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L’Esame di Stato non è come un esame universitario, con una lista di libri prestabiliti e di argomenti fissi da memorizzare.

È un esame di abilitazione, quindi ispirato alla professione.

Per questo richiede un taglio pratico, una preparazione non nozionistica e una capacità di gestire l’incertezza e la complessità.

Nella pratica professionale, ad esempio in quella clinica, tu avrai a che fare con persone diverse, che ti esporranno problemi diversi e non prevedibili.

Non c’è una lista prestabilita di problemi che possono esporti, con annesse soluzioni prefissate.

Ad ogni paziente risponderai in modo flessibile, più che applicando meccanicamente una procedura.

Così sarà all’Esame di Stato. Non c’è un elenco prestabilito di argomenti da studiare, né modalità di svolgimento fisse e standardizzate.

L’Esame di Stato è costituito da 3 prove scritte e una prova orale.

Non ci sono tempistiche fisse, non ci sono criteri di correzione validi sempre e dovunque, non ci sono regole rigide e prevedibili su contenuti, strutture o su qualunque altro aspetto. Tutti si ostinano a cercarle e ne sentono il bisogno.

E ormai tantissimi si improvvisano anche a fornire indicazioni perentorie su come di debbano fare o non fare le prove. Il tutto basandosi su pericolose generalizzazioni.

Nei tanti materiali e corsi che vengono quotidianamente prodotti e venduti, spesso con modalità pubblicitarie aggressive, spesso si presume persino di sapere cosa vogliano o non vogliano i commissari di una certa sede.

Senza considerare che cambiano ogni anno. E anche quando gli stessi commissari restano in carica per tanti anni, possono cambiare i loro gusti e aspettative. Quindi, nessuno può saperli in anticipo. E nessuno può sapere chi leggerà il tuo compito e cosa ne penserà.

Sarebbe comodo avere un set di regole e contenuti precotti per cui, memorizzandoli e applicandoli, si “svolta” l’esame.

Anche se una scaletta si è ripetuta per tanti anni, non si può dare per scontato che verrà sicuramente ripetuta anche quando tu sosterrai il tuo esame. E se la stravolgono proprio in quella sessione?

Non si può prevedere il futuro basandosi su quello che è successo in passato e su quello che hanno fatto i commissari precedenti.

Purtroppo, l’unica regola all’Esame di Stato è che non ci sono regole all’Esame di Stato. Non ci sono strutture fisse e prevedibili. Proprio come nella pratica professionale.

All’EdS, ci sono direttive ministeriali vincolanti per tutte le sedi, ma sono generiche. Quindi, lasciano ampio margine di manovra alle singole commissioni.

Ogni commissione è libera di stabilire le tempistiche che preferisce (a parte la data della prima prova, fissata dal ministero, uguale per tutte le sedi).

Ogni commissione è libera di strutturare le prove come vuole, a prescindere dai tempi e dalle strutture scelte dalle commissioni precedenti.

Quindi, purtroppo non si possono trarre generalizzazioni a partire da quello che è successo in una sede in una sessione precedente (su percentuale di bocciati, struttura delle prove, richieste specifiche, ecc.).

Si tratterebbe di ragionamenti induttivi, che sono pericolosi e spesso sfociano in miti e leggende metropolitane. Oltre che non essere in sintonia con la professione di psicologo, a cui ti stai abilitando.

Tuttavia, il fatto che non ci siano certezze assolute, è un limite, ma può diventare anche un’opportunità. Vuol dire che puoi organizzare autonomamente il tuo studio, che non dovrai memorizzare tantissimi argomenti.

Ne bastano meno di quelli che pensi, solo che bisogna allenarsi ad esporli criticamente e ad adattarli flessibilmente. 

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Sono Stella Di Giorgio, psicologa e tutor. Ho realizzato il 1° Kit di Preparazione per l'Esame di Stato, con cui ho aiutato ormai 10 generazioni di psicologi ad abilitarsi. Se serve aiuto, scrivimi a tutor@110elode.net