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3 suggerimenti prima del tema 😉


1) Abbi fiducia in te!

Hai studiato 5 anni, più uno di tirocinio, qualcosa tirerai fuori.

Dopo i primi 10 minuti di panico dopo la lettura della traccia, quando ti sembrerà di non ricordare più niente e di non sapere più niente, respira e lentamente i contenuti riaffiorano.

Qualcosa scriverai, anche nella traccia più assurda.

Se proprio non ti viene in mente nulla di nulla, descrivi esempi pratici e concreti di situazioni, anche banali e quotidiane, in cui è presente il costrutto richiesto dalla traccia.

In fondo, il tema è una prova di abilitazione. Gli esempi pratici sono sempre utili, possono supplire alle “amnesie” da panico o aiutarti a ricordare i contenuti.

2) Tu sai molto più di quello che pensi di sapere

Sembra un’incitazione vagamente socratica, in pratica vuol dire questo: se dovesse uscire, ad esempio, “i processi di categorizzazione”, non pensare di non saperli, solo perché nel tuo libro non c’era un argomento intitolato “i processi di categorizzazione”.

Se hai studiato la memoria, il pensiero o l’apprendimento, anche quelli sono processi di categorizzazione.

Non serve aver studiato una teoria che si intitoli esattamente così!

Puoi temere di non sapere l’argomento perché la traccia lo chiama in modo diverso dal libro o dall’etichetta sotto cui lo hai studiato.

Ma puoi ricondurre qualunque termine inconsueto della traccia a un argomento che hai studiato.

Non c’è quasi mai una corrispondenza univoca ed esatta tra l’etichetta usata nella traccia e l’etichetta usata sui libri. Non è un compito associazionista e pavloviano.

Spesso quando all’Esame di Stato di Psicologia esce un termine inconsueto, si sente un boato in aula ed è panico generale.

Tutti pensano di “non aver fatto quell’argomento” o di non saperlo.

In realtà lo hanno fatto, ma sotto altre “etichette”. Quindi cerca di ricondurre i termini della traccia agli argomenti che sai.

3) No all’accozzaglia

Molti prof contestano che i temi degli studenti non hanno una struttura organica, affastellano teorie su teorie in modo sconnesso e frammentato. Senza avere un focus.

Questo l’ho notato anch’io, quando gli studenti mi inviano esercitazioni da visionare.

Si inizia a parlare di una cosa, poi si interrompe, poi si riprende, poi si inizia un’altra cosa. Senza seguire un ordine logico.

Quindi meglio sapere meno teorie, ma esporle in modo completo.

Non tante nozioni buttate là tante, ma poche teorie focalizzate.

A volte ne basta una o due (in base alle richieste della traccia, se è formulata al singolare o al plurale).

Anche la tua memoria ti ringrazierà, perché potrai alleggerirla, evitando di ammucchiare troppi pezzi scoordinati.

Il tema dell’Esame di Stato di Psicologia non è una gara a chi si ricorda più nozioni.

E poi occorre attenersi rigorosamente alla traccia

A volte le tracce contengono una scaletta precisa, con un elenco di punti da sviluppare.

A volte sono più discorsive, ma contengono cmq una serie di richieste da sviluppare.

Sia nel caso che le richieste siano sotto forma di elenco che diluite nella traccia discorsiva, occorre sempre svilupparle tutte. Una per una, nell’ordine in cui sono richieste.

Aderire rigorosamente alla traccia, in genere, è un importante criterio di valutazione.

Don’t panic e in bocca al lupo!

Altri suggerimenti per l'EdS:

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Scrivimi a tutor@110elode.net