Seleziona una pagina

Ecco alcuni strumenti e tecniche che è possibile citare, o evitare di citare, nella prima, nella seconda o nella terza prova.


1) Evitare di citare le tecniche grigie

Nell’ambito applicativo della prima prova oppure nelle attività di 2a e 3a prova, ci sono alcune tecniche “grigie” che sarebbe preferibile evitare di menzionare, perché si prestano facilmente a contestazioni.

Premetto che la dicitura “tecniche grigie” non esiste nella letteratura scientifica, me la sono inventata a scopi puramente didattici.

Cosa sono e quali sono queste tecniche che si potrebbero definire “grigie”?

Sono quelle sospese nel limbo tra il ruolo dello psicologo e quello dello psicoterapeuta, per cui qualcuno le attribuisce a gran voce allo psicologo, qualcun altro con pari ardore reclama che sono riservate allo psicoterapeuta, ed entrambi i contendenti giocano al tiro alla fune, sforzandosi di portare argomentazioni dalla propria parte, con pari forza e abilità dialettica.

E quelle tecniche rimangono in mezzo, e non si sa bene a quale dei 2 professionisti riservarle.

Alcuni esempi di tecniche grigie 

Tra queste vi sono il training autogeno, l’Emdr, l’ipnosi, debrifing e defusing.

Al di là della loro utilità, sono rischiose in sede di Esame di Stato, poiché non c’è una legge dello stato che le considera come esclusive dello psicologo o dello psicoterapeuta o di un altro professionista.

Ci sono solo regolamenti, più o meno formali, più o meno rigidi, ma in ogni caso di carattere privatistico, che possono essere interpretati in modo soggettivo da ciascun commissario.

Un commissario può dire che il training autogeno (o altra tecnica) è profonda e quindi richiede l’abilitazione in psicoterapia.

Un altro può dire che non c’è una legge che impone di essere psicoterapeuta per quella tecnica, quindi può farla anche lo psicologo.

Un altro ancora può avere un’altra opinione.

Come citare queste tecniche?

Visto che non si sa chi corregge il tuo compito e cosa ne pensa, per prudenza, meglio evitare queste tecniche e non complicarsi la vita.

Chi vuole inserire tecniche di rilassamento, meglio se le chiama direttamente “tecniche di rilassamento”, poiché questa è una dicitura presente nel Nomenclatore delle prestazioni dello psicologo, che è un documento ufficiale, quindi non risente dell’arbitrarietà dei singoli commissari (o meglio, la riduce un po’ di più).

Per il resto, conta solo quello che pensa in quel momento quel commissario che corregge il tuo compito.

Magari neanche ci fa caso, ma per non rischiare, è preferibile evitare qualsiasi equivoco o possibile fonte di contestazione.

2) Citare uno strumento jolly: la supervisione

Questo è uno strumento che ancora non viene citato, ma puoi usarlo per prima e terza prova, di tutti gli indirizzi.

Nella prima prova, quando la traccia chiede gli strumenti o gli ambiti, in qualsiasi ambito e qualunque sia l’attività svolta dallo psicologo, puoi dire che per svolgerla in modo efficace, oltre ad aggiornarsi costantemente, è opportuno che periodicamente incontri un supervisore, per due motivi (quelli qui sotto).

La supervisione ha un’utilità pratica

Il supervisore è utile perché è un professionista con elevate competenze ed esperienze, che quindi può suggerire allo psicologo tecniche specifiche, cosa può fare, come superare eventuali difficoltà, ecc.

Quindi gli fa una consulenza specifica, aiutando a prevenire errori e discutendo sul modo più efficace di prendere in carico una richiesta.

La supervisione ha un’utilità emotiva

La supervisione aiuta lo psicologo a elaborare anche le emozioni suscitate in lui dal racconto del paziente/cliente/azienda riducendo il rischio che lo psicologo “immetta” nel setting i suoi contenuti e contamini il percorso con i suoi problemi non risolti.

Anche lo psicologo più “risolto”, in momenti di stress o vulnerabilità, può rischiare di creare questa contaminazione. Il supervisore offre allo psicologo uno spazio per elaborare le sue emozioni e preservare i confini.

3) Citare l’équipe

Fare riferimenti in tutte le prove all’équipe!

Soprattutto nel progetto e nel caso: gli interventi, possibilmente, sono sempre d’équipe.

Citare l’équipe serve anche sottolineare che la realtà o il problema su cui interviene lo psicologo è complesso e richiede un intervento integrato, dove cooperano più professionisti, rispettando le reciproche competenze (come da art. 6 del codice deontologico).

Quanti professionisti convocare?

Nel progetto, questo significa convocare almeno 3 professionisti, perché se ne convochi 2, a qualche prof potrebbero non dare l’idea di équipe.

Se ne convochi 5-6, d’altra parte, per alcuni prof potrebbero essere troppi.

3 è la misura base per dare l’idea di équipe senza eccessi.

Ovviamente è una base di riferimento, poi dipende da mille variabili.

Non è una regola, perché purtroppo a questo esame di regole assolute non ce ne sono, ma può essere un’indicazione.


Anche nel fare riferimento a tecniche e strumenti occorre avvalersi della giusta dose di flessibilità, adattando questi riferimenti alla traccia e al taglio che si intende dare al lavoro.

The following two tabs change content below.
Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Scrivimi a tutor@110elode.net