Prima di entrare nel merito del contenuto, il progetto viene corretto “a colpo d’occhio”.

Già il primo impatto con il compito svolto, può influenzare il giudizio di chi lo legge, anche solo inconsapevolmente, per i meccanismi percettivi che sono attivi in qualunque essere umano, incluso il commissario che legge il tuo progetto.

Ecco 3 aspetti a cui fare attenzione:

1) la tua scrittura: è chiara, ordinata e ben leggibile? Poiché non sempre il commissario può sforzarsi di decifrarla. Ha tanti compiti, con scritture diverse, meglio facilitargli l’ardua impresa di correzione 😉

2) la struttura: il tuo progetto è scritto come un flusso continuo, come un tema, oppure è ben suddiviso in paragrafi, ciascuno con un titolo?

Già a colpo d’occhio si nota se il progetto risponde esattamente alla scaletta della traccia, sviluppando tutti i punti richiesti, nell’ordine in cui sono richiesti, rispettando la denominazione dei paragrafi fornita dalla traccia.

Attenersi rigorosamente alla traccia è un fattore importante per molti commissari e si vede “a occhio” se c’è corrispondenza tra la traccia e lo svolgimento, predisponendo in positivo o in negativo chi corregge il compito.

3) le proporzioni: alcuni commissari fanno caso anche alle proporzioni tra i paragrafi. Ovviamente, alcuni punti saranno più sintetici, come gli obiettivi specifici, altri più approfonditi, come il modello teorico, però secondo alcuni commissari è importante che non ci siano sproporzioni troppo grandi  tra i vari paragrafi, sempre considerando che ovviamente non è possibile sviluppare tutti i punti nella stessa misura.

E’ vero che non correggono col centimetro, ma a volte aleggiano ancora questioni post-edipiche e post-freudiane di lunghezza e amenità simili, quindi meglio dare l’idea di uno svolgimento equilibrato, senza sbrodolare per allungare parti che hanno vocazione ad essere trattate in modo più sintetico o viceversa.

Cartoon cute detective investigate with brown coat and eye glassQuesti aspetti molto “visivi” sono validi anche per le altre prove, opportunamente adattati. Ad esempio, anche nel tema, alcuni commissari fanno caso alle proporzioni e vogliono un tema bilanciato, che dedichi lo stesso spazio alla parte teorica e a quella applicativa.

Non sono certo regole assolute, perché all’esame di stato di psicologia non ci sono regole assolute. Altrimenti sarebbe un esame di matematica, basterebbe applicare algoritmi per garantirsi la promozione e per capire se si sta facendo il compito bene o male, ma purtroppo non ci sono certezze.

Ogni singolo commissario, essendo una persona umana, ha inevitabilmente i suoi personali criteri, che rendono la valutazione di un compito in qualche misura sempre soggettiva.

Però proprio per questa enorme variabilità e imprevedibilità nella valutazione, meglio essere prudenti. 

Fai del tuo meglio, giustificando ogni scelta, spiegando, per ogni fase del progetto, perché la svolgi, cercando di prevenire ogni contestazione, con la consapevolezza di non poter controllare sempre tutte le variabili in gioco e che l’arbitrio di chi corregge troverà sempre un pertugio in cui insinuarsi…un po’ come nella professione.

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Aiuto i laureati in Psicologia a preparare l'Esame di Stato. Scrivimi a tutor@110elode.net

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