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4 suggerimenti per la terza prova di indirizzo evolutivo


1) nel paragrafo dei test, la CBCL serve praticamente sempre, per avere un profilo globale del funzionamento del bambino e per confrontare i dati da più fonti.

Achenbach dice che è importante incrociare dati provenienti dai genitori e dagli insegnanti e perché prima di focalizzare un sintomo, bisogna contestualizzarlo nell’insieme, nel funzionamento globale.

2)  Se hai dubbi su quale test togliere, prova a fare così: prendi ciascun test e scrivi una giustificazione per cui lo fai.

Ad esempio, i test del disegno con i bambini con sospetto disturbo specifico dell’apprendimento io li farei.

Perché? Perché esplorano anche i vissuti emotivi, in quanto il bambino con disturbo specifico dell’apprendimento spesso ha dei sintomi depressivi, a causa delle continue frustrazioni che vive in ambito scolastico, a causa del fatto che molti adulti (genitori, insegnanti, ecc) non sempre comprendono le sue difficoltà, quindi tende ad avere un’autostima molto bassa e un’immagine di sé negativa.

Questi vissuti motivi non vengono colti dalla Wais o dai test di lettura, ma sono importanti. Quindi li farei, con questa giustificazione.

Quindi è opportuno sempre: 1) giustificare 2) giustificare 3) giustificare, giustificare giustificare qualunque cosa.

3) attenzione nei riguardi della diagnosi di DSA

La diagnosi di DSA, per essere riconosciuta a scuola e quindi far scattare tutte le varie tutele previste dalla legge 170/2010, tra cui gli strumenti dispensativi e compensativi poi riepilogati nel PDP, nonché l’erogazione dei vari sussidi (come quello INPS) deve essere fatta da un équipe (psicologo, neuropsichiatria infantile, logopedista).

In alcune regioni possono essere private, in altre solo pubbliche, in altre o pubbliche o private accreditate.

La regolamentazione è diversa per ogni regione ma questo riguarda solo gli effetti della diagnosi a scuola, non la figura che per legge è autorizzata a farla.

4) Per interventi nei casi clinici di età evolutiva, visto che è bene prevedere il coinvolgimento anche della scuola, si può includere una consulenza e formazione agli insegnanti sul metodo costruttivista, per introdurre momenti o periodi di apprendimento cooperativo e costruzione di conoscenze, che possa vivacizzare la didattica, generalmente impostata su un modello direttivo/comportamentista, con lezione/interrogazione, che stimolano il funzionamento cognitivo.

Chi ha deficit cognitivi (di attenzione, apprendimento, ecc) non viene valorizzato dalla didattica direttiva e comportamentista.

Quindi si può alternare una didattica costruttivista, che stimola le componenti sociali ed emotive dell’apprendimento, per valorizzare gli studenti con deficit cognitivi e stimolare questi aspetti anche negli high performers, negli cioè studenti con elevate prestazioni cognitive, ma che rischiano di impoverirsi dal punto di vista emotivo e sociale, perché la scuola non offre abbastanza stimoli anche da quei punti di vista.


Sono suggerimenti, poi ognuno può trovare anche altri usi o modulare questi.

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Scrivimi a tutor@110elode.net