Quando superi  l’Esame di Stato di Psicologia e  ti iscrivi all’Albo, “cadono” le distinzioni tra indirizzi di laurea, perché per lo Stato italiano risulti uno psicologo e, in quanto tale, sei formalmente autorizzato a svolgere tutte le attività previste dal Nomenclatore delle prestazioni dello psicologo (che sta qui).

Quindi chi proviene dall’indirizzo Lavoro, formalmente può anche occuparsi di clinica e viceversa. Anzi molti cambiano settore o lavorano in settori interdisciplinari, anche perché spesso non sempre nella realtà lavorativa c’è una separazione così rigida tra indirizzi.

Tuttavia, il codice deontologico impone allo psicologo di svolgere solo le attività per le quali ha una una competenza elevata e aggiornata, per garantire uno standard di prestazione elevato, a tutela dell’utente.

Spesso chi proviene dall’indirizzo lavoro non ha una preparazione clinica tale da garantire una prestazione elevata in ambito clinico e quindi è necessario che prima acquisisca conoscenze e competenze approfondite e scientificamente validate. Viceversa per chi viene da una laurea in Psicologia clinica e voglia occuparsi di Psicologia del lavoro.

Anzi, a volte anche chi viene da una laurea in psicologia clinica, spesso non ha una preparazione sufficiente per occuparsi di clinica e deve provvedere comunque a formarsi, aggiornarsi e migliorarsi continuamente.

Non è quindi un problema di forma, ma di competenza.

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Aiuto i laureati in Psicologia a preparare l'Esame di Stato. Scrivimi a tutor@110elode.net

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