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Tesi Triennale Psicologia: gli argomenti possono essere scelti dal laureando, ma talvolta sono assegnati dal relatore. In ogni situazione ci sono vantaggi e svantaggi.


Tesi Triennale Psicologia: argomenti proposti da te e accettati dal relatore

Può essere sempre opportuno presentarti dal relatore con una proposta di  un argomento da sviluppare, che dovrà essere molto focalizzato.

1) circoscrivere un argomento da proporre

La tesi triennale non è un trattato sui massimi sistemi, lo spazio è anche poco, quindi occorre circoscrivere un aspetto molto specifico di un argomento. Ad esempio, l’argomento “il disturbo borderline di personalità” non si presta ad essere trattato in una tesi triennale, perché troppo ampio e dispersivo. E’ meglio ritagliare un contenuto specifico, ad esempio: “la funzione riflessiva nel disturbo borderline di personalità” oppure “la valutazione dell’impulsività nel disturbo borderline di personalità”.

2) scegliere un argomento utile per lavorare dopo la laurea

Se il relatore ti lascia libertà di scelta sull’argomento della tua tesi,  puoi scegliere in base ai tuoi interessi o ai tuoi obiettivi professionali, ma sempre orientandoti su argomenti coerenti con l’insegnamento del tuo relatore. Ci sono tesi, infatti, che servono anche per lavorare, che possono essere trasformate in brevi manuali o in dispense per corsi e che possono quindi aiutare anche nella ricerca del lavoro.  E’ quindi astuto scegliere bene, se si ha la possibilità di farlo, individuando un argomento focalizzato e pratico, che poi tu possa giocarti bene anche in vista del lavoro ;).

Tesi Triennale Psicologia: argomenti imposti dal relatore

Talvolta, anche proponendo un argomento al relatore, egli non ti concede di trattarlo, perché è già impegnato in alcune ricerche su altri argomenti. In questi casi, è possibile che ti coinvolga in queste sue ricerche, assegnandoti un argomento su cui lui sta lavorando con i suoi collaboratori e su cui gli servono approfondimenti.  Ci sono vantaggi e svantaggi in questa situazione.

1) vantaggio: il relatore ti guida

è possibile, infatti, che essendo un argomento di suo interesse, il relatore sappia indirizzarti meglio, consigliarti i libri e gli articoli da consultare e ti suggerisca anche la suddivisione dei capitoli. Non sarai quindi abbandonato a te stesso, come spesso succede durante la tesi, per poi essere “mazzuolato” al momento della correzione.

2) vantaggio: il relatore ti propone un dottorato

Se il relatore ti assegna una parte della ricerca che lui sta svolgendo, se sarai molto bravo a svolgerla, è possibile che dopo la tesi, il relatore ti coinvolga ancora sua ricerca o ti proponga un dottorato retribuito.

3) svantaggio: il relatore ti sfrutta, senza neanche consigliarti

Altre volte, capita che il relatore “deleghi” al laureando l’individuazione e l’elaborazione di materiale che poi sarà funzionale alla sua ricerca, sfruttando il povero tesista, torchiandolo, senza però chiarire cosa vuole, senza darti nessuna indicazione. Il laureando non solo deve smazzarsi da solo, ma deve anche cercare di indovinare cosa gradisca il relatore.

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Ho realizzato il 1° Kit di Preparazione per l'Esame di Stato, con cui ho aiutato ormai 10 generazioni di psicologi ad abilitarsi. Se serve aiuto, scrivimi a tutor@110elode.net