Descrizione del Manuale Diagnostico Psicodinamico – PDM-2 


Il PDM-2 – Manuale Diagnostico Psicodinamico  è stato realizzato attraverso la collaborazione tra diverse associazioni psicoanalitiche americane: l’American Psychoanalytic Association, l’International Psychoanalytical Association, la Division of Psychoanalysis (39) della American Psychological Association, l’American Academy of Psychoanalysis and Dynamic Psychiatry e il National Membership Committee on Psychoanalysis in Clinical Social Work.

I 3 assi del PDM-2

La Diagnosi per gli Adulti si articola su tre assi: l’Asse P valuta i pattern e i disturbi della personalità, alcuni dei quali corrispondono a quelli del DSM.

L’Asse M è dedicato alla valutazione del funzionamento mentale, basato su 9 funzioni, anch’esse collocate lungo un continuum di 8 livelli.

L’Asse S è dedicato alla valutazione dell’esperienza soggettiva dei sintomi connessi alle diverse patologie dell’Asse P, dunque è una ulteriore diagnosi basata non sull’osservazione dei sintomi, ma sulla percezione del paziente.

Infatti, i significati che il paziente attribuisce ai suoi comportamenti possono differire dai significati attribuiti dal clinico basandosi sull’osservazione dei comportamenti.

Definizione di disturbo secondo il PDM-2 

Prima di procedere a una valutazione secondo i 3 assi, il PDM raccomanda al clinico di considerare come patologico un comportamento che, secondo la valutazione del paziente e degli altri significativi, ha provocato sofferenza a se stesso e agli altri, in modo continuativo, compromettendo il funzionamento globale della persona.

Inoltre, occorre differenziare il disturbo di personalità dalle sindromi sintomatiche, cioè quadri non complessivamente e gravemente patologici, benché siano presenti in essi alcuni elementi patologici o altamente disfunzionali, nonché dagli effetti di danni cerebrali come lesioni e traumi o dalle psicosi, soprattutto se di origine organica.

Infine, occorre valutare se quello che sembra un disturbo della personalità non sia invece una risposta ad uno stress acuto, in quanto tale si tratta di un’organizzazione transitoria, predisposta per affrontare un evento e non di deficit o disfunzioni strutturali, quindi più pervasive e stabili.

I 3 livelli di personalità del PDM-2

In base a queste prime considerazioni, il PDM distingue 3 livelli di personalità:

  1. quelle sane, con assenza di disturbi della personalità;
  2. il Disturbo di Personalità Nevrotico, tipico di persone sane, che però tendono a reagire agli stress con una gamma limitata e spesso rigida di difese;
  3. i Disturbi di Personalità Borderline, caratteristici di persone con difficoltà relazionali ricorrenti, incapacità di intimità emotiva, periodi di angoscia intensa e di grave depressione, vulnerabilità all’abuso di sostanze e ad elevato rischio autolesivo.

In questa suddivisione, non è presente il livello psicotico, né il termine psicotico, poiché non sono stati ottenuti ancora sufficienti dati per operazionalizzare questo costrutto e validarlo empiricamente.

Dunque, il livello più grave di disfunzionamento è quello indicato dall’espressione Disturbi di Personalità Borderline, che nel PDM non corrisponde all’entità diagnostica specifica di “Disturbo Borderline di Personalità”, presente nel DSM, ma indica il più alto livello di gravità di un disagio esperibile.

Le 7 dimensioni per stabilità la gravità di un disturbo nel PDM-2

Per stabilire a quale di questi 3 livelli di gravità appartenga il paziente, occorre valutare le 7 dimensioni.
La prima è l’identità, che consiste nella chiarezza delle caratteristiche che ciascuno attribuisce a se stessi e agli altri, risultato di un lavoro di definizione di Sé.

La seconda sono le relazioni oggettuali, dunque consiste nella dimensione sociale, costituita da relazioni stabili e soddisfacenti.

La terza è la Tolleranza degli Affetti, cioè la capacità di provare un’ampia gamma di emozioni.

Poi vi è la Regolazione degli Affetti, che risiede nella capacità di modulare le pulsioni, gestire le emozioni, per facilitare l’adattamento.

Poi vi è l’Integrazione tra Super-Io, Io Ideale e Io, che fornisce una struttura coerente ed equilibrata alla persona, senza conflitti irrisolti o angoscianti.

Poi vi è l’Esame di Realtà, che risiede nel possedere una percezione realistica di sé e dell’ambiente, senza allucinazioni, deliri o dispercezioni.

Infine vi è la Forza dell’Io e Resilienza, che consiste nell’affrontare efficacemente gli stress senza lasciarsi prevaricare da essi.

Nelle personalità sane, tali dimensioni sono tutte presenti, in quelle nevrotiche 1 o 2 dimensioni possono risultare problematiche, in quelle borderline risultano compromesse le prime 4 dimensioni e l’esame di realtà.

15 disturbi di personalità del PDM-2

Tra i 3 assi in cui è suddiviso il PDM, l’asse P prevede 15 disturbi di personalità: schizoidi di personalità, paranoidi di personalità, psicopatici di personalità, narcisistici di personalità, sadici e sadomasochistici di personalità, masochistici di personalità, depressivi di personalità, somatizzanti di personalità, dipendenti di personalità, fobici di personalità, ansiosi di personalità, ossessivo – compulsivi di personalità, isterici (istrionici) di personalità, dissociativi di personalità, misti/altro.

Di ogni disturbo, il PDM fornisce 4 caratteristiche tipiche: stati affettivi, pattern cognitivi, somatici e relazionali.

L’Asse M consente di valutare il funzionamento mentale su una scala a otto livelli, considerando 9 funzioni specifiche:

  1.  Capacità di regolazione, attenzione e apprendimento;
  2. Capacità di relazioni e intimità;
  3. Qualità dell’esperienza interna (livello di sicurezza e rispetto di sé);
  4. Esperienza, espressione e comunicazione degli affetti;
  5. Pattern e capacità difensive;
  6. Capacità di formare rappresentazioni interne;
  7. Capacità di differenziazione e integrazione;
  8. Capacità di auto-osservazione;
  9. Capacità di costruire o ricorrere a standard e ideali interni.

L’Asse S, infine, riprende la descrizione dei sintomi e dei disturbi clinici del DSM, in termini di stati affettivi, pattern cognitivi, somatici e relazionali che il paziente esperisce, al di là del fatto che possano essere o meno rivelati all’esterno attraverso comportamenti.

I disturbi contenuti nell’Asse S sono:

  1.  Disturbo dell’adattamento;
  2. Disturbo d’ansia: Traumi psichici o disturbi post traumatici da stress; Fobie; Disturbi ossessivo-compulsivi;
  3. Disturbi dissociativi;
  4. Disturbi dell’umore: Disturbi depressivi; Disturbi bipolari;
  5. Disturbi somatoformi;
  6. Disturbi dell’alimentazione;
  7. Disturbi psicogeni del sonno;
  8. Disturbi sessuali e dell’identità di genere: Disturbi sessuali, Parafilie, Disturbi dell’identità di genere;
  9. Disturbi fittizi;
  10. Disturbi del controllo degli impulsi;
  11. Disturbo da uso di sostanze/dipendenze;
  12. Disturbi psicotici;
  13. Disturbi mentali su una condizione medica generale.

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Scrivimi a tutor@110elode.net