Esame di Stato Psicologia a Padova 2014: sono davvero cambiate le prove?

Proviamo a comprendere la questione al di là di generalizzazioni pericolose o inutilmente ansiogene.

La commissione 2014 del’Esame di Stato di Psicologia a Padova ha scelto di richiedere i contenuti che generalmente si chiedono nella prova di progetto e del caso clinico sotto un’altra forma, diversa da quella “tradizionale” e tra l’altro semplificata rispetto a quella della maggior parte degli anni precedenti.

Non si è trattato del classico progetto con i paragrafi da sviluppare o del classico caso clinico che iniziava con “Maria, 28 anni, non esce di casa… fai un’ipotesi diagnostica”.

Si trattava di prove discorsive, di focalizzazione di un contenuto teorico (un problema, una patologia, ecc), affiancato alla focalizzazione di un contenuto pratico (uno strumento, un intervento, ecc). Una sorta di tema con teoria e metodologia di valutazione e/o di intervento.

Esame di Stato Psicologia a Padova 2014: stessi contenuti, ma in contenitori diversi

La struttura del progetto e del caso clinico dell’Esame di Stato di Padova 2014 era molto meno rigida rispetto a una scaletta di punti da svolgere, molto più semplificata e anche meno a rischio di contestazioni.

I contenuti richiesti, alla fine, erano sempre i soliti, quelli che fanno parte di una classica preparazione per la prova di progetto e del caso clinico dell’Esame di Stato di Psicologia, cambiava soltanto la forma.

Nell’Esame di Stato di Psicologia a Padova 2014, ci ha studiato rigidamente, rimanendo vincolato ad aspettative e a forme precostituite, non ha saputo esporre i contenuti sotto quella veste, ma erano gli stessi contenuti.

Cambiava solo il contenitore, ma quello può cambiare sempre, a discrezione delle commissioni.

Il Ministero non ha mai imposto il tema alla prima prova, il progetto alla seconda e il caso clinico alla terza. Sono solo tradizioni, non regole. In quanto tradizioni, ciascuna commissione è libera di seguirle o meno.

Esame di Stato Psicologia a Padova 2014: cause delle difficoltà

Il cambiamento della forma, nonostante non fosse cambiata la sostanza, ha destabilizzato molti, soprattutto quelli che hanno avuto un approccio contenutistico allo studio, vincolato a specifiche modalità di svolgimento, senza la dovuta flessibilità richiesta sia dall’Esame di Stato di Psicologia sia poi dallo svolgimento della professione di Psicologo

Se si studia con il giusto approccio, e non come un esame universitario nozionistico e mnemonico, si riesce a svolgere il compito, a prescindere dalla struttura specifica e imprevedibile in cui verranno richiesti i contenuti da una specifica commissione in una specifica sessione.

Ciascuna commissione sceglie come strutturare le prove: non si può prevedere mai con certezza, perché appunto in ogni sessione i commissari si regolano come preferiscono.

Lo stesso accade nella professione: spesso gli stessi contenuti vengono comunicati dai pazienti in modo diverso. Lo psicologo è flessibile e quindi sa sintonizzarsi con i diversi codici di comunicazione dei clienti.

Ciò che è importante, dunque, è non rimanere prigionieri di uno schema di svolgimento, ma individuare alcuni contenuti-jolly e saperli adattare flessibilmente alle richieste della traccia, che possono sempre variare nella forma, nei modo più inaspettati.

 

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Ho realizzato il 1° Kit di Preparazione per l'Esame di Stato, con cui ho aiutato ormai 10 generazioni di psicologi ad abilitarsi. Se serve aiuto, scrivimi a tutor@110elode.net

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