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6 domande e risposte su progetti in psicologia di indirizzo evolutivo.


1) Quante attività predisporre

Le attività previste da un progetto per prove, esami e concorsi di argomento psicologico possono essere 3, non perché metterne 3 sia una regola assoluta ma è un modo per rendere efficiente l’organizzazione delle attività.

Nessuno ti vieta di metterne 4, 5, 6 1000 attività. Semplicemente, 3 è un numero non troppo alto e non troppo basso e può aiutarti durante la preparazione, per organizzare le idee e fissare pochi punti chiari.

Un progetto in psicologia con la metodologia dell’educazione socio-affettiva si può articolare in 3 attività specifiche: alfabetizzazione affettiva, circle-time e laboratorio creativo.

Non è obbligatorio mettere proprio queste. Il discorso è lo stesso: a livello didattico possono essere una base, una struttura che aiuta a organizzarsi, che integra 3 cose diverse e può dare idea di completezza. Nessuno impedisce di cambiare l’ordine o aggiungere altre attività.

2) Quali attività predisporre se il progetto è rivolto sia a figli che a genitori

In un progetto per prove, concorsi ed esami rivolto sia a genitori che ai figli, non è possibile fare un unico incontro psicoeducativo in cui stanno insieme adulti e bambini. Queste due categorie hanno bisogno di un registro comunicativo diverso.

3) Come scrivere l’obiettivo se il progetto in psicologia è finalizzato all’inclusione

Se il progetto è finalizzato a migliorare l’inclusione, ad esempio di un bambino autistico o disabile, tra gli obiettivi non c’è “tollerare” la diversità.

Altrimenti sembra che solo il bambino autistico sia diverso. Tutti i bambini, in un certo senso, sono diversi tra loro, e sono uguali tra loro.

Meglio mettere in evidenza la valorizzazione della diversità: non va “tollerata” come fosse un fastidio da sopportare.

4) Perché è opportuno prevedere laboratori creativi

Nei progetti in psicologia di indirizzo evolutivo, è possibile aggiungere un laboratorio creativo in cui i bambini devono fare qualcosa insieme: un collage, una recita teatrale, un giornalino, cose con la creta o materiali malleabili per dare forma concreta a idee e rappresentazioni.

Ovviamente non con finalità artistiche, ma educative e socializzanti. Altrimenti quello che imparano in astratto, non hanno occasione di applicarlo in concreto.

5) Perché gli insegnanti non dovrebbero presenziare ai circle-time

Se si opta per l’educazione socio-affettiva, che prevede circle-time, gli insegnanti, nel circle time non devono essere presenti, altrimenti di bambini non si aprirebbero.

Possibilmente, neanche nel laboratorio creativo, altrimenti i bambini lo vivrebbero come un compito che deve avere un voto.

Anche per questo, è bene aggiungerei altri professionisti (ad esempio: l’educatore), per non far fare tutto allo psicologo, ma dare l’idea di un’équipe.

6) in un progetto di prevenzione a scuola, bisogna citare l’art 9 del CD o il 24 e il 31 per il consenso informato?

Non ci sono regole assolute. Tra l’altro, sono cose burocratiche che riguardano il committente e se le sbriga lui (almeno quelle!).

L’incarico che viene dato allo psico è di predisporre un progetto, si presume che il committente faccia il suo lavoro burocratico prima di attuare il progetto.

Altrimenti, se prevedi come prima fase del progetto la raccolta dei consensi, il progetto è approvato, il committente ti paga…e poi i destinatari non ti danno il consenso?

Allora quel progetto non può più essere fatto, ma ormai è stato pagato! Per cui mettere la raccolta dei consensi come fase iniziale, non è tanto consigliabile, anzi è pericoloso, significa che se in quella fase non ottiene i consensi, si blocca tutto il proseguimento. Quella è preliminare e ci pensa il committente.


Al massimo, si può precisare che il progetto si fa dopo aver ottenuto il consenso, per cui prima di attuarlo, il committente provvede ad espletare questi aspetti burocratici, che non includono solo la raccolta di eventuali consensi, ma anche altre autorizzazioni, agibilità locali, condizioni igieniche, accessibilità disabili, e cose varie che non controlla lo psicologo.

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor per studenti lavoratori di Psicologia e TFA. Scrivimi a tutor@110elode.net per aiuto tesi.