Seleziona una pagina

Lo psicologo non risponde alla domanda della persona, ma la sospende, per analizzarla.


Ad esempio: viene una persona e mi chiede di insegnarle le tecniche di rilassamento, perché è ansiosa.

E io non gliele insegno subito, perché devo analizzare la domanda, capire una serie di cose che poi portano a ridefinire la domanda stessa.

Probabilmente questo crea una frustrazione nella persona!

E’ probabile che vada via, magari da un coach, un counselor, ecc, che in molti casi non fa l’analisi della domanda, ma “scodella” quello che uno gli chiede.

“Vuoi le tecniche di rilassamento? Eccoti servito”.

A domanda, segue risposta, senza troppi preamboli e analisi preliminari, senza aprire uno spazio di riflessione, di elaborazione, di pensiero, ma passando subito all’azione (o all’agìto, per usare un termine tecnico).

Colludendo così con l’ansia e con l’impazienza, alimentando il pensiero magico e l’illusione che dall’alto, qualcuno possa calare subito uno strumento o una soluzione immediata, privandolo anche del potere su di sé.

Chi si rivolge allo psicologo, ma non tollera la frustrazione di non ricevere subito risposta alla sua domanda, dà cmq informazioni utili su di sé: quali?

E aiuta a capire su cosa lo psicologo può iniziare a lavorare: su cosa?

Tutti spunti per predisporre un intervento personalizzato piuttosto che applicare meccanicamente tecniche prestabilite.

Una volta analizzata la domanda, è il momento di concordare gli obiettivi dell’intervento dello psicologo.

Utilizzando la dicitura di Carli e Paniccia, (2003), si possono distinguere obiettivi ortopedici e obiettivi di sviluppo.

Gli obiettivi ortopedici sono quelli “riparativi”, che cercano di raddrizzare una stortura, di riportare la persona alle condizioni precedenti di buon funzionamento, ma lo psicologo va oltre questo proposito.

Egli formula, piuttosto, obiettivi di sviluppo. Si tratta di evoluzioni e cambiamenti, che procedono oltre il funzionamento precedente, lo rendono più complesso e flessibile.

Gli obiettivi di sviluppo sono poi collegati alla fase di “abilitazione”, attività propria dello psicologo, indicata nell’art. 1 della Legge 56/89, elencata nel Nomenclatore delle prestazioni dello psicologo e che consiste proprio nel supportare la persona nel cambiamento e nell’acquisizione di nuove modalità di funzionamento.


Questo vale in qualunque ambito e per qualunque utenza.

The following two tabs change content below.