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Le firme dei genitori sono necessarie per seguire un minore. Tuttavia, “far firmare il consenso” non è solo un adempimento formale.


Le firme sono importanti per quello che rappresentano, cioè la collaborazione, la consapevolezza, l’assunzione di responsabilità, la comprensione di quello che si andrà a fare e del perché.

Le firme sono l’esito di riflessioni e l’espressione di convinzione, di fiducia e di decisione di impegnarsi in un percorso che si sa essere complesso e dall’esito non prevedibile.

C’è un mondo dietro una firma. L’atto del firmare attiva sempre timore. Quando si tratta di firmare qualcosa, si manifestano sempre resistenze.

Succede ogni giorno che qualcuno suona alla porta e dice che c’è da firmare qualcosa. Si ha sempre timore che ci sia qualche fregatura, quindi si dice “nono, io non firmo niente! Aspetto che torna mio marito e gliene parlo”.

Chissà quanti timori si attivano nei genitori quando devono firmare il trattamento per il figlio? Penseranno: “mio figlio dallo psicologo? Ma allora è colpa mia…verrò giudicato…è malato…”.

La loro firma è importante sì, ma soprattutto perché deve suggellare un percorso di comprensione e una relazione di fiducia.

Se uno dei due genitori non firma, inutile aggirare la questione, andando subito dal giudice e quant’altro. La sua collaborazione è necessaria, perché il bambino ha bisogno del sostegno di entrambi i genitori, anche se separati o divorziati.

Sì, si può andare dal giudice, ma prima occorre anche capire perché un genitore non vuole firmare. Ha un timore? Allora va ascoltato, accolto e tranquillizzato.

Forse non ha ricevuto dal professionista quella minima base di psicoeducazione che lo rende informato e consapevole?

Forse ha pregiudizi, senso di colpa e vergogna, e quant’altro? Allora dovrà essere prima compreso, affinché elabori queste emozioni.

Le firme estorte per doverismo non servono al percorso e al bambino.

Se il bambino ha 2 genitori che hanno firmato, ma che non hanno capito nulla perché non gli è stato sufficientemente spiegato, perché non sono stati rassicurati, le loro belle firme non rappresentano un gran ché, per quanto formalmente necessarie.

A volte poi succede anche il contrario: i genitori non vedono l’ora di firmare, perché così si sentono sollevati da una responsabilità e la scaricano sullo psicologo. Pensano: “una volta che firmo, ci deve pensare lo psicologo, mi deve aggiustare il figlio e me lo deve restituire funzionante”.


Insomma, andrei oltre la questione formale, per quanto necessaria, per capire cosa c’è dietro quella firma, quando è scritta e quando è negata. Perché la pappina giuridica si può imparare facilmente a memoria, ma poi nella pratica?

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Scrivimi a tutor@110elode.net