Seleziona una pagina

Ecco alcuni suggerimenti pratici sulla gestione del tempo e delle emozioni nei giorni a ridosso delle prove d’esame


Ci siamo, mancano pochi giorni all’Esame di Stato.

Come li passerai? Aggiungendo cose, ripassando quelle già studiate, esercitandoti nelle tracce oppure con una sana pausa?

È vero che l’ansia spinge a studiare fino all’ultimo secondo, e ognuno giustamente sa cosa è meglio per sé…

Però, in base a quello che ho visto negli anni, suggerisco di ritagliarsi comunque pause e non arrivare distrutti alla prima prova.

Come gestire il tempo rimanente?

Partiamo da un presupposto: anche passare delle ore con figli/partner/amici/gatti/libri non di psicologia/hobby/cose leggere/ecc, non è una perdita di tempo.

Anzi, può dare energia da immettere poi nello studio e nel compito e una rigenerazione mentale che può far osservare con lucidità gli argomenti.

A volte si rinuncia per studiare l’ultimo puntiglio perché magari in un gruppo qualcuno se ne esce con un autore dicendo che è super-importante perché così hanno detto in qualche corso o ha detto qualcuno che magari è vicino a qualche commissario.

Ma la verità è che tutto è utile e niente è indispensabile, il proprio esame è sempre particolare.

E spesso diverso da come si immagina, in quel momento si attinge a varie risorse e non solo ai contenuti immagazzinati.

Come gestire la FOMO?

FOMO è lcronimo di Fear of Missing Out, paura di perdersi qualcosa: un’informazione importante, un dettaglio, un evento, ecc.

La FOMO è una forma d’ansia, che assilla con la domanda: “sto tralasciando qualcosa? Non è che uscirà proprio quell’argomento che ho saltato? E se non studio anche quella cosa, non è che me la chiederanno? Ho paura di non ricordarmi questo e quell’altro… No, devo farmi anche questo, quello e quell’altro ancora…”.

Come gestirla?

Con i social network si è molto accentuata, si controlla compulsivamente il flusso che scorre sulla home di Facebook, per paura di perdersi qualcosa, di non stare al passo.

Però esisteva anche prima dei social network, anche tra gli studenti.

Innanzitutto, facendo attenzione a non abusare di internet, connettendosi in ogni ritaglio di tempo e facendosi risucchiare da Facebook e dai gruppi studenteschi.

Internet è un ottimo strumento di mutuo aiuto, però può essere interessante assumere un punto di vista distaccato, senza immedesimarsi troppo nelle dinamiche altrui.

Come? Ad esempio, “divertendosi” a risalire a come vengono costruite percezioni, euristiche, rielaborazione delle fonti tramite il pensiero induttivo, dando luogo a rappresentazioni che poi vengono diffuse, ma si tratta appunto di rappresentazioni, mediate da diverse variabili, sia cognitive che emotive e sociali.

È spesso il lavoro che si fa in clinica, quando un paziente arriva con una percezione e rappresentazione del problema un po’ disfunzionale, che gli impedisce di affrontarlo efficacemente.


Guardare con distacco clinico in questi casi può aiutare, anche per non immedesimarsi con le angosce degli altri e lasciarsi contagiare.

The following two tabs change content below.
Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Scrivimi a tutor@110elode.net