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Come ricavare i vantaggi e gli svantaggi delle teorie, se richiesto dalla traccia del Tema?


Trovare i punti di forza e di debolezza di una teoria è una parte critica e di ragionamento del tuo compito.

Ecco 4 punti di debolezza abbastanza standard che puoi ricavare per tutte le teorie.

1) Limite cross-culturale

Quello che dice una teoria, vale per la popolazione a cui appartiene il campione su cui sono state fatte le ricerche, che in genere è un campione occidentale.

Non è detto che il contenuto sia valido anche per popolazioni orientali, tribù africane, amazzoniche, aborigene, ecc.

Quindi occorrerebbe fare ricerche per comprendere come possano variare quei processi in base al contesto socio-culturale.

Ovviamente non si può generalizzare: la teoria di Ekman è cross-culturale, come lo è quella dei Big 5. Ma neanche tanto: sono state testate su varie popolazioni, ma non su tutte.

Ci sono migliaia di popolazioni al mondo, nessun ricercatore le ha campionate tutte. Quindi è un limite citabile in tutte le teorie… importante perché siamo in un mondo multiculturale.

2) Limite di focus

Ogni teoria si concentra su un aspetto del funzionamento.

I tre aspetti principali sono quello emotivo, quello cognitivo e quello sociale: per ora consideriamo solo questi.

Chiediti: su quale aspetto si concentra questa teoria? Su quello emotivo? E allora non approfondisce altrettanto quello sociale, che è altrettanto importante!

Bowlby su cosa si concentra? Sulla madre… quindi non approfondisce il padre, ma è altrettanto importante per lo sviluppo del bambino! Questo non significa che non lo tratti per niente, ma non lo approfondisce altrettanto.

3) Interazione tra processi

I processi non lavorano isolatamente, interagiscono, e bisogna capire come avviene questa interazione.

E da qui viene un altro limite jolly: la teoria in questione non approfondisce le modalità con cui quel processo interagisce con altri, rischiando di isolare quel processo, modellizzandolo così tanto che il suo svolgersi non corrisponde effettivamente a quello che succede nella realtà psicologica, dove c’è un’orchestrazione di processi.

Ciò è dimostrato anche da studi di neurobiologia, perché anche per il gesto più piccolo e insignificante, si attivano sempre centinaia di reti neuronali dislocate su tutto il cervello e che comunicano tra loro.

4) Limite “tecnologico”

Quella teoria si concentra su un processo (memoria, apprendimento, ecc) MA oggi quel processo si svolge anche attraverso le nuove tecnologie, che lo modificano notevolmente, rendendo quindi in parte “limitata” quella teoria.

Esempio: l’apprendimento (che sia comportamentista, costruttivista, ecc): oggi l’apprendimento avviene attraverso nuove tecnologie (consultazione di Google, utilizzo del PC per creare mappe mentali e riassunti, ecc).

Dunque, anche se quella teoria è tutt’ora valida e rappresenta un punto di riferimento anche per gli studi attuali, comunque lo scenario è cambiato, rendendo necessari altri studi che possano evidenziare come quei meccanismi indicati da quella teoria siano stati influenzati da questi dispositivi.

A volte il limite, infatti, non è insito nella teoria, ma è il contesto che, andando avanti e cambiando velocemente, rende “limitate” quelle pur valide descrizioni.


Anche questi suggerimenti jolly non vanno impiegati in modo meccanico, ma valutando se è possibile applicarli alla teoria specifica, e in che misura.

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