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Le tracce di metodologia sono le più temute, ma non le più difficili. Ecco suggerimenti per prepararsi.


Per svolgere una traccia dell’Esame di Stato di Psicologia, se la traccia riguarda metodologia, gli argomenti essenziali sono soltanto 3.

1) una definizione di psicologia come scienza basata sul metodo sperimentale, così da utilizzarla come introduzione;

2) uno o due strumenti quantitativi;

3) uno o due strumenti qualitativi.

Una volta studiati questi elementi, il resto è in più. Questi, alla fine, sono i “lego” indispensabili per pressoché qualsiasi traccia di metodologia.

Tra gli strumenti quantitativi, l’ideale è fare bene la Wais, perché serve anche per una traccia sull’intelligenza, o come strumento da citare in terza prova. Così, lo studi una volta e lo sfrutti per 3 prove.

Un altro strumento quantitativo utile è il test MMPI oppure un altro test clinico di personalità, perché riciclabile anche per una traccia di tema sulla personalità e poi anche per la terza prova.

Invece, gli strumenti qualitativi utili possono essere osservazione e colloquio, che servono come strumenti per valutare qualunque costrutto, utilizzabili poi anche in terza prova.

Il confronto tra metodi e strumenti qualitativi e quantitativi può essere chiamato anche in altri modi: metodi sperimentali/clinici, categoriali/dimensionali, statistici/clinici, ecc.

Insomma, ogni traccia tende a usare aggettivi contrapposti da loro, ma che alla fine sono riconducibili agli strumenti qualitativi/quantitativi, poiché i metodi psicologici, comunque li vogliano denominare, quelli sono ;).

Attenzione a on farsi spaventare dai termini, il “commissariese” è un linguaggio dove si usano mille termini per fare riferimento spesso alla stessa cosa.

In ogni caso, se escono termini di cui non si capisce bene il significato o a cui qualche prof o qualche commissione associa un preciso significato, allora in quel momento lo spiegano, forniscono indicazioni, ecc.

Infatti, un conto leggere la traccia a freddo, dove si rischia di scivolare in chissà quali interpretazioni, un conto leggerla lì, con loro davanti, che la spiegano, esplicitando cosa intendono.


Alla fine, gira e rigira i nuclei concettuali sono sempre gli stessi, quindi anche la traccia più assurda (e ce ne sono state, di tracce davvero assurde) è riconducibile a qualcosa di noto ed è traducibile in qualcosa di più banale di quello che sembra.

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Scrivimi a tutor@110elode.net