:

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Scrivimi a tutor@110elode.net