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È possibile citare il costruttivismo nel tema, nel progetto e nel caso clinico?


1) Nella prima prova

Il costruttivismo è una teoria moderna dell’apprendimento, che si può citare nella prima prova.

Si può ricorrere al costruttivismo se la traccia chiede un modello teorico, un approccio o un paradigma relativo all’apprendimento o ai processi cognitivi.

È utile soprattutto se c’è esplicita richiesta di teorie “recenti”.

2) Nella seconda prova

Il costruttivismo può essere utilizzato come metodologia della prova di progetto.

Visto che la psicoeducazione è inflazionata, questa può essere un’alternativa.

Le attività associate non sono direttive, quindi si possono prevedere molteplici attività: eccone 3.

1) Attività in cui ciascuno (individualmente o in gruppo) è stimolato a ricostruire le conoscenze, i vissuti, le esperienze relative a un certo problema.

In questo modo si fanno emergere le risorse già possedute, le intuizioni, le riflessioni, sospendendo il giudizio sulla loro scientificità, solo per promuovere la consapevolezza delle teorie ingenue di cui ciascuno è portatore e che sono il primo passo per poi assimilare conoscenze più “scientifiche”.

Uno strumento utilizzabile è la mappa concettuale, magari costruita grazie alla facilitazione dello psicologo, che può porre domande aperte per sollecitare il riemergere di questi contenuti.

2) Gruppo di condivisione (quello classico già previsto anche dalla psicoeducazione)

3) Empowerment attraverso un apprendimento esperienziale

Ovviamente è uno schema di base, da adattare. Sono tutte attività non direttive, come è nello spirito di questo modello/metodologia.

3) Nella terza prova evolutiva

Per interventi nei casi clinici di età evolutiva, visto che è bene prevedere il coinvolgimento anche della scuola, si può includere una consulenza e formazione agli insegnanti sul metodo costruttivista.

In questo modo, è possibile introdurre momenti o periodi di apprendimento cooperativo e costruzione di conoscenze, che possa vivacizzare la didattica.

Generalmente, infatti, la didattica è impostata su un modello direttivo/comportamentista, con lezione/interrogazione, che stimolano il funzionamento cognitivo.

Chi ha deficit cognitivi (di attenzione, apprendimento, ecc), tuttavia, non viene valorizzato da questo tipo di didattica.

Quindi si può alternare con una didattica costruttivista, che stimola le componenti sociali ed emotive dell’apprendimento.

In questo modo, si valorizzano anche gli studenti con deficit cognitivi e si stimolano questi aspetti anche negli high performers, cioè studenti con elevate prestazioni cognitive ma che rischiano di impoverirsi dal punto di vista emotivo e sociale, perché la scuola non offre abbastanza stimoli anche da quei punti di vista.

Sono suggerimenti, poi ognuno può trovare anche altri usi o modulare questi.


L’importante è studiare in modo metacognitivo, declinando lo stesso contenuto flessibilmente per più prove, senza associarlo esclusivamente a un’etichetta.

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Scrivimi a tutor@110elode.net