Da alcuni anni è in corso una migrazione di massa verso le sedi dell’Esame di Stato di L’Aquila e Chieti.

Sarà per respirare l’aria fresca del Parco Nazionale d’Abruzzo?

Per l’emozione di avvistare l’orso marsicano?

O forse per assaporare la bontà degli spaghetti alla chitarra?

No… perché corre voce che siano sedi “facili”, con tracce semplici e pochi bocciati.

Alla faccia dei temi semplici e dei pochi bocciati: nel 2013 alla prima prova a L’Aquila ci sono stati il 25% di bocciati, cioè 1 candidato su 4, cassato impietosamene già al primo colpo. E meno male che doveva essere una “passeggiata di salute nella natura”. E da quella sessione in poi è stato un crescendo di bocciature.

Purtoppo è inutile e dannoso generalizzare: tutto dipende dalle commissioni, che cambiano ogni anno. Anzi, dai singoli commissari, perché inevitabilmente la correzione delle tracce resta più o meno soggettiva e discrezionale, anche quando i commissari concordano criteri condivisi di correzione. Perché, in fondo, sono esseri umani, non robot.

Tra l’altro, i commissari, che non sono certo scemi, hanno capito che tutti vanno lì, in Abruzzo, non per le bellezze naturalistiche e le prelibatezze gastronomiche che offre, ma pensando che l’Esame di Stato sia facilmente passabile.

Di certo nessuno ama essere preso in giro, quindi è presumibile che questo flusso migratorio stia facendo alzare la soglia dell’attenzione e della severità dei commissari che “bazzicano” in quelle sedi.

In fondo la stessa psicologia ci dimostra che tutto è soggettivo, che il comportamento non è prevedibile e che i pregiudizi sono distorsioni della percezione e del pensiero.

Quindi, come si fa: visto che l’Abruzzo non è più il paradiso dell’Eds facile, si cerca l’ennesima alternativa più facile, si va in massa, si viene cassati e poi si cerca l’alternativa dell’alternativa? E così via, a turno, si provano le sedi di moda o che risultano di volta in volta “facili”?

Non è consigliabile scegliere la sede d’esame in base a pregiudizi, leggende metropolitane sulle sedi presunte facili o difficili o generalizzazioni basate su quello che ha fatto una commissione in una sede in una sessione, perché alla sessione dopo, con una commissione nuova, tutto cambia e tutto  è di nuovo un’incognita.

Vai pure in Abruzzo per un piatto di spaghetti alla chitarra (sono ottimi!) o per un trekking nel parco (i panorami sono meravigliosi e puoi anche avvistare i caprioli!), ma non perché, in base a presunti calcoli e congiunture astrali, risulta la sede “più facile”.

Le brutte sorprese sono in agguato.

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Aiuto i laureati in Psicologia a preparare l'Esame di Stato. Scrivimi a tutor@110elode.net

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