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Una volta, all’Esame di Stato di Psicologia, in alcune sedi, in una scaletta di progetto, sono stati chiesti gli “indicatori di esito”. Cosa sono?


Avvertenza importante: non esiste mai un significato giusto in assoluto per qualunque termine di qualunque traccia di qualunque sede di Esame di Stato di Psicologia. Ogni commissione ha le sue aspettative su come debba essere interpretato un termine.

Spesso, nelle scalette del progetto dell’Esame di Stato di Psicologia, vengono usati mille nomi, per indicare la stessa cosa.

Il significato giusto di un termine è solo quello che la tua commissione darà a quel termine in quella sessione e che potrà essere diverso dal significato che potrà dare un’altra commissione a quello stesso termine.

Può capitare allora che una commissione elabori una scaletta, includa un termine, ad esempio “indicatore di esito” e lo intenda in un modo, non per forza corrispondente a quello del vocabolario o di un qualunque manuale.

Poi magari un’altra commissione ri-utilizza quella scaletta, ma attribuisce un significato diverso a quel termine, magari opposto al significato dato dalla commissione che aveva introdotto quel termine.

Quindi in caso di dubbio, è sempre preferibile chiedere ai tuoi commissari cosa intendano per un certo termine. Loro possono rispondere, e il mistero si chiarisce, ma possono anche non rispondere.

In questo secondo caso, quando i commissari non specificano come vogliono che gli studenti intendano un certo termine, come regolarsi?

Come intendere, nello specifico, questi “indicatori di esito“?

Gli indicatori di esito, fatto salvo un significato specifico che la tua commissione vorrà dare a questo termine, si possono ricavare dalle dalle attività che includi nel tuo progetto. 

Il progetto dell’Esame di Stato di Psicologia, infatti, prevede sempre la descrizione di attività, che servono a prevenire un problema, a promuovere il benessere o ad affrontare un disagio, in base a quello che ti chiede la traccia.

Dalle attività, potrai ricavare anche gli indicatori di esito.

Ad esempio, se scegli la metodologia della psicoeducazione, le attività generalmente previste sono le seguenti, che possono valere anche come indicatori di esito:

1) ciclo di seminari di informazione. L’indicatore di esito sono le informazioni sul problema, che quindi per i destinatari all’inizio del progetto sono poche e alla fine del progetto dovrebbero risultare aumentate, grazie all’attività di trasmissione di informazioni svolta dallo psicologo.

2) gruppo per stimolare il cambiamento degli atteggiamenti e dei comportamenti. L’indicatore di esito è il cambiamento di atteggiamenti e comportamenti rispetto al problema, che sono da esplorare all’inizio del progetto e poi alla fine del progetto dovrebbero risultare cambiati.

3) training per l’acquisizione di abilità trasversali. L’indicatore di esito sono le abilità trasversali, da valutare all’inizio del progetto e alla fine del progetto dovrebbero risultare acquisite o potenziate.

Quindi, prendi le attività che predisponi nel progetto: quelle sono associate anche gli indicatori di esito, perché essi sono i criteri quantificabili che ti faranno capire se le tue attività hanno avuto efficacia.

Puoi applicare lo stesso meccanismo anche se la traccia ti chiede di specificare le “variabili dipendenti e indipendenti” dell’efficacia del progetto.

Le attività diventano le variabili indipendenti, quelle su cui il progettista ha il controllo, mentre le variabili dipendenti sono i loro effetti.

Ad esempio, sempre considerando la psicoeducazione come metodologia: le informazioni sono la variabile indipendente, manipolata dal professionista, perché lui farà un ciclo di seminari in cui trasmette una certa quantità di informazioni.

La variabile dipendente è il benessere dei destinatari, in quanto si presuppone che, aumentando la conoscenza dell’argomento, grazie alle informazioni fornite dallo psicologo, loro possano provare un maggiore benessere (o ridurre il loro disagio o affrontare efficacemente un problema, ecc.). 

Tutto questo però, vale solo ed esclusivamente se i tuoi commissari non chiariscono cosa intendono per indicatori di esito.

Altrimenti, vale esclusivamente il significato che la tua commissione, in quella sessione, in quella sede, dà a quel termine e che può essere diverso da quello che può dare qualunque altra commissione.

Non ci sono regole assolute all’Esame di Stato di Psicologia, se non quelle della prudenza e della flessibilità.


Non farti spaventare da richieste strane: anche le più inconsuete, possono essere ricondotte alle richieste basilari.

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