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Come scrivere il bilancio di competenze iniziale nell’anno di prova, e gli errori da evitare, che ho visto fare da molti insegnanti.  Se hai bisogno di aiuto nel compilare il bilancio, contattami qui.


1) Selezionare 2 o 3 competenze per ciascuna area e concentrarsi su quelle, rispondendo alle relative domande-guida

Un errore frequente è fare riflessioni generali, spesso retoriche, senza rispondere alle domande-guida, che servono proprio a focalizzare tre piccoli blocchi, con riflessioni specifiche su ciascuna competenza, e a non fare un blocco unico e generico su tutte le competenze di un’area.

2) Per ogni competenza, rispondere alle domande-guida, agganciandosi alle proprie esperienze, e non parlandone in astratto, come se fosse una tesina

Ad esempio, se selezioni la “capacità di lavorare in gruppo”, occorre spiegare se senti di possederla e quali precedenti esperienze ti hanno consentito di svilupparla, anche al di fuori della scuola.

Puoi aver acquisito quella competenza anche praticando sport di squadra, basta che descrivi sinteticamente quali aspetti di quell’esperienza ti hanno fatto acquisire quella competenza, che poi hai trasferito in ambito scolastico.

2) Non scrivere opinioni, ma autovalutazioni

Sempre prendendo l’esempio della capacità di lavorare in gruppo, un errore frequente è rispondere con opinioni, invece che con autovalutazioni.

Alcuni insegnanti rispondono che è una capacità importante a scuola, che bisogna saper collaborare con gli altri e lavorare in quadra…

È ovviamente così, ma è banale affermarlo. Né ti viene richiesto se sei d’accordo o meno.

Le domande ti chiedono se tu riconosci di avere quella competenza, in che misura, come l’hai sviluppata oppure perché non hai ancora avuto modo di svilupparla a pieno.

Puoi anche ammettere di non averla ancora sviluppata, perché magari finora hai lavorato come libera professionista, in totale autonomia.

Quindi è una competenza nuova che ti stai impegnando a sviluppare. Non è una vergogna non possederla già.

4) Non scrivere il bilancio come un compito scolastico per fare bella figura con il supervisore

Nel bilancio di competenze non devi dimostrare che sei già Rambo, che hai già tutte le competenze.

Come tutti, hai alcune competenze, grazie alla tua storia, e altre le potrai migliorare, grazie all’anno di prova, che serve proprio a questo.

Anzi, scegliendo di trattare anche competenze che ancora non padroneggi pienamente, acquista senso il percorso di formazione e il peer-to peer previsto nell’anno di prova.

Così nel bilancio di fine anno puoi dire che hai compiuto un progresso, perché prima non avevi questa capacità, perché non avevi avuto esperienze in cui svilupparla, ora l’hai acquisita sul campo, con la formazione, il confronto e la supervisione.

Altrimenti, se parti già proponendo un’immagine di te come perfetta, cosa scriverai nel bilancio intermedio e in quello finale?

5) Non serve scrivere il bilancio di competenze con l’ansia da valutazione, perché non verrà valutato

Il bilancio di competenze non verrà valutato in nessun modo, da nessuno e non influirà su nulla.

Non serve per fare bella figura con il tutor, che a malapena ci butterà un occhio, dato che ha tanto altro da fare, e sa benissimo che il 90% dei bilanci sono un tripudio di banalità retoriche in didattichese, malandati e spesso scaricati, copiati o scambiati tra colleghi di scuole diverse, tanto per adempiere a una formalità.

Lo scopo è chiarire a te stesso il punto di partenza, fare un percorso di miglioramento e arrivare a un risultato, che non coincide necessariamente con il trasformarti in eroe invincibile con il mantello rosso.

È uno strumento di accompagnamento al percorso e di autovalutazione, non di valutazione esterna, quindi sfruttalo per quello che è, perché ti servirà per dopo.

Ti servirà per i successivi adempimenti dell’anno di prova, perché sono collegati a quello che scrivi nel bilancio iniziale.

E servirà dopo l’anno di prova, per prevenire il burnout, perché la professione di insegnante è ad alto rischio di burnout, in quanto dopo l’idealizzazione iniziale, ci si scontra spesso con una dura realtà.

Prendere l’abitudine a osservarsi e a monitorarsi al di là di un giudizio esterno, ti aiuterà a provare meno stress.

Almeno sul bilancio di competenze, puoi scrivere con tranquillità, perché c’è già troppa burocrazia da compilare e a cui invece si darà maggiore attenzione.


Se hai bisogno di aiuto nel compilare il bilancio, piuttosto che scaricarlo e copiarlo, contattami qui ?

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor per studenti lavoratori di Psicologia e TFA. Scrivimi a tutor@110elode.net per aiuto tesi.