Seleziona una pagina

Cosa succede il giorno dopo le prove dell’Esame di Stato di Psicologia?


E’ il momento dei rimuginamenti, dei dubbi, dei confronti, delle preoccupazioni, dei ragionamenti controfattuali: se avessi messo quello…avrei dovuto mettere quell’altro…sarebbe stato meglio cosà…avrei dovuto ripassare quell’altra cosa…ecc.
 
E’ un momento delicatissimo, in cui si consegnano tanti sforzi a una persona che, inevitabilmente, metterà del suo durante la correzione dei compiti.
 
E’ una brutta sensazione essere “appesi” al giudizio soggettivo di una persona: sarà capace di leggere fra le righe tutto l’impegno, lo sforzo, la passione che ci ho messo?
 
Il commissario saprà cogliere gli aspetti giusti e apprezzarli, oppure si attaccherà a qualche puntiglio, per chissà quali dinamiche, proiezioni, identificazioni e conflitti personali?
 
Capisco, non solo per averlo vissuto, ma soprattutto perché è la stessa sensazione che si ripete nel lavoro come psicologi o in qualsiasi altro lavoro.
 
Tutti i giorni appesi al giudizio del tutto soggettivo di una persona, che non immagina minimamente quanto immenso lavoro ci sia dietro le quinte, quante rinunce, quanti sacrifici, quanto sudore e quanto sangue.
 
Si spera sempre che sia un giudizio equilibrato. Spesso lo è. A volte purtroppo no, ma si cerca di continuare con lo stesso impegno.In quasi 20 anni in tutto di didattica, ho visto persone che fanno compiti orribili e poi passano.
 
E persone che fanno capolavori che neanche un prof sarebbe stato in grado di fare, e alcuni commissari si attaccano al puntiglio, per chissà quale “meccanismo proiettivo inconscio”, direbbero gli psicodinamici.
 
Non c’è sempre un diretto collegamento tra compito perfetto e promozione, compito pessimo e bocciatura.
 
Dopo le prove, sii clemente con te stesso. Invito a sospendere il giudizio sul compito fatto, partendo dal presupposto che non si poteva fare meglio da quello che si è fatto in quel momento, che il proprio dovere, e anche di più, lo si è fatto e che quell’elemento arbitrario e imprevedibile (che i greci chiamavano Tike e incombe sull’uomo) in ogni caso non si sarebbe potuto eliminare.
 
La tua parte l’hai fatta come meglio potevi, ora si spera che anche la fortuna assista.So il lavoro che c’è dietro ogni studente.
 
Tanti studenti lavorano e si sono fatti in 4 per conciliare lavoro, studio, famiglia, impegni e già per questo meriterebbero la promozione!
 

Suggerisco umilmente di chiudere mentalmente la prima prova, per evitare che diventi fonte di rimuginazioni, e proiettarsi verso la seconda o terza, con lo stesso impegno, fiducia e speranza.

The following two tabs change content below.
Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Scrivimi a tutor@110elode.net