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Nei vecchi kit 110elode avevo inserito l’ecomappa solo tra gli strumenti di valutazione della terza prova clinica o evolutiva. In realtà ha molte più potenzialità e applicazioni. Infatti, questo strumento jolly puoi usarlo nel tema, nel progetto e nel caso clinico di tutti gli indirizzi.


Per interiorizzare meglio l’ecomappa, in modo che non sia solo pappa da memorizzare, prova a fare la tua ecomappa.

Ti servirà per familiarizzare con lo strumento, così non sforzi la memoria, e anche per il futuro lavorativo: infatti se vuoi ricevere persone in uno studio, dovrai cmq aver presenti i servizi che già esistono sul tuo territorio.

Questo serve per sapere dove inviare le persone che non puoi seguire: se arriva una donna vittima di violenza, sai già se c’è un centro antiviolenza dove indirizzarla?

Serve anche per fare rete con altri professionisti e per capire quali servizi sono già attivi e pubblici, quindi non serve offrire lo stesso servizio in privato, e quali mancano, quindi puoi offrirlo tu, e non avrai concorrenti!.

Prendi un foglio A4 bianco. Al centro metti te stessa, ad esempio scrivi il tuo nome. Immagina che il foglio sia la tua città.

Disegna un cerchio per ogni struttura o servizio che c’è nel tuo quartiere: la farmacia, il supermercato, la palestra, il centro anziani, la scuola elementare, ecc.

Se non li conosci, esplorali (su internet, sul sito comunale, vedi se ci sono gruppi facebook della tua città, sulle pagine gialle, ecc).

Da ciascuno di essi, traccia una linea verso di te: se è un servizio che usi, tipo la farmacia, traccia una linea dritta, che indica una relazione positiva con quella risorsa.

Se non la usi o la usi poco, traccia una linea tratteggiata. Se sei in conflitto con una risorsa, ad esempio metti che la palestra ti ha addebitato dei costi senza farti sapere niente, traccia una linea zigzagata, che indica una relazione conflittuale.

Queste erano le risorse istituzionali e formali.

Ripeti tutto con quelle informali: la casa della tua amica, la casa della nonna, l’associazione presso cui coltivi un hobby, la sala da tè dove incontri le tue amiche, ecc.

Ecco che hai fatto la tua ecomappa. Sarà anche il lavoro che potrai fare con un tuo cliente/paziente/ecc, per cui meglio se già lo hai sperimentato su di te.


Alla prova del caso clinico (ma non solo) potrai descrivere una ipotetica mappa sintetica della persona protagonista della traccia, così non ti limiterai a dire cos’è questo strumento, ma personalizzerai con un esempio concreto e ipotetico.

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Scrivimi a tutor@110elode.net