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I contenuti più utili per l’Esame di Stato di Psicologia sono… quelli che hai prodotto durante gli studenti universitari! I tuoi appunti delle lezioni, i tuoi riassunti dei testi universitari, altri schemi, mappe e note che hai creato durante i tuoi annidi formazione.


I contenuti da te prodotti sono un tuo patrimonio, da valorizzare, migliore di qualunque altro testo fatto da altri e che quindi non sarà mai “caldo” come quello che hai realizzato tu negli anni.

Anzi l’Esame di Stato di Psicologia può essere un momento per “sistematizzare” tutto quello che hai già realizzato, riorganizzarlo e rivitalizzarlo.

In ogni caso, anche consultando altri testi, è bene evitare la “deriva” ossessiva che spinge ad aggiungere troppi dettagli.

“Integrare” i manuali per la preparazione dell’Esame di Stato di Psicologia non significa aggiungere un’infinità di dettagli che nessun prof conosce (per cui, anche leggendoli, potrebbe non dargli peso.

Anzi, più memoria è sovraccarica, meno è agile di fronte alla traccia, che non chiede di sciorinare troppe nozioni, ma di riorganizzare i contenuti in funzione di quella specifica scaletta.

Inoltre, è importante anche scegliere il momento giusto per “integrare”.

Quando inizi a studiare, non è il momento per pensare già alle aggiunte e alle integrazioni.

Prima è opportuno costruire il tuo edificio, con le fondamenta e i muri portanti. Poi penserai a che colore dare alla parete destra della camera per gli ospiti.

Molti studenti rischiano di impazzire, perché già mentre costruiscono le fondamenta, iniziano a vagare qua e là in cerca di aggiunte ossessive a cui non baderà probabilmente nessuno.

Essi si perdono tra fonti e integrazioni, venendo poi sopraffatti da mille nozioni da memorizzare: uno sforzo inutile che rischia anche di paralizzare il percorso di apprendimento.


Solo quando hai fondamenta solide, deciderai cosa aggiungere.

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Scrivimi a tutor@110elode.net