Non esistono manuali “classici” per l’esame di Stato di Psicologia. Si tratta di un esame di abilitazione, quindi da impostare diversamente da un esame universitario.

In tutte le prove, c’è sia una “quota” i contenuti da sapere, sia una quota di strategie di svolgimento. Né i contenuti, né le strategie sono prestabilite, fisse e rigide. Riguardo ai contenuti, visto che, come stabilisce il Ministero, possono spaziare tra tutti gli infiniti settori psicologici, occorre individuarne alcuni “jolly”, strutturarli in un certo modo (non mnemonico/nozionistico) e sviluppare poi la flessibilità di adattarli di volta in volta alle richieste della traccia, anche quando i termini usati dalla traccia non corrispondono a quelli con cui sono stati studiati gli argomenti.

Riguardo alle strategie, si tratta di modalità didattiche per sviluppare le richieste delle tracce, utilizzando la rosa di argomenti-jolly per coprire anche richieste e argomenti che non rientrano nella “rosa” di argomenti studiati e che possono essere richiesti dalle tracce in varie forme, anche imprevedibili.

Forse sembra complicato, ma non lo è. E’ semplicemente diverso rispetto al modo di studiare universitario, più vicino alla pratica, come richiesto da un esame di abilitazione. Se per “manuali classici” si fa riferimento ai manuali universitari di psicologia generale, sociale, sviluppo, psicopatologia, ecc,qualunque manuale va bene, per attingere i contenuti di base, che poi vanno organizzati e utilizzati però in un certo modo, che può cambiare da sessione a sessione, adattandosi al cambiamento continuo dei gusti dei commissari e dei loro criteri di valutazione.

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Aiuto i laureati in Psicologia a preparare l'Esame di Stato. Scrivimi a tutor@110elode.net

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